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Le riforme in Cina - di Li Keqiang

NUOVO MODELLO ECONOMICO
CINESE DARA' UN IMPULSO AL MONDO

NUOVO MODELLO ECONOMICO <br />CINESE DARA  UN IMPULSO AL MONDO


AgiChina24 per gentile concessione dell'Ambasciata cinese di Roma pubblica in esclusiva in italiano questo articolo del premier Li Keqiang.



Pechino, 13 sett.- Di recente, molte persone si domandano se il rallentamento dell'economia cinese peggiorerà e andrà incontro a un atterraggio duro con una conseguente forte ripercussione su scala mondiale; in molti si chiedono se l'esacerbazione dei problemi sociali in Cina devierà la politica cinese di apertura e di riforme. L'opinione del premier cinese Li Keqiang è che l'economia cinese manterrà una crescita sostenuta per un lungo periodo mentre la Cina proseguirà sulla strada delle riforme e di apertura verso l'esterno.
Premier Li Keqiang:

Il nuovo governo cinese fin dall'inizio della legislatura nel mese di marzo di quest'anno, ha redatto le politiche per continuare a la crescita economica del paese, migliorare il benessere dei cittadini e, soprattutto, promuovere l'equità sociale. Siamo infatti consapevoli che oramai i tempi sono cambiati, non possiamo più mantenere il vecchio modello di sviluppo economico caratterizzato da un alto consumo energetico e da un massiccio investimento pubblico, dobbiamo invece percorrere la strada di un riadeguamento strutturale attraverso maggiori riforme per ottenere una crescita costante.

Punto 1
Le riforme restano una forza trainante e duratura dello sviluppo del paese.


I principali compiti del governo da me guidato sono continuare a ottimizzare le funzioni del governo; promuovere le riforme strutturali dell'economia e dare una spinta ai vari settori economici con diverse tipologie di assetti proprietari; e infine alleggerire la presenza del governo nel mercato, in modo che sia il mercato sia la società siano liberi di fare ciò che devono fare, mentre il governo si concentra sulle materia di cui deve occuparsi.


Le riforme sono indirizzate verso diversi fronti: quello dell'amministrazione pubblica, del sistema fiscale e tributario, dei settori finanziari nonché della mitigazione dell'aumento dei prezzi. Il World Economic Forum che si è tenuto a Dalian nel nordest della Cina dal 11 al 13 settembre, ha avuto come tema centrale l'innovazione. Per me innovazione significa molto e coinvolge non solo il settore tecnologico, ma soprattutto il nostro apparato istituzionale. Ritengo che la strada del persistere nelle riforme da noi imboccata, sia già un' innovazione in sé.

Punto 2
Aprirsi all'esterno con un ritmo accelerato deve rimanere il principale motore per lo sviluppo del nostro paese.


Continueremo a sostenere i negoziati di Doha dell'Organizzazione Mondiale del Commercio, promuoveremo le trattative con diverse entità economiche per siglare accordi bilaterali di libero scambio, lavoreremo con i paesi ASEAN per permettere un upgrade dell'area di libero commercio tra la Cina e l'ASEAN e miglioreremo anche il contesto commerciale e giuridico per renderlo più equo per gli investitori stranieri. Stiamo esplorando nuovi modelli di apertura, e la zona di libero scambio a Shanghai è un buon esempio.



Punto 3
La misura chiave, espandere la domanda interna.

 
Rispetto gli altri paesi del mondo, la Cina gode di un grande vantaggio: una popolazione di 1,3 miliardi di persone prossima a un tenore di vita più alto e che rappresenta un enorme mercato interno. Abbiamo pensato di incentivare il consumo attraverso diverse iniziative quali ad esempio il potenziamento del settore dell'informatica, allargando la banda larga in fibra ottica, semplificare il rilascio della licenza 4G ecc. Nel frattempo, sosteniamo un ragionevole volume di investimenti principalmente rivolti ai settori del risparmio energetico, della tutela ambientale, ai progetti ferroviari nelle regioni centrali e occidentali, ai servizi comunali ecc.

