IL PIU' POP DOPO MAO" /> agiChina - XI JINPING E' "PAPA XI",<br /> IL PIU' POP DOPO MAO

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IL PRESIDENTE CINESE

XI JINPING E' "PAPA XI",
IL PIU' POP DOPO MAO

XI JINPING E   PAPA XI ,<br /> IL PIU  POP DOPO MAO


di Eugenio Buzzetti

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Pechino, 9 mar. - Il "sogno cinese" riempie le fermate della metropolitana cinese, e la teoria dei "quattro comprensivi" è già l'eredità dottrinale del suo pensiero. Xi Jinping, o "Papa Xi", come viene oggi ribattezzato, è il leader cinese più popolare dai tempi di Mao, almeno a giudicare dalla presenza del suo volto tra i souvenir "rossi" che si possono trovare nelle zone turistiche di maggiore richiamo della capitale cinese, come piazza Tian'anmen, a poca distanza dalla Grande Sala del Popolo, dove in questi giorni si tiene la sessione annuale dei lavori dell'Assemblea Nazionale del Popolo.

La sola presenza del leader cinese in un fast food della zona occidentale della capitale - un'improvvisata di alcuni mesi fa - ha contribuito alla popolarità del ristorante, che ha creato un "Presidential combo meal" riproponendo la stessa ordinazione del capo di Stato, che si è fermato a parlare con famiglie e bambini, durante il pranzo. Alle improvvisate di Xi Jinping si sono aggiunti i libri con le sue citazioni più famose: l'ultimo è stato pubblicato da una casa editrice di Pechino il 1 marzo scorso e riprende le parole del presidente cinese sulla governance del Paese.

Il leader a cui si sente più vicino, tra quelli di oggi, secondo quanto dichiarato da lui stesso, è Vladimir Putin, ma Xi Jinping ama mostrare di sé il lato popolare, per mostrare la vicinanza - sua e, per estensione, del Pcc - con la gente. Nei suoi viaggi di ispezione all'interno del Paese, si ferma spesso a parlare con i membri delle comunità locali, spesso ricordando i tempi andati e la figura di Mao Zedong. Anche in questi giorni di appuntamenti politici durante l'Assemblea Nazionale del Popolo, Xi Jinping ha mostrato il lato più vicino alle istanze dei meno fortunati che abitano la Cina. Durante un incontro con i funzionari della regione autonoma del Guangxi ha sottolineato l'importanza di misure mirate per sradicare la povertà dalle regioni più arretrate della Cina e abitate dalle minoranze etniche, e creare un'economia "piena di vitalità". L'obiettivo è di portare, entro fine anno, fuori dalla povertà dieci milioni di persone, su 52 milioni che vivono con meno di 2300 yuan all'anno (meno di 340 euro) secondo le stime ufficiali.

Il profilo pop del presidente cinese si accompagna a un ruolo forte sulla politica interna, maggiore di quello dei suoi predecessori, a cominciare da Hu Jintao. Proprio le indiscrezioni delle ultime ore confermano quanto già era emerso nei mesi passati sull'influenza di Xi nei confronti dell'esercito, e già evidente da tempo anche agli americani. Le indagini per corruzione nei confronti di Xu Caihou, ex numero due della Commissione Militare Centrale, espulso dal Pcc, e la ormai probabile inchiesta nei confronti del suo ex collega, Guo Boxiong, mostrano un'influenza maggiore a quella del suo diretto predecessore, secondo alcune fonti che hanno parlato nelle scorse ore al South China Morning Post di Hong Kong. Dei rapporti di Hu Jintao con l'esercito rimane noto l'episodio di un test di volo non annunciato di un caccia cinese durante la visita dell'ex segretario alla Difesa Usa, Robert Gates, che aveva colto di sorpresa, non senza un certo imbarazzo, lo stesso Hu Jintao. La vicenda è diventata esemplare del rapporto tra Hu Jintao e l'esercito ed è stato menzionato anche nell'ultimo libro dello stesso Gates, "Duty", pubblicato lo scorso anno.

La rapida ascesa al potere e il consolidamento al vertice dello Stato di Xi avevano destato anche la reazione di Barack Obama. "Tutti sono rimasti impressionati dalla sua influenza in Cina, dopo solo un anno e mezzo o due" dall'insediamento aveva dichiarato il presidente degli Stati Uniti nei mesi scorsi. Il giudizio sull'ascesa del potere di Xi Jinping è condiviso anche dallo European Council of Foreign Relations, che in un rapporto del 2013 parla del potere accumulato dal presidente cinese nei poco meno di sei mesi trascorsi dal cambio della guardia al vertice (novembre 2012) alla nomina a presidente cinese (marzo 2013) definendolo "superiore a quello di ogni altro leader dai tempi di Mao Zedong". Xi, spiegava già allora l'analisi degli osservatori europei, ha riproposto la leadership personale come marchio della sua autorità, invece, della leadership collegiale che aveva contraddistinto il periodo dell'amministrazione guidata da Hu Jintao e Wen Jiabao.

Il paragone con Mao appare anche in un articolo recentemente apparso sul New York Times, che analizza il culto della personalità che sembra pervadere il leader cinese. Canzoni dedicate alle sue gesta - soprattutto in chiave anti-corruzione - si accompagnano a giudizi più critici di analisti della scena politica cinese contemporanea, come nel caso di Xiao Qiang, docente dell'Università di Berkeley in California, che sorveglia per il sito web China Digital Times - molto popolare tra i China-watchers - le evoluzioni della politica cinese. "Si può vedere come l'intera macchina della propaganda cinese si sia potenziata per promuovere la sua persona - ha dichiarato al quotidiano a stelle e strisce - Ha assunto proporzioni gigantesche".

11 marzo 2015

 

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