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A PROCESSO ALTRO EX FUNZIONARIO MINISTERO DELLE FERROVIE

A PROCESSO ALTRO EX FUNZIONARIO MINISTERO DELLE FERROVIE


di Giovanna Tescione



Roma, 10 set. – La campagna anti-corruzione non sembra registrare battute d'arresto e trascina in tribunale un altro ex funzionario del ministero delle Ferrovie. Zhang Shuguang dovrà rispondere di 13 capi d'accusa per aver ricevuto tangenti per un totale di 47.55 milioni di yuan (circa 5.8 milioni di euro). Lo riferisce il China Youth Daily.

Zhang Shuguang non è l'unico del ministero delle Ferrovie ad essere caduto nelle maglie della campagna anti-corruzione attuata da Pechino, dal caso più eclatante, quello dell'ex ministro delle Ferrovie, Liu Zhijun, condannato a giugno scorso alla pena di morte sospesa – equivalente al carcere a vita – per i reati di corruzione e abuso di potere, fino a quello più recente di Ding Shumiao, una donna d'affari collegata a Liu e accusata di corruzione e attività illecite per centinaia di miliardi di yuan. Zhang e Liu, considerato il padre del grande progetto dell'alta velocità in Cina, erano stati entrambi silurati nel 2011, quando si era aperta l'inchiesta per "gravi violazioni disciplinari". Nei rapporti dell'Ufficio Nazionale di Revisione del Conti emergono le prove di appalti truccati e di irregolari procedure di disamina per gli appaltatori, oltre ad altri reati.

La campagna anti-corruzione, fortemente voluta da Xi Jinping, è stata lanciata formalmente a gennaio scorso, circa un mese prima della sua nomina ufficiale a presidente. In quell'occasione, Xi aveva dichiarato guerra alle 'tigri e alle mosche', sottolineando la necessità di scovare non solo gli alti funzionari corrotti, ma anche  "i quadri locali, che con il loro atteggiamento rovinano la vita a cittadini e imprenditori cinesi".

 

 

 

INDAGATA DONNA VICINO A EX MINISTRO FERROVIE

 

di Eugenio Buzzetti
Twitter@Eastofnowest

Pechino, 9 set. - E' stata formalmente accusata di corruzione e attività illecite per centinaia di miliardi di yuan una donna d'affari collegata al caso di corruzione dell'ex ministro delle Ferrovie, Liu Zhijun, condannato nel giugno scorso alla pena di morte sospesa, equivalente al carcere a vita per i reati di corruzione e abuso di potere. Le accuse nei confronti della donna sono quelle di corruzione e di attività illecite, secondo quanto confermato al quotidiano in lingua inglese China Daily da fonti del tribunale di Pechino che si sta occupando del caso. La donna, Ding Shumiao, ha preso parte a decine di affari collegati a progetti ferroviari negli anni in cui Liu Zhijun era a capo del Ministero delle Ferrovie del valore complessivo di 178,8 miliardi di yuan, circa 22 miliardi di euro, una cifra che costituisce un quarto degli investimenti nelle ferrovie per il solo 2010.

Al centro delle indagini è il periodo 2007-2010, durante il quale l'allora ministro aveva approvato 23 progetti su raccomandazione della stessa Ding che avevano prodotto più di cinquanta contratti per la costruzione di tratte ferroviarie in Cina. In cambio Ding aveva versato a Liu somme per un ammontare di 49 milioni di yuan e procurato favori sessuali da parte di un ancora imprecisato numero di donne. Nel periodo in cui era a più stretto contatto con Liu Zhijun, Ding Shumiao e la sua famiglia avrebbero intascato in guadagni illeciti circa quattro miliardi di yuan, poco meno di cinquecento milioni di euro al cambio attuale. La rete di corruzione tessuta dall'imprenditrice e dall'ex ministro era stata per la prima volta svelata nel 2010, dopo che l'istituto per la Revisione dei Conti aveva scoperto un pagamento di circa cento milioni di yuan a una delle aziende di Ding da parte di un'azienda di Stato cinese. Ding Shumiao aveva costruito in trenta anni un impero imprenditoriale con investimenti nel settore del carbone e del trasporto ferroviario.

Liu Zhijun, defenestrato nel febbraio del 2011, è stato al centro di uno dei più grandi scandali di corruzione degli ultimi anni in Cina, che si compone di sprechi, uso improprio di fondi pubblici, malversazioni e falsi in bilancio per decine di miliardi di yuan. Uno dei casi più noti riguarda la linea ad alta velocità Pechino-Shanghai, costata 217 miliardi di yuan (circa 26 miliardi di euro) viziata da appalti truccati e irregolarità nelle procedure di disamina degli appaltatori. Le irregolarità avevano prodotto danni economici per centinaia di milioni di yuan. Secondo il verdetto emesso contro di lui nel giugno scorso, Liu Zhijun è stato ritenuto responsabile di "colossali perdite" agli asset pubblici per le pratiche di corruzione in atto nel Ministero delle Ferrovie sotto la sua direzione, e colpevole di avere accettato tangenti per 64,6 milioni di yuan, circa 8,2 milioni di euro, mentre era a capo del ministero. Le accuse nei suoi confronti erano state formalizzate ad aprile scorso. Il ministero delle Ferrovie non esiste più in Cina come entità a sé, ma è stato incorporato, nel marzo scorso, in un super-ministero dei Trasporti.ta a cittadini e imprenditori cinesi".

 

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