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BOMBA ALL'AEROPORTO DI PECHINO, ATTENTATORE ALL'OSPEDALE

BOMBA ALL AEROPORTO DI PECHINO, ATTENTATORE ALL OSPEDALE


di Eugenio Buzzetti


Pechino, 20 lug. - Un uomo su una sedia a rotelle ha fatto esplodere questo pomeriggio un ordigno all'aeroporto di Pechino. L'uomo, di nome Ji Zhongxin, 34 anni, è originario della provincia dello Shandong, a sud della capitale, ed è rimasto ferito dall'esplosione e ricoverato in ospedale. L'esplosione è avvenuta alle 18.24 ed è stata provocata da una polvere usata per i fuochi d'artificio contenuta in un involucro di colore bianco che l'uomo teneva in mano nei pressi dell'uscita B del terminal 3 dell'aeroporto, dove atterra la maggior parte dei voli internazionali. La situazione è tornata alla normalità in tempi rapidi all'interno dello scalo, e in serata non era già più visibili segni dell'esplosione nei pressi dell'uscita. Nessuna particolare misura di sicurezza è stata apparentemente presa dalle autorità aeroportuali. Il servizio di news dello scalo cinese ha confermato ad AgiChina24.it di non temere per ulteriori incidenti simili in futuro e di non prevedere ulteriori misure di sicurezza.

Sulla piattaforma di social network cinese Weibo è circolata una foto dell'uomo risalente al 2005, quando era stato fermato dalla polizia e malmenato fino alla paralisi mentre guidava il suo bike taxi, secondo quanto scrive lo stesso Ji nel suo blog, ma non era munito di regolare licenza. Ji si sarebbe recato più volte negli scorsi anni nella capitale cinese per chiedere alle autorità centrali di occuparsi del suo caso. Al momento dell'esplosione, secondo alcuni testimoni sentiti dall'agenzia di stampa Xinhua, l'uomo avrebbe avuto in mano alcuni volantini dove comparivano dei reclami nei confronti delle autorità. Pechino è meta dei petitioners, che arrivano da ogni angolo della Cina nella speranza di ottenere giustizia dalle autorità centrali per torti subiti a livello
locale. L'immagine dell'uomo con in mano l'esplosivo è stata subito ripresa molte volte e twittata su Weibo, dove è comparsa anche una petizione scritta dallo stesso Ji. La censura starebbe rimuovendo dalla piattaforma di social network le immagini e i commenti sull'accaduto e sulla storia personale dell'uomo. Il titolo dell'ultimo post comparso sul suo blog, secondo quanto riportato da un altro blogger, Yifan Zhang, era eloquente: "Quasi senza speranza la strada infinita della petizione".

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