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AL VIA LA CONFERENZA CONSULTIVA POLITICA DEL POPOLO

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di Eugenio Buzzetti
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Pechino, 3 mar. - Sono cominciati con un minuto di silenzio per commemorare le vittime dell'attentato di sabato scorso a Kunming i lavori della Conferenza Consultiva Politica del Popolo (CCPPC). Quello di oggi è stato il primo appuntamento istituzionale di questo mese, e precede di due giorni l'inizio dei lavori dell'Assemblea Nazionale del Popolo, il parlamento cinese. Il presidente della CCPPC, Yu Zhengsheng, ha sottolineato, in apertura, l'importanza dell'adesione allo sviluppo del socialismo con caratteristiche cinesi.

Il 2014, ha proseguito Yu, sarà il primo anno in cui si assisterà all'approfondimento delle riforme deciso nel corso del terzo plenum di novembre scorso, e sarà un anno cruciale per il raggiungimento degli obiettivi del dodicesimo piano quinquennale, che scade alla fine del 2015. Alla platea dei 2200 delegati nazionali presenti alla Grande Sala del Popolo di piazza Tian'anmen, Yu ha assicurato che l'organo da lui guidato produrrà studi e ricerche sui maggiori campi di riforma della Cina, come quelli del fisco, della giustizia e di internet, e vigilerà sull'andamento delle riforme.

Il ruolo della Conferenza Consultiva Politica del Popolo, ha aggiunto Yu nel discorso di inizio dei lavori, è quello di "promuovere un sostenuto e sano sviluppo economico per l'armonia sociale e la stabilità". Yu ha sottolineato come la CCPPC, il maggiore organo di consulenza politica cinese, rappresenti un importante strumento di "consultazione democratica" per la Cina, e ha dedicato un pensiero ai delegati di Hong Kong e Macao perché possano avere un "ruolo attivo" nell'assemblea e "migliorare gli scambi tra la madrepatria e le due regioni amministrative speciali".

A destare l'attenzione della stampa internazionale, più che la cerimonia di apertura della CCPPC, sono state le dichiarazioni del portavoce dell'organo presieduto da Yu Zhangsheng. Lyu Xinhua, ha spiegato ieri ai giornalisti che chiunque abbia commesso reati dovrà risponderne davanti alla legge. L'affermazione era arrivata in risposta a una domanda sul futuro dell'ex capo degli apparati di Pubblica Sicurezza, Zhou Yongkang, che voci confermate alla Reuters e al New York Times, danno agli arresti domiciliari dal dicembre scorso, con l'accusa, ancora non formalizzata, di corruzione per l'ex numero nove nella gerarchia del PCC. Senza mai nominarlo apertamente Lyu ha confermato il pugno di ferro contro quello che il China Daily definisce "un ex membro del più alto corpo decisionale del partito". Zhou Yongkang aveva ricoperto la carica di membro del Comitato Permanente del Politburo, il vertice del potere in Cina, fino a novembre 2012, quando il diciottesimo Congresso del PCC aveva segnato il ricambio generazionale nei massimi vertici dirigenziali del Paese.

"Questo è tutto quello che posso dire per ora - ha spiegato Lyu ai giornalisti presenti - e penso che capiate cosa voglio dire". Il portavoce della CCPPC ha confermato di avere letto le notizie comparse sui media, ma ha preferito non elaborare ulteriormente il concetto, limitandosi a precisare che lo scorso anno ci sono stati 31 casi di corruzione che hanno coinvolto funzionari di livello ministeriale. Zhou Yongkang è da tempo nel mirino della Commissione Disciplinare del PCC, e molti suoi ex sodali sono oggi sotto inchiesta per corruzione. Tra questi anche l'ex vice governatore dell'isola di Hainan, che era stato segretario personale di Zhou tra il 2003 e il 2005, o l'ex protetto Jiang Jiemin, che è stato per molto tempo al vertice del colosso del greggio CNPC, e che a settembre è stato destituito dalla carica di presidente della SASAC, la commissione che vigila sugli asset delle industrie di Stato, con l'accusa di corruzione.

I lavori della Conferenza Consultiva Politica del Popolo si concluderanno il 12 marzo prossimo, in anticipo, rispetto alla chiusura dell'Assemblea Nazionale del Popolo, che si aprirà tra due giorni. All'apertura dei lavori erano presenti tutti i maggiori leader cinesi, che siedono nel Comitato Permanente del Politburo, a cominciare dal presidente Xi Jinping e dal primo ministro Li Keqiang.

 

3 marzo 2014

 

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