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Speciale "Cambio al Vertice"

QIU XIAOLONG: CON PARTITO
UNICO PIU' CORRUZIONE

QIU XIAOLONG: CON PARTITO <br />UNICO PIU  CORRUZIONE<br />


 

SPECIALE AGICHINA24  - CAMBIO AL VERTICE
a cura di Alessandra Spalletta e Antonio Talia



AgiChina24 seguirà lo svolgimento del Diciottesimo Congresso del Pcc a Pechino dall'8 al 14 novembre. L'atteso evento sancirà il passaggio di consegne dalla quarta alla quinta generazione di leader. Lo Speciale sarà aggiornato ogni giorno e sarà ricco di notizie, approfondimenti e interviste a cura delle redazioni di Roma e di Pechino. 


 



LA CINA VISTA DAGLI SCRITTORI
di Emma Lupano

twitter@lupemma

 


QIU XIAOLONG:  CON PARTITO
UNICO PIU' CORRUZIONE



Emma Lupano ha intervistato in esclusiva per AgiChina24  Qiu Xiaolong, giallista e poeta autore di "La ragazza che danzava per Mao" (Marsilio, 2012). 




Milano, 9 nov.- Nessun cambiamento politico, nessun a apertura ai media, nessun nuovo approccio ai problemi sociali. Non è una visione ottimistica quella che Qiu Xiaolong, l'autore della fortunata serie poliziesca dell'ispettore Chen Cao, ha dei leader destinati a guidare la Cina per i prossimi dieci anni.

Nell'ultimo romanzo approdato in Italia, "La ragazza che danzava per Mao" (Marsilio, 2012), il giallista e poeta, già professore di letteratura cinese all'università di Saint Louis in Missouri, svelava vizi e spregiudicatezze del Grande Timoniere attraverso il racconto di un caso legato ai difficili anni della Rivoluzione culturale. Nel nono "capitolo" della serie dell'ispettore Chen, ancora in fase di scrittura, l'autore ha deciso invece di trarre spunto dalla vicenda di Bo Xilai, collocando per la prima volta una sua storia nella Cina contemporanea.

L'attualità e la politica di Pechino sono temi che affascinano da sempre Qiu Xiaolong. Originario di Shanghai, ma trapiantato negli Usa dal 1988, torna regolarmente nella sua città, almeno una volta all'anno. La distanza geografica gli permette di avere una visione più distaccata delle vicende cinesi, mentre la frequentazione continua di amici e parenti rimasti in patria gli consente di seguire i fatti nazionali ancora molto da vicino. E di cogliere gli umori, le tendenze, le frustrazioni del suo popolo, facendole echeggiare nei suoi romanzi.

Come giudica la decade di governo di Hu Jintao e Wen Jiabao? Qual è il loro lascito al paese?


In termini di miglioramento materiale, il paese ha compiuto enormi passi in avanti. Che poi sia diventato un paese fin troppo materialista, è un'altra questione. Purtroppo, Hu Jintao e Wen Jiabao non hanno favorito alcun progresso nell'ambito delle riforme politiche. La corruzione del sistema è passata di male in peggio sotto il sistema monopartitico. La distanza tra ricchi e poveri è cresciuta come mai prima. E questo si è tradotto in una generale bancarotta ideologica e in uno smottamento etico nel paese.

In tema di riforme politiche, cosa si aspetta dalla nuova generazione di leader guidata da Xi Jingping e Li Keqiang?

Non mi aspetto che Xi Jinping e Li Keqiang progettino di avviare alcun cambiamento nel modo in cui il paese è governato. Almeno non a breve, stando a tutto quello che ho sentito dire e che ho letto finora.

Quale corrente crede prevarrà all'interno del partito nei prossimi anni?

Dipende da come andranno le cose nel paese. Bo Xilai e i "maoisti" sono riusciti a guadagnare una certa influenza all'interno del partito negli ultimi anni perché hanno saputo cogliere l'insoddisfazione e la frustrazione diffusa tra la gente.

La Cina ha molti problemi urgenti da risolvere. In ambito sociale, c'è la questione dei lavoratori migranti, del sistema dello hukou, della sottrazione delle terre ai contadini, delle difficoltà dei giovani urbani a comprare casa e a trovare lavoro. Quale tema sarà affrontato dalla leadership in modo prioritario?

