Focus

Energia

RUSSIA PRIMO FORNITORE
DI GREGGIO ALLA CINA

RUSSIA PRIMO FORNITORE<br /> DI GREGGIO ALLA CINA


Di Eugenio Buzzetti

Twitter@Eastofnowest

 

Pechino, 25 giu. - Sempre piu' stretta l'alleanza nel settore dell'energia tra Russia e Cina. La Russia supera l'Arabia Saudita come primo fornitore di greggio alla Cina a maggio, a quota 930mila barili al giorno il mese scorso, il 21% in piu' rispetto ad aprile, contro i 722mila barili al giorno in arrivo da Ryad che nella classifica dei Paesi esportatori di greggio in Cina, scivola al terzo posto, battuta anche dall'Angola, registrando un calo mensile del 43%. Quello di maggio rappresenta il primo caso dal 2007 - anche se il picco registrato su base mensile potrebbe essere il risultato di una volatilita' dei mercati secondo gli analisti - in cui la Russia figura al primo posto nelle vendite di greggio alla Cina.

Il risultato di maggio sarebbe la conseguenza di una serie di accordi oil-for-loans tra Pechino e i gruppi dell'energia russa, a cominciare da Rosneft, che da tempo porta avanti una politica di diversificazione delle proprie esportazioni, minate dalle sanzioni occidentali, sia degli Stati Uniti che dell'Unione Europea, queste ultime recentemente estese per altri sei mesi. Per il futuro, il trend non sembra destinato a cambiare: il 21 giugno scorso, durante il forum economico annuale di San Pietroburgo, il gigante del greggio russo ha firmato un accordo con China National Chemical, il gigante statale della chimica che ha acquisito Pirelli nel marzo scorso, per 200mila tonnellate di greggio al mese per la durata di un anno di contratto.

Il nuovo dato sulle importazioni cinesi di greggio a maggio (in caduta dell'11,5% rispetto allo stesso periodo del 2014, ma su ritmi sempre sostenuti) mostra, secondo gli analisti, uno slittamento delle politiche cinesi di approvvigionamento di greggio, con una preferenza per i mercati su cui Pechino puo' fare leva con la propria forza economica, come Russia, Brasile e Iran, a scapito dei Paesi Opec, Arabia Saudita e Iraq in testa. Il Brasile ha recentemente siglato 53 contratti con la Cina per il valore di decine di miliardi di dollari, in occasione del visita del primo ministro cinese, Li Keqiang, il mese scorso e China Development Bank ha aperto due linee di credito del valore totale di dieci miliardi di dollari nei confronti del gigante brasiliano del greggio, PetroBras. Anche l'Iran, che ha visto le proprie esportazioni calare dopo l'entrata in vigore delle sanzioni occidentali, guarda a Pechino con grande attenzione: All'indomani dell'accordo di massima raggiunto a Losanna con i 5+1 sulla produzione nucleare iraniana, il ministro del Petrolio di Teheran, Bijan Zanganeh, era volato a Pechino per chiudere tre accordi sulle importazioni iraniane di greggio. I piani cinesi per il mercato energetico in Asia sono, pero', piu' ambiziosi, anche se finora in fase di studio. Per agevolare l'approvvigionamento delle risorse, Pechino punta a ridisegnare il mercato dell'energia in Asia sotto il piano "Belt and Road" di sviluppo infrastrutturale del continente, come emerso da un forum che si e' tenuto la settimana scorsa nella capitale cinese, creando una piattaforma finanziaria condivisa tra tre mercati cruciali: quello dell'Asia nord-orientale, il mercato dell'Asia centrale e il sud-est asiatico. Il piano ha gia' ricevuto l'approvazione dell'Accademia Cinese di Scienze Sociali, ma non e' ancora stata comunicata una tempistica a riguardo.

 

25 giugno 2015

 

 

 

© Riproduzione riservata

每日意大利

LE VIE DEL BUSINESS

Le vie del business
ABO About Oil
medi telegraph
Guida Monaci