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Aereo scomparso

B-777 VOLO' PER ALTRE CINQUE ORE,
SATELLITI RAFFORZANO TESI

B-777 VOLO  PER ALTRE CINQUE ORE, <br />SATELLITI RAFFORZANO TESI


Roma, 14 mar. - Il B-777 della Malaysia Airlines scomparso trasmise la sua localizzazione ripetutamente ai satelliti per cinque ore dopo la sua sparizione dai radar: lo scrive il 'Wall Street Journal'. Secondo le fonti Usa consultate dal quotidiano, i satelliti ricevettero anche informazioni sulla velicità e l'altitudine dell'aereo dai suoi segnali ('ping') intermittenti. L'ultimo dato, raccolto da uno dei satelliti gestiti da Inmarsat, arrivò quando l'aereo risultava sopra il mare, a un'altitudine di volo definita "normale", il che lascia pensare che almeno fino a quel momento il velivolo fosse intatto. Non è chiaro, scrive il quotidiano, perché i segnali si interruppero ed è "possibile che il sistema che li invia sia stato disattivato da qualcuno a bordo". Intanto, proprio grazie "ai nuovi indizi" analizzati dagli inquirenti, gli americani che collaborano alle ricerche -ha preannunciato il portavoce della Casa Bianca Jay Carney- stanno virando il focus delle ricerche, spostandosi centinaia di chilometri ad ovest della tratta originaria, nella "regione dell'Oceano Indiano".

Intanto nelle ultime ore la Cina è tornata a chiedere alle autorità malesi di poter inviare una squadra di esperti dell'aviazione per collaborare in modo massiccio alle ricerche dell'aereo.


Il direttore dell'Amministrazione dell'Aviazione civile, Li Jiaxing, ha spiegato che il governo cinese ha offerto sostegno e assistenza tramite l'equipe. Pechino ha anche criticato la Malesia per la confusione con cui ha gestito le informazioni. 

 

14 marzo 2014

 

MALAYSIA: ERRORE IN FOTO SATELLITARI
Pechino insiste: "possibili detriti"


di Sonia Montrella

Twitter@SoniaMontrella

 

Roma, 13 mar.- Le foto scattate dal satellite che mostravano tre possibili rottami dell'aereo B-777 della Malaysian Airlines disperso in volo tra sabato e domenica notte sono un errore. Lo riferiscono alla France Press le autorità malesi affermando che sarebbe stata la Cina stessa a spiegare che "le immagini sono state rilasciate accidentalmente", smentendo inoltre l'esistenza di quelli che sembravano essere detriti.

Da parte cinese la situazione appare molto meno chiara e l'ipotesi sembra non sia ancora stata archiviata. Sui media rimbalza la notizia che le autorità malesi non hanno trovato relitti nella zona individuata dai radar, così come quella della confutazione del rapporto secondo cui l’aereo avrebbe volato per 4 ore dall’ultimo contatto , ma né gli organi di stampa ufficiali, né il web parlano per ora di immagini rilasciate "erroneamente" o di falsi rottami. La stessa Amministrazione Statale per la Scienza, Tecnologia e l'Industria della Difesa Nazionale (SASTIND), che ha rilasciato le immagini, sul suo sito web parla ancora di "sospetti detriti".

Quelli che avrebbero potuto essere i resti del jet scomparso erano stati localizzati dai radar il 9 marzo scorso, a poco più di 24 ore dalla scomparsa del volo MH370, e avrebbero dovuto trovarsi in un'area con un raggio di venti chilometri quadrati non lontano dall'ultimo rilevamento radar del jet della Malaysia Airlines. Le dimensioni degli oggetti localizzati sarebbero piuttosto grosse: uno di loro misurerebbe circa 13 per 18 metri, il secondo poco più grande (14 per 19) mentre l'ultimo misura 22 per 24 metri.

Ieri aveva sorpreso non poco la decisione della SASTIND di pubblicare le immagini satellitari: "uno strumento strategico con applicazioni militari che le nazioni sono di norma molto caute a rendere noto" ha osservato alla France Press Morris Jones, analista spaziale indipendente di base in Australia. E Pechino non ha mai fatto eccezione: i suoi programmi spaziali sono gestiti dalla Difesa e mantenuti segreto.


"Sono molto sorpreso – ha continuato – del gesto della Cina, in genere non disponiamo mai di immagini di questa qualità". E continua: "Le immagini reali con ogni probabilità ha una risoluzione ancora maggiore e quelle date alla stampa sono degradate in modo da fornire informazioni, ma mantenendo la segretezza sulle sue tecnologiche".

 

FLOTTA DI SALVATAGGIO CINESE, DIMOSTRAZIONE DI FORZA?

 

di Sonia Montrella

Twitter@SoniaMontrella


Roma, 13 mar.- Dalle immagini satellitari ad altissima risoluzione alle navi più moderne. La vicenda dell'aereo B-777 della Malaysian Airlines scomparso dai radar da cinque giorni ha messo in luce la potenza tecnologica di cui si sta dotando la Cina nel campo della difesa. Per le ricerche Pechino ha dislocato quattro navi da guerra, quattro navi vedetta, otto aerei e dieci satelliti in una vasta area localizzata come potenziale luogo dello schianto.


Uno schieramento che i media cinesi hanno definito la più grande flotta di salvataggio cinese mai assemblata. Ma che per alcuni sembra avere un doppio scopo: da una parte dimostrare la operosità del gigante asiatico, dall'altra mostrare ai vicini con cui Pechino si contende alcuni territori nel Mar Cinese Meridionale di che pasta è fatta. "Una dimostrazione di forza di un contesto pacifico" sostiene una fonte dell'Industria della Difesa e dell'Aeronautica che vuole restare anonima.

Da tempo l'ammodernamento delle forze armate cinesi destano preoccupazioni dentro e fuori l'Asia nonostante le rassicurazioni de Drago. Dopo che per due anni, le spese militari sono diminuite, per il 2014, Pechino prevede l'aumento della spesa più alto dal 2011, al 12,2% su base annua, pari a 808,23 miliardi di yuan, una cifra equivalente a 132 miliardi di dollari. Il dato delle spese per la Difesa, reso noto nei giorni scorsi durante l'Assemblea Nazionale del Popolo – una sorta di Parlamento cinese - , non deve però fare pensare a un aumento dell'aggressività della Cina. Il dato di Pechino in realtà sarebbe sottostimato, secondo gli analisti, che spesso attribuiscono una forte opacità alla Cina: il Pentagono prevede che per il 2014 le spese militari si attesteranno tra i 135 e i 215 miliardi di dollari, ben al di sopra di quanto dichiarato.

Un budget che punta soprattutto all'innovazione. Tra gli altri Pechino vanta i caccia di quinta generazione J20 e J31; lo  stealth drone da combattimento, Sharp Sword, l'aereo da guerra cinese senza pilota; i caccia multiruolo carrier based  J15 in grado di tracciare 10 obiettivi e coinvolgerne 2 o 4.
Fiore all'occhiello della Marina, la portaerei Liaoning, che ha effettuato tra novembre e dicembre scorso il viaggio inaugurale nel Mare Cinese Meridionale e che è attualmente usata a fini di addestramento.

'Grandi balzi in avanti' anche nello spazio: nel 2011 è avvenuto il lancio della stazione orbitale Tiangong 1 che ha portato la Cina a diventare il terzo Paese al mondo, sempre dopo Stati Uniti ed ex Unione Sovietica, ad avere un laboratorio orbitale. Il primo passo è il lancio del core module della stazione, che avverrà nel 2018, seguito nel 2020 e nel 2022 dal lancio di due laboratori spaziali. La nuova stazione sarà collocata tra i 350 e i 450 chilometri dalla Terra e posizionata con un'inclinazione di 42 gradi rispetto all'equatore. Il progetto è il frutto di oltre 50 esperimenti compiuti negli ultimi 14 anni a bordo della Tiangong-1 e avrà come obiettivi la ricerca sulle forme di vita e sulla fisica.

Qualche settimana fa, invece, secondo funzionari del Pentagono, la Cina ha concluso il primo test di volo del missile ipersonico che si appresta a diventare una pietra miliare nella modernizzazione delle tecnologie militari cinesi anche per uso strategico nucleare.


13 marzo 2014

 

 

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