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PCC

Giro di vite per il Congresso, eliminare fattori di instabilità. E niente rumors

Giro di vite per il Congresso, eliminare fattori di instabilità. E niente rumors


di Eugenio Buzzetti

 


Pechino, 28 set. - A poche settimane dall'inizio del diciannovesimo Congresso del Partito Comunista Cinese, Pechino promette un nuovo giro di vite per eliminare i fattori di instabilità e per azzerare i rumors, in particolare quelli sulla sorte degli uomini politici. "Dobbiamo costruire una salda linea di difesa per eliminare tutti i tipi di fattori di instabilità", ha dichiarato il segretario del partito di Pechino, Cai Qi, uomo considerato molto vicino al presidente cinese, Xi Jinping, e da alcuni dato in odore di promozione nelle alte sfere del Pcc, durante una conferenza a cui hanno partecipato funzionari locali del partito. La linea di difesa, ha spiegato il quotidiano Beijing News, prende in considerazione la galassia di internet, i rumors politici e la diffusione di informazioni dannose. "Dobbiamo essere consci dell'importanza del duro lavoro e sforzarci al 120% per assicurare la sicurezza e la stabilità di Pechino e creare un buon contesto sociale per il diciannovesimo Congresso", ha affermato il capo del partito di Pechino.

Le misure per il prossimo Congresso riguardano anche l'inquinamento. Cai ha promesso un maggiore coordinamento con la città di Tianjin, confinante con Pechino, e con la provincia dello Hebei, attorno alla capitale cinese, per mantenere i cieli puliti durante i giorni in cui si riuniranno i 2300 delegati del partito. Secondo quanto scrivono i media cinesi, alcune città nello Hebei, sede di alcune delle più grandi acciaierie della Cina, hanno già chiesto agli impianti inquinanti di dimezzare la produzione per evitare livelli di inquinamento atmosferico troppo alti durante i giorni del Congresso.

Nel giro di vite prima del Congresso è inclusa anche internet. Ultima vittima delle attenzioni della censura di Pechino è WhatsApp, che da giorni ha disfunzioni nell'invio di messaggi di testo senza l'utilizzo di un vpn (virtual private network) per aggirare le barriere della censura. La Cyberspace Administration of China, l'ente a vigilanza di internet, ha inviato una nota all'agenzia Bloomberg, spiegando che il servizio di messaggistica di Facebook deve interrompere la diffusione di "informazioni illegali", chiedendo azioni per intercettare le informazioni che hanno a che fare con la violenza e il terrorismo. "La sovranità sul cyberspazio di un Paese deve essere rispettata", ha sottolineato la Cyberspace Administraton of China.
 
Il giro di vite non riguarderà solo Pechino, ma anche altre province della Cina, più o meno vicine alla capitale. Tutto è pronto, secondo quanto scrive il quotidiano Jilin Daily, il giornale della provincia cinese che confina a sud-est con la Corea del Nord, per aumentare il livello di sicurezza. Le forze di pubblica sicurezza del Jilin hanno ricevuto il compito di prevenire attacchi terroristici (che generalmente non avvengono in quella zona della Cina) incidenti di massa o altro tipo di incidenti che possono minacciare la "sicurezza politica nazionale". Controlli di sicurezza e pattugliamenti delle forze dell'ordine saranno aumentati anche nella provincia interna dello Hubei.

I fattori di disturbo al Congresso potrebbero, però, arrivare anche dall'esterno. Il presidente sud-coreano, Moon Jae-in, al termine di un incontro con il consigliere per la Sicurezza Nazionale, Chung Eui-yong, ha dichiarato di attendersi nuove provocazioni dalla Corea del Nord tra il 10 e il 18 ottobre prossimo. Il 10 ottobre è una data già segnata in rosso sul calendario di Seul, perché segna l'anniversario della fondazione del Partito dei Lavoratori nord-coreano; il 18 ottobre, invece, è la data di inizio del Congresso del Partito Comunista Cinese (ancora da formalizzare, anche se ampiamente data per certa). Non sarebbe la prima volta che, in occasione di un evento di risonanza internazionale in Cina, la Corea del Nord decidesse di rubare la scena al Paese confinante con una delle sue provocazioni: l'ipotesi di un lancio missilistico o di un altro test nucleare da parte di Pyongyang nei giorni più intensi della vita politica della capitale è estremamente sgradita ai vertici politici cinesi. Già il 14 maggio scorso, mentre a Pechino si apriva il Belt and Road Forum, e Xi prometteva nuovi fondi all'iniziativa di sviluppo infrastrutturale tra Asia ed Europa da lui lanciata, Pyongyang si produceva in un test di un missile balistico. Ancora più grave la provocazione di poche settimane fa, quando all'apertura a Xiamen nel sud-est della Cina, del vertice dei Paesi Brics (Brasile, russia, India, Cina e Sudafrica) il regime di Kim Jong-un aveva compiuto il suo sesto test nucleare, il più potente mai realizzato da Pyongyang, che ha provocato la condanna internazionale e una nuova ondata di sanzioni decise all'unanimità dal Consiglio di Sicurezza dell'Onu.

 

28 SETTEMBRE 2017

 

 

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