L'urbanizzazione dell'area rurale cinese costituisce un'enorme potenzialità per l'aumento della domanda interna, obiettivo di lungo termine. Infatti nei prossimi decenni, circa 100 milioni di contadini cinesi vivranno in città. L'urbanizzazione sarà accompagnata da un processo di trasformazione dell'aspetto economico e sociale del Paese estremamente complesso e che richiederà una nuova politica dello sviluppo più equilibrato. Le difficoltà saranno molte, ma rappresenta una strada indispensabile per ridurre il divario tra area urbana e quella rurale.

 

Punto 4
Il settore terziario sarà il nuovo pilastro della nostra economia.


Primo fornitore dei posti di lavoro, il settore dei servizi contribuisce ad alleviare la pressione per la trasformazione d'economica del paese. Il governo cinese dovrà migliorare con maggiore impegno i servizi pubblici. Quest'anno, abbiamo sospeso o abolito l'imposta sul valore aggiunto e l'imposta aziendale per molte piccole imprese, la maggior parte delle quali operano nel settore dei servizi.

Per evitare un drammatico rovesciamento della congiuntura economica del paese, il governo cinese ha definito il tetto massimo e minimo della performance dell'Economia nazionale. L'obiettivo di porre una linea rossa che segni il limite minimo per l'economia ha la finalità di garantire una crescita costante e assicurare posti di lavoro essenziali. La moderazione della crescita economica cinese passata da un tasso a due cifre al 9,3 per cento del 2011, al 7,7 per cento nel 2012 e ora intorno al 7,5 per cento, è il risultato combinato delle regole dello sviluppo economico e delle nostre iniziative per riaggiustare la struttura economica cinese.


Il tetto massimo ha, invece, lo scopo di prevenire l'inflazione: quest'anno pensiamo di mantenere l'indice dei prezzi al consumo intorno al 3,5%. Se la nostra economia resterà all'interno di questo intervallo ragionevole e tutti i rischi finanziari saranno tenuti sotto controllo, potremo dare stabilità e ottimismo al mercato e alla gente comune. 

Quest'anno l'economia cinese ha registrato una crescita costante. Nel primo semestre, il PIL è cresciuto del 7,6 % annuo. Secondo i sondaggi, la disoccupazione viaggiava intorno al 5% e l'inflazione al 2,4%, tutti i numeri rientrano nella gamma di oscillazione considerata ragionevole e controllata. Tuttavia, le incertezze dell'economia globale permangono. La previsione dell'uscita dal quantitative easing in alcuni paesi sviluppati hanno portato a un massiccio afflusso di capitali che ritornano nei mercati sviluppati, causando grandi oscillazioni sui mercati azionari e valutari in molti paesi asiatici. Alcuni osservatori temono che si verifichi una nuova crisi finanziaria asiatica. A mio avviso, i paesi asiatici hanno imparato da tempo la lezione e hanno migliorato notevolmente le loro capacità di affrontare i rischi. Grazie al  regime di cambio più flessibile, alle riserve valutarie nei paesi asiatici più consistenti, agli scambi reciproci in monete nazionali previsti dall'accordo di Chiang Mai con iniziative finanziarie multilaterali e bilaterali, si sono create le condizioni per gestire le situazioni complesse.

La Cina è fiduciosa, anche se la strada che ha davanti presenta molte sfide; con la crescita della capacità economica nazionale, la Cina si assumerà maggiori responsabilità e obblighi negli affari internazionali. Lavoreremo con gli altri paesi per promuovere la pace e lo sviluppo comune nel pianeta. Attendo con ansia il giorno in cui l'economia mondiale torni in buona salute; nel frattempo, il modello economico cinese aggiornato darà nuove impulsi all'economia globale.

 

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