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APEC: ACCORDI E INTESE DI PECHINO

APEC: ACCORDI E INTESE DI PECHINO


Pechino, 11 nov. - Il vertice Apec di Pechino, che ospita i leader di ventuno Paesi del quadrante Asia-Pacifico è stato l'occasione per la firma di numerosi accordi e il raggiungimento di intese tra i leader della regione. La Cina ha rinsaldato i legami con i partner regionali e ha ottenuto il sostegno dell'organizzazione per la cooperazione economica tra i Paesi dell'Asia-Pacifico per la zona di libero scambio, la FTAAP. Prima ancora, tra gli accordi raggiunti c'è stata la maxi-intesa sul gas tra Cina e Russia, con altri trenta miliardi di metri cubi che passeranno dalla condotta occidentale che attraversa i monti Altai prima di entrare in territorio cinese. Assieme all'accordo, Russia e Cina hanno promesso per il futuro di utilizzare le rispettive valute per i contratti energetici che legano i due Paesi. "Se possiamo stabilire grandi accordi in questo modo - ha dichiarato il presidente russo, Vladimir Putin - significherà una diminuzione dell'influenza del dollaro sui mercati globali".
 
Il 17 novembre prossimo, prenderà poi il via il collegamento tra l Borsa di Hong Kong e quella di Shanghai, che doveva già essere operativo nelle scorse settimane, e il cui accordo è saltato a causa delle manifestazioni di Occupy Central nella città semi-autonoma cinese, come annunciato il 27 ottobre scorso dalla stessa Hong Kong Stock Exchange. Lo Stock Connect tra le Borse di Shanghai e Hong Kong darà a investitori privati cinesi e stranieri un più largo accesso alle operazioni di entrambe le piazze. Le operazioni sui mercati offshore sono finora consentite in Cina solo a un gruppo di imprese qualificate in base a uno schema noto come QDII (Qualified Domestic Institutional Investors). Altro importante accordo per l'internazionalizzazione dello yuan, è stato firmato ieri a Kuala Lumpur, in Malaysia. La People's Bank of China, la banca centrale cinese, ha firmato un memorandum d'intesa con la banca centrale della Malaysia, la Bank Negara Malaysia, per l'istituzione di una clearing bank in Malaysia, per promuovere l'uso dello yuan nelle operazioni commerciali trans-frontaliere.
 
Cina e Corea del Sud hanno poi raggiunto un accordo "di fatto", come lo ha definito la presidente sud-coreana, Park Geun-hye, sul libero scambio, dopo due anni e mezzo di negoziati, ieri, che comprende oltre il 90% delle merci cinesi esportate in Corea del Sud e delle merci sud-coreane esportate in Cina. Alla conclusione dell'intesa manca ancora un accordo ufficiale, che tarda a causa di alcune "questioni tecniche" ancora da affrontare, secondo quanto spiegava un funzionario del Ministero del Commercio all'agenzia di stampa Yonhap, nella giornata di ieri. A rimanere, per ora, esclusi dal'accordo sono alcuni generi alimentari importati dalla Cina, come riso, carne di maiale, di manzo e pepe, che contano per il 30% circa del volume delle importazioni di prodotti agro-alimentari dalla Cina.
 
Si avvicina, invece, l'accordo tra Cina e Australia sul libero scambio tra i due Paesi. L'accordo del valore di 15 miliardi di dollari dovrebbe essere firmato entro fine settimana dal primo ministro australiano Tony Abbott e dal presidente cinese Xi Jinping, durante la partecipazione di quest'ultimo al summit dei Paesi del G20, che si terrà a Brisbane. Tra le principali conseguenze dell'accordo ci sarà una rimozione di tariffe dalle esportazioni di minerali e di energia da parte dell'Australia verso la Cina. Lo scorso anno, secondo calcoli ufficiali cinesi, il commercio bilaterale tra Cina e Australia valeva 130 miliardi di dollari. Più lontano, invece, l'accordo con il Cile per un accordo sulla cooperazione allo sviluppo, le infrastrutture, e i servizi finanziari.
 
Cina e Stati Uniti hanno invece annunciato ieri sera un accordo sui visti, che permetterà un'estensione del documento di viaggio per gli studenti cinesi negli Stati Uniti e per turisti e visti business. Oggi, Obama e Xi Jinping, davanti ai fotografi si sono stretti la mano dopo l'annuncio del raggiungimento di un'intesa per l'eliminazione delle tariffe sui prodotti di tecnologia informatica, che comprende, tra gli altri, le console dei videogames, i software per i computer, e i dispositivi GPS. Su un versante completamente differente, quello della lotta al terrorismo, Obama ha poi chiesto a Pechino collaborazione nella lotta al terrorismo, citando durante un'intervista all'agenzia Xinhua, la minaccia dei terroristi dell'ETIM, l'East Turkestan Islamic Movement, che trovano "un porto sicuro, lungo le aree non governate alla periferia della Cina". Ieri, Obama, in un discorso, aveva chiesto alla Cina di essere un "partner nella sottoscrizione dell'ordine internazionale, non di indebolirlo".





11 novembre 2014


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