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Zhou Youguang

IL PADRE DEL PINYIN COMPIE 109 ANNI,
DEMOCRAZIA L'UNICA STRADA

IL PADRE DEL PINYIN COMPIE 109 ANNI, <br />DEMOCRAZIA L UNICA STRADA


di Sonia Montrella

Twitter@SoniaMontrella

 

Roma, 14 gen.- "Dopo trenta anni di riforme la Cina deve ancora imboccare il sentiero della democrazia. E' l'unica strada". Zhou Youguang, 109 candeline spente il 13 gennaio, lo ha "sempre sostenuto". Zhou - per i non addetti ai lavori - è il padre del pinyin, il sistema di traslitterazione dei caratteri cinesi nell'alfabeto romano, uno strumento oggi usato da milioni di studenti in Cina e all'estero. Ma non solo: Zhou, nato da una famiglia aristocratica nel 1906, quando la Cina era ancora governata dall'imperatore dell'ultima dinastia Qing, è tuttora una delle menti (e delle voci) più lucidamente critiche del Paese.

 

Non senza conseguenze: per l'uscita del suo ultimo libro, prevista per il prossimo mese, gli uomini della censura gli hanno chiesto di eliminare alcuni riferimenti a movimenti anti-intellettuali e alla carestia che affamò il popolo cinese durante il Grande Balzo in avanti. "Le restrizioni sulle pubblicazioni sono aumentate" ha detto Zhou all'agenzia France Presse. "Nessuno può sapere se si tratta di una cosa a breve termine o di un cambiamento duraturo". Poi ha aggiunto: "non credo che il problema sia nelle persone, ma nel sistema. In Cina non c'è libertà di stampa".

 

Una vita non facile la sua: studente universitario in Cina e in Giappone, nel 1937, quando il Sol Levante lanciò l'invasione cinese su larga scala, Zhou si trasferisce con sua moglie e i suoi due figli a Chongqing dove entra in contatto con i membri del Partito. Dopo la sconfitta della guerra sino-nipponica, evita la guerra civile tra comunisti e nazionalisti volando a New York, dove lavora per una banca cinese di Wall Street. ll soggiorno statunitense gli riserverà, tra le altre cose, due incontri con Albert Einstein a Princeton.

 

Nel 1949, dopo la vittoria dei comunisti, Zhou torna in Cina ad insegnare economia, diventando uno dei più vicini alleati del numero due del partito comunista cinese Zhou Enlai. "Tornai per mia madre e perché avevo fiducia nei comunisti di Mao Zedong che si definivano in ogni occasione "democratici"" spiegherà nella sua autobiografia del 2012.

 

Negli anni '55 Zhou è chiamato a co-presidere un comitato incaricato di incrementare il livello di alfabetizzazione riformando la lingua cinese. Il pinyin, più semplice del sistema Wade-Gyles formulato da due britannici, sarà la chiave dell'albfabetizzazione cinese, che passerà dal 20% degli anni 50 al 90% di oggi.

 

Il suo contributo non gli eviterà però la rieducazione durante il periodo della Rivoluzione Culturale. Il padre del pinyin trascorre due anni in un campo di lavoro di Ningxia, lontano dalla sua famiglia. "Non avevo mai dormito per terra. Ma di fronte alle difficoltà bisogna essere ottimisti. I pessimisti tendono a morire".

 

Il ventennio dal 1960 al 1980 è stato "uno spreco". "Non ho nulla di buono da dire su Mao". Migliore l'opinione che si fece del " piccolo timoniere", Deng Xiaoping, salvo poi ricredersi  accusandolo di aver trascurato le riforme politiche concentrandosi solo su quelle economiche, sotto lo slogan: Arricchirsi è glorioso.

 

14 gennaio 2014

 

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