Economia

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IMPENNATA IMPORT
CINESE GRANTURCO

Pechino, 25 mar.- L'effetto Cina si fa sentire sui mercati cerealicoli di tutto il mondo: secondo le proiezioni di gruppo di analisti affiliati al governo USA che opera a Pechino, la Cina importerà 2.5 milioni di tonnellate di granturco nell'anno di raccolto che inizierà nel settembre prossimo, segnando così il record degli ultimi 15 anni.

 

Da tempo, molti analisti segