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ANTARTIDE, POLEMICA
A DISTANZA TRA CINA E USA

ANTARTIDE, POLEMICA <br />A DISTANZA TRA CINA E USA


Di Eugenio Buzzetti

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Pechino, 11 mag. - Il crescente ruolo della Cina in Antartide ha scatenato l'ultima polemica a distanza tra Pechino e Washington, cominciata, settimana scorsa, dopo un lungo articolo comparso sul New York Times in cui il quotidiano americano avanza dubbi sulle reali intenzioni cinesi nell'angolo più remoto del pianeta. Le critiche a stelle e strisce sulla possibilità di un'agenda nascosta di Pechino non sono state gradite dalla Xinhua, che ha ribattuto con un editoriale a firma "China Voice" (che rispecchia il punto di vista ufficiale dell'agenzia di stampa cinese) in cui parla apertamente di "paranoia" riguardo ai progetti cinesi in Antartide.

"La pacifica ricerca scientifica in Antartide è un peccato? Noi crediamo di no" esordisce un editoriale dell'agenzia Xinhua, in cui ricorda come anche la Cina sia tra i firmatari del Trattato di Madrid sull'Antartico che vieta le attività militari e minerarie nel continente fino al 2048. L'Antantide è stato uno dei punti trattati tra Cina e Australia durante l'ultimo viaggio di Xi Jinping nel Paese, a margine del G20 di novembre scorso. Durante la visita, Cina e Australia hanno firmato un accordo quinquennale che agevolerà le missioni cinesi al polo sud. Xi Jinping aveva fatto anche tappa in Tasmania, la piccola isola a sud-est del continente dove è attraccata la rompighiacci cinese, la Xuelong (Drago delle Nevi). Il legame con il piccolo stato australiano è stato riconfermato proprio nei giorni scorsi, quando, per ricambiare l'invito dello scorso anno a visitare l'isola da parte di una scolaresca locale, il presidente cinese ha invitato ufficialmente una scolaresca di Launceton a visitare Pechino e la Cina nelle prossime settimane.

Le risorse dell'Antartide sono da tempo all'attenzione dei Paesi che si spartiscono il continente, e la Cina non ha fatto mistero dei propri interessi. "L'Antartico è una risorsa per l'umanità e la Cina dovrebbe avere la sua parte", ha dichiarato al China Daily Liu Shenli, presidente del China Agricultural Development Group. Le mire cinesi, vanno al di là delle riserve di Krill, crostaceo ricco di proteine di cui abbondano le acque vicino al Polo Sud. Nel 2013 un grosso giacimento di greggio era stato scoperto sul versante occidentale del polo sud. Già allora, l'interesse cinese era cresciuto al punto da potere essere quantificato in 55 milioni di dollari di investimenti all'anno, il triplo, scriveva allora The Economist, dei finanziamenti destinati allo sviluppo dell'Artico.

Tra gli interessi principali della Cina c'è lo sviluppo dell'area Dome A (o Dome Argus) dove Pechino ha la più importante delle quattro stazioni di ricerca, presente sul territorio dal 2009, in una zona estremamente inospitale del polo sud per le bassissime temperature, ma che potrebbe riservare importanti sorprese sotto il profilo delle riserve naturali. Oggi intoccabili ma, in un futuro non molto lontano, secondo gli esperti australiani, le cose potrebbero cambiare, con un annullamento degli accordi presi sotto la spinta dell'incertezza sui prezzi delle commodities, e il polo sud potrebbe rivelarsi un nuovo importante bacino di risorse minerarie per la Cina.

 

11 maggio 2015

 

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