Sono convinto che la leadership affronterà per primo il problema dei "tre agri". C'è però un altro problema estremamente urgente in Cina, insieme ovviamente agli altri: quello dell'inquinamento ambientale. Non a caso il settimo libro della serie dell'ispettore Chen ("Don't cry, Tai lake", non ancora pubblicato in Italia, nda) ruota intorno a questo tema.

Quale pensa sia il problema principale dei giovani cinesi?


Il vuoto spirituale, nel quadro di un incessante inseguimento di beni materiali. Per dirne una, gli esami per diventare funzionari pubblici sono i più popolari tra i giovani cinesi, perché assicurano la stabilità lavorativa e garantiscono benefici ulteriori dati dalla posizione privilegiata che si ricopre. Da un atteggiamento come questo non emerge una grande volontà dei giovani di cambiare quello che in Cina non va.

Sappiamo che si reca in Cina ogni anno, quando è stata l'ultima volta? Qualcosa l'ha colpito in modo particolare?

Ho visitato la Cina l'ultima volta in aprile, giusto quando stava esplodendo lo scandalo Bo Xilai. Credo che la conversazione che mi ha colpito di più sia stata quella avuta con un amico sul caso Chongqing. Mi ha detto: "Perfino Wang Lijun [capo della polizia di Chongqing, nda] si deve rivolgere agli Stati Uniti come ultima spiaggia. Come può allora il tuo ispettore continuare a sopravvivere e ad avere successo in una società come questa?". Ecco perché il nono libro della saga dell'ispettore Chen, che sto ancora scrivendo, parla della lotta di Chen per la propria sopravvivenza. L'idea originaria è nata da quella conversazione, mentre molti dettagli provengono dalla vicenda di Bo Xilai. Però non sarà un libro sul caso di Chongqing.

Quale pensa sarà l'atteggiamento dei nuovi leader nei confronti dei media?

Credo che la nuova leadership continuerà a combattere la sua battaglia contro i media online che sono diventati alternativi ai media ufficiali. Nonostante i tentativi di controllo elettronico esercitato dal governo, i microblog, ad esempio, o i "motori di ricerca di carne umana" sono diventati sempre più importanti e potrebbero essere i portatori di un cambiamento che le autorità non vogliono vedere. L'ottavo libro della saga dell'ispettore Chen, che in inglese si intitola "The enigma of China" e che è già uscito in Francia come "Cyber China", si occupa proprio di questi aspetti.

Immaginando di potere entrare a Zhongnanhai, si sentirebbe di dare qualche suggerimento ai nuovi leader su come governare la Cina per i prossimi dieci anni?

Nel manoscritto a cui sto lavorando ora, l'ispettore Chen si caccia in un grave guaio proprio perché crede di poter parlare con i leader e di avere la possibilità di dare loro alcuni consigli.

Vivendo negli Usa da molti anni si è reso conto se c'è qualcosa che l'Occidente proprio non riesce a capire della Cina?

Non riuscite a capire la dicotomia (o chiamiamola combinazione) impossibile eppure funzionante tra la tendenza capitalista e un sistema governato che si fonda su un solo partito comunista.


 

CHEN GUIDI E WU CHUNTAO:
IL FUTURO DELLE CAMPAGNE

 

Emma Lupano ha intervistato in esclusiva per AgiChina24 Chen Guidi e Wu Chuntao, autori nel 2004 della controversa Indagine sui contadini cinesi "Può la barca affondare l'acqua" (Marsilio editori), inchiesta-denuncia sulla vita nelle campagne della Repubblica popolare.

 

Milano, 07 nov. - Una copertina gialla, senza immagini né decorazioni. Il titolo in grandi caratteri neri, disposti verso la destra. Nessuna concessione alla grafica, nessuno sforzo di catturare l'occhio del potenziale acquirente. Era approdata così nelle librerie della Repubblica popolare, nel gennaio del 2004, l'"Indagine sui contadini cinesi", una inchiesta lunga 460 pagine frutto di anni di ricerche realizzate nelle campagne della Cina centrale da Chen Guidi e Wu Chuntao.

