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La fine dell'alfiere del maoismo

EMERGONO NUOVI PARTICOLARI
SULLE ACCUSE A BO XILAI

EMERGONO NUOVI PARTICOLARI <br />SULLE ACCUSE A BO XILAI


di Eugenio Buzzetti

Twitter@Eastofnowest

 

Pechino, 30 lug. - A cinque giorni dalla formulazione delle accuse di corruzione, appropriazione indebita e abuso di potere, nuovi particolari emergono sull'ex leader di Chongqing, Bo Xilai. Il leader defenestrato lo scorso anno in un lungo processo di espulsione dal partito e dai vertici del potere sarà giudicato in data ancora da definirsi dalla Corte Intermedia del Popolo di Jinan, nella provincia nord-orientale dello Shandong, ma il magazine Caijing oggi ha pubblicato alcuni particolari sulle accuse alle quali Bo Xilai dovrà rispondere.

 

Dopo le indiscrezioni di settimana scorsa, anche secondo Caijing, Bo è accusato di avere intascato circa venti milioni di yuan (2,4 milioni di euro) in tangenti, e di appropriazione indebita di altri cinque milioni di yuan (circa seicentomila euro). Le cifre sono della stessa entità di quelle indicate da fonti anonime al South China Morning Post di Hong Kong nei giorni scorsi. I tre capi di imputazione corrispondono a epoche diverse della carriera politica di Bo Xilai. I reati di appropriazione indebita e di corruzione risalirebbero agli anni Novanta, quando Bo era sindaco della città costiera di Dalian, nel nord della Cina. Suo partner nel giro di affari era l'imprenditore Xu Ming, anch'egli detenuto dallo scorso anno, che secondo alcune voci diffuse dal sito internet Duowei, potrebbe essere morto in carcere. Negli anni in cui Bo Xilai era sindaco di Dalian, Xu era a capo della Dalian Shide, e fino a qualche anno fa, era una delle dieci persone più ricche di Cina, secondo la classifica di Forbes. Xu, in carcere dallo scorso anno, avrebbe fatto affari nel corso degli anni con Bo Xilai nel settore immobiliare, e avrebbe fatto parte di un circolo ristretto che girava attorno al leader di Chongqing, che comprendeva anche un uomo d'affari di nome Ma Biao, e un ex funzionario dell'intelligence militare cinese, Yu Junshi, che si occupava di sbrigare gli affari correnti per l'allora leader.

 

L'ultimo capo di imputazione riguarda invece, più specificamente, gli anni in cui Bo Xilai era a capo del partito nella metropoli di Chongqing, tra il 2007 e l'inizio del 2012, e ha a che fare con l'omicidio dell'uomo d'affari neil Heywood, altro faccendiere della sua famiglia, che avrebbe aiutato a spostare all'estero ingenti somme di denaro attraverso società offshore e conti correnti intestati a prestanome per conto di Bo stesso e di sua moglie, Gu Kailai. Gu è stata accusata di avere ucciso Heywood nell'aprile 2012 e condannata alla pena di morte sospesa nell'agosto scorso. Nei mesi trascorsi tra il ritrovamento del corpo di Heywood in un hotel di Chongqing (a novembre 2011) e la fuga di Wang Lijun al consolato statunitense di Chengdu (febbraio 2012) che ha dato il via al caso, Bo avrebbe fatto pressioni sul suo braccio destro a Chongqing, Wang Lijun stesso, per evitare che l'omicidio venisse a galla, come poi è accaduto. Anche Wang Lijun è stato condannato, nel settembre scorso: per lui la condanna è stata a 15 anni di carcere per diserzione, corruzione, abuso di potere e avere piegato la legge a fini personali.

 

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