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Politica interna

IL SOGNO CINESE
SECONDO GLI STUDIOSI

IL SOGNO CINESE<br />SECONDO GLI STUDIOSI


di Antonia Cimini

 

Pechino, 9 dic. – Il sogno cinese è stato il tema di due giorni di convegno internazionale tenutosi a Shanghai, un’occasione per affermare e dare valore globale allo slogan creato da Xi Jinping che racchiude l’ideale politico della nuova classe dirigente per il prossimo quinquennio al potere.


Sabato e domenica esperti cinesi e mondiali si sono riuniti per partecipare al dibattito “il sogno cinese dialoga con il mondo”, tale il titolo dell'evento che ha attirato l'attenzione della stampa cinese. Gli organizzatori hanno spiegato che l'obiettivo del convegno era “far conoscere al mondo il sogno cinese e integrare il sogno cinese nel mondo”. Organizzato dall'ufficio stampa del Consiglio di Stato, il meeting scientifico ha radunato esperti da 20 paesi che si sono confrontati sui temi del rapporto tra sogno cinese e via intrapresa dalla Cina, il contributo del sogno cinese alla prosperità mondiale, il sogno cinese e lo sviluppo pacifico, le tre grandi aree di discussione designate.


Durante il confronto gli esperti cinesi hanno sottolineato che “il sogno cinese è strettamente legato al grande processo di rinascita del popolo cinese, ed è la bandiera comune sotto la quale covano le aspettative e gli ideali di tutti i cinesi”. “Per realizzare il sogno cinese è necessario proseguire sulla strada del socialismo con caratteristiche cinesi e approfondire il processo di riforme”, ha scritto l'agenzia Xinhua citando i partecipanti.


La televisione di Stato CCTV ha fatto notare come il sogno cinese fosse un argomento che provoca forti reazioni in tutto il mondo. Cai Mingzhao, il direttore dell'ufficio stampa del consiglio di Stato, ha detto nel suo intervento che un sondaggio realizzato nella regione del Guangdong lo scorso giungo dimostra che quasi il 90% degli intervistati crede nel sogno cinese e nelle effettive possibilità di metterlo in pratica. “Se c'è tanto consenso è perché siamo stati capaci di individuare la corretta via al sogno cinese, che è il socialismo con caratteristiche cinesi” ha detto Cai.


Il convegno del fine settimana è solo l'ultimo di una serie di eventi dedicati al sogno cinese, un argomento che non è mai assente dai discorsi pubblici del presidente Xi Jinping e dalla retorica di partito ad ogni livello. La scorsa settimana si è tenuta a Pechino una riunione sullo stesso tema a cui invece di accademici ed esperti sono stati invitati a partecipare cittadini comuni, contadini dalle campagne, lavoratori migranti e burocrati di città. In molti hanno parlato del sogno cinese come il sogno personale di ogni cinese, che confluisce nel sogno creato dal partito, ha scritto la stampa ufficiale.


Il sogno cinese è un concetto che è stato espresso per la prima volta da Xi Jinping, quando nel novembre del 2012, appena concluso il diciottesimo congresso del partito comunista, visitò la mostra permanente “la via della rinascita” presso il museo nazionale cinese di piazza Tian’anmen. Quest’anno a marzo, al discorso di chiusura della riunione annuale del parlamento cinese, il neo presidente Xi ha spiegato all'assemblea il significato di sogno cinese: per realizzarlo bisogna che il popolo abbia una migliore educazione, un lavoro più stabile, un salario che li soddisfi, un sistema sociale affidabile, un servizio sanitario di alto livello, una casa adeguata, un ambiente pulito in cui crescere i propri figli e condurre la propria vita. Il sogno cinese è da allora diventato non solo retorica di partito, ma contenuto programmatico dell'amministrazione Xi Jinping.


David Kelly, direttore della società di consulenza Chinapol, spiega che il sogno cinese è un contributo della nuova leadership alla retorica socialista non difforme da quelli visti in passato. “È un linguaggio politico che disegna un sogno deciso dall’alto e imposto verso il basso, e i cittadini sono coscienti che il governo sogna per loro e che devono sognare il sogno del governo” spiega Kelly ad AgiChina24. Molti in Cina, però, si fanno beffe del sogno cinese, e reclamano la libertà di stabilire da sé il proprio obiettivo per il futuro.


La notizia del convegno del fine settimana è stata presa d’assalto dagli utenti di microblog, per cui il sogno cinese è solo vuota propaganda. “Siete voi che sognate ogni giorno e non volete svegliarvi” scrive un utente di Weibo, il Twitter cinese, rivolgendosi alle autorità. “Urlate ai quattro veni la storia del sogno cinese ma non siete i rappresentanti di nessuno” fa eco un altro utente.


È la riaffermazione popolare del diritto alla propria vita privata lontano dalla politica, una conquista degli oltre trent’anni di politica di apertura e riforme e un compromesso degli anni ‘90. Il sogno cinese, però, alcuni elementi di presa generale li possiede. “Tutti in Cina vogliono che il Paese sia preso sul serio e rispettato e possa diventare una superpotenza, e questo è ciò a cui si aggancia il sogno cinese: fa presa sulle aspirazioni al successo della Cina. È un concetto che serve a creare consenso, perché il governo ha bisogno di consenso dato che la sua legittimità non è più assicurata come lo era negli anni '80” secondo David Kelly.


Gli organizzatori del convegno hanno promesso che investiranno di più nella ricerca internazionale sullo studio del sogno cinese e sperano che un numero crescente di sinologi si interessi alla materia.

 

9 dicembre 2013


 

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