 

Coppia di giornalisti e scrittori, membri, allora, dell'ufficiale Associazione nazionale degli scrittori cinesi, Chen e Wu discendono da contadini e di quel mondo portano i segni: nel modo in cui vestono, in quello che mangiano, ma soprattutto nell'attenzione, rigorosa e intransigente, verso i problemi del mondo rurale cinese.

 

Dopo la pubblicazione della loro "Indagine" (pubblicata in Italia in versione parziale da Marsilio nel 2007 con il titolo "Può la barca affondare l'acqua?"), Chen e Wu sono stati censurati, portati in giudizio e assaliti fisicamente. Sono stati tenuti sotto controllo per mesi, con la richiesta di non parlare con gli stranieri. Ma anche se il libro è stato fatto sparire dalle librerie pochi mesi dopo la pubblicazione, l'"Indagine" ha continuato a circolare clandestinamente, raggiungendo milioni di lettori cinesi. Perché un'inchiesta così serrata e dirompente, capace di svelare le condizioni di miseria, la corruzione e la violenza tipiche delle campagne della Repubblica popolare, ancora non si era vista.

 

Da allora la coppia ha lasciato la provincia dell'Anhui, dove viveva, per trasferirsi a Pechino. Non ha però smesso di indagare sul mondo rurale, pubblicando altri testi, sia in Cina sia a Taiwan, e concentrandosi oggi soprattutto sui problemi legati all'uso della terra e sui lavoratori migranti. Temi che, alla vigilia dell'apertura del Congresso nazionale del partito, Chen e Wu credono dovranno essere in cima all'agenda della nuova leadership.

 

Quali erano nel 2002, all'inizio del mandato Hu Jintao/Wen Jiabao, e quali sono oggi, alla fine della loro decade di governo, i principali problemi delle campagne cinesi?

 

Dieci anni fa il problema principale delle campagne era che il fardello dei contadini era incredibilmente pesante. Solo le tasse imposte dalle autorità centrali e dai dipartimenti di livello statale erano più di 93. Oltre a queste, c'erano le tasse istituite dalle autorità locali, fino a un massimo di 269. E poi c'era la grande quantità di tasse "una tantum", impossibili da calcolare in termini esatti. Se i contadini non riuscivano a versare i soldi dovuti, si ritrovavano con la casa sottosopra. Venivano sottratti mobili e beni alimentari. O addirittura veniva inviata la polizia per picchiare e arrestare le famiglie. Per questo ogni tanto i contadini facevano petizioni ai livelli amministrativi superiori, organizzavano qualche dimostrazione o si riunivano in assemblea. Negli ultimi dieci anni, poiché il governo centrale ha promulgato una serie di misure volte ad alleviare quel fardello, la vita dei contadini cinesi è molto migliorata. Oggi il problema principale dei contadini riguarda la terra. I governi locali, facendosi scudo degli slogan sulla "urbanizzazione" e sulla "costruzione delle nuove campagne", hanno cominciato a gestire le terre agricole come fossero beni finanziari e la vendita delle terre dei contadini è diventata la fonte di reddito più importante per le amministrazioni locali. Gli appelli rivolti dai contadini alle istituzioni di livello superiore e gli episodi di resistenza collettiva contro le decisioni dei governi locali sono diventati sempre più frequenti. Questi non solo minano lo sviluppo dell'agricoltura e delle campagne, ma mettono a repentaglio anche la sicurezza alimentare di tutta la Cina. E deteriorano ancora di più il rapporto tra funzionari pubblici e contadini, mettendo in pericolo anche la posizione di governo del partito.

 

Almeno sulla carta, Hu Jintao e Wen Jiabao hanno prestato attenzione alle campagne cinesi. Quali sono stati gli effetti delle loro politiche?

