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OCSE: INCERTEZZE DI PECHINO
PESANO SU REVISIONE AL RIBASSO

OCSE: INCERTEZZE DI PECHINO <br />PESANO SU REVISIONE AL RIBASSO


Di Eugenio Buzzetti
Twitter@Eastofnowest



Pechino, 10 nov. - Pesano le incertezze provenienti da Pechino sulla revisione al ribasso delle stime di crescita mondiali dell'Ocse, l'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico. Per il 2015, le stime prevedono una crescita mondiale del 2,9%, contro il 3% precedentemente previsto, e per il prossimo anno, l'espansione dell'attività economica globale è data al 3,3%, contro le precedenti stime di un aumento del 3,6%. Le ultime previsioni sono in linea con le stime del Fondo Monetario Internazionale, che a ottobre aveva rivisto al ribasso la crescita mondiale per il 2015 e il 2016 ai ritmi più bassi dalla crisi finanziaria globale del 2007-2008.

E' lo stato di salute dell'economia cinese la prima fonte di preoccupazione per l'Ocse dalla scorsa estate, segnata dai ripetuti crolli dei mercati azionari che hanno anche influito sulle decisioni della Bank of England e della Federal Reserve di rinviare l'innalzamento dei tassi di interesse. Il 2015 è stato un anno difficile per l'economia mondiale. "Le prospettive di crescita globali si sono annebbiate quest'anno", scrive l'Ocse nel rapporto semestrale, e in particolare ha inciso il rallentamento degli scambi, visto in crescita del 2% - un tasso che in passato "veniva associato con la recessione globale" secondo la chief economist Catherine Mann, contro un risultato vicino al 3,5% totalizzato a fine 2014.

In un contesto di debole crescita globale, anche la Cina dovrà rivedere le proprie ambizioni. Per quest'anno il prodotto interno lordo cinese viene dato al 6,8% e al 6,5% l'anno prossimo: per il 2017 la stima è di un più modesto 6,2%, un tasso sempre più alto di quello di molte economie industrializzate, ma al di sotto della quota fissata dal presidente cinese, Xi Jinping, che settimana scorsa aveva parlato di un mantenimento del livello di crescita al 6,5% fino al 2020, per produrre quel raddoppio del pil che consentirebbe  Pechino di evitare di cadere nella trappola del Paese a reddito medio. Riviste al ribasso anche le stime di crescita dei Paesi dell'Eurozona, oggi data all'1,5% per il 2015 e all'1,8%il prossimo anno, mentre per gli Stati Uniti la crescita per il prossimo anno è fissata al 2,5%, in lieve ribasso rispetto alle precedenti aspettative del 2,6%.

 

10 NOVEMBRE 2015

 

 

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