 

Negli ultimi dieci anni le campagne cinesi sono molto cambiate. Le tasse rurali sono state cancellate, le scuole, per tutti gli anni di istruzione obbligatoria (dalle elementari alle medie), non sono più a pagamento per i bambini delle campagne, e i contadini possono ottenere il rimborso di una parte delle spese mediche sostenute per le proprie visite. Poiché si è permesso ai contadini di trasferirsi nelle città per lavorare nel settore delle costruzioni, il tenore di vita nelle campagne è molto migliorato, e in molte aree rurali si sono costruiti palazzi nuovi e autostrade. Il cemento è arrivato fino alla porta di casa dei contadini. Naturalmente, il più grande passo in avanti sta nel fatto che il governo centrale abbia fatto del "problema dei tre agri" (il problema che riguarda "gli agricoltori, l'agricoltura e le zone agricole") la questione più importante tra quelle all'ordine del giorno.



Cosa vi aspettate dalla "quinta generazione" di leader, rispetto al mondo rurale?

 

Siamo convinti che la nuova generazione di leader continuerà a porre grande attenzione al problema dei "tre agri". Oggi la struttura sociale cinese appare così: il paese è ricco, la gente è povera; i funzionari sono potenti, il popolo è debole. I più poveri e i più deboli tra tutti gli strati sociali sono i contadini. Negli ultimi trent'anni di riforma e apertura, sono stati loro i più vessati. Negli ultimi anni il governo centrale ha portato avanti molte politiche a favore delle campagne, ma a livello di città e di villaggio le differenze tra ricchi e poveri non si sono affatto ridotte, anzi sono aumentate anno dopo anno. Se non si risolvono i problemi delle campagne, la modernizzazione della Cina sarà solo un discorso vuoto. Perciò se vuole sviluppare la Cina e realizzare l'obiettivo della prosperità (xiaokang) per tutti, la nuova leadership dovrà prendersi cura delle campagne e dei contadini. Altrimenti, il problema dei "tre agri", che riguarda gli interessi di 900 milioni di contadini, esploderà. E non sarà un bello spettacolo a cui assistere.



Credete che il sistema dello hukou cambierà nel corso dei prossimi dieci anni?

 

Il sistema di registrazione della residenza (che distingue tra cittadini urbani e cittadini rurali, nda) deve cambiare. Questa discriminazione sistematica nei confronti nei contadini è la più disumana, perché è una linea di demarcazione che per i contadini è impossibile oltrepassare, ed è legata ai molti interessi economici e politici della popolazione urbana. Se non si elimina questa frontiera, non si può parlare di una politica di "urbanizzazione". Realizzare l'urbanizzazione, in fin dei conti, significa proprio risolvere il problema dei contadini, facendo sì che un gran numero di essi possa trasferirsi in città diventando residente urbano. Senza questo passo, sarà difficile portare avanti le riforme. Quando questo avverrà, però, solo il cielo lo sa.


 
Credete che i cinesi di città siano consapevoli e interessati alla situazione delle campagne?

 

I residenti urbani in Cina normalmente vengono a conoscenza della situazione delle campagne attraverso i media, ma molti mezzi di informazione tendono ancora a riportare soltanto le notizie positive e a non parlare di quelle negative, perciò fondamentalmente i cinesi delle città non hanno chiara la situazione delle campagne e la loro attenzione per il mondo rurale è limitata. D'altra parte, anche la composizione della popolazione urbana è molto complicata. Alla maggior parte dei funzionari pubblici e dei ricchi sta a cuore più che altro la carriera o come diventare ancora più ricchi. Per il resto, la maggior parte dei cittadini si preoccupa più di questioni come l'aumento dei prezzi delle case, l'andamento scolastico del proprio figlio, l'aumento dei costi delle prestazioni sanitarie, la possibilità di un aumento dei salari o del contenimento della corruzione.



Se poteste parlare con Xi Jingping e Li Keqiang, quali suggerimenti dareste per il loro decennio di governo?


Suggeriremmo di riformare integralmente il sistema dello hukou, il sistema del lavoro, il welfare e il sistema che regola l'uso delle terre rurali. Consiglieremmo inoltre di eliminare al più presto le disparità tra città e campagne e le barriere sistematiche che rendono diseguali i lavoratori urbani e quelli rurali. La Cina ha accumulato un'enorme quantità di problemi, sia vecchi che nuovi. Per risolvere il problema dei "tre agri" non bastano più piccoli aggiustamenti qua e là. Per avere successo serve coraggio. 

 

SPECIALE AGICHINA24 CAMBIO AL VERTICE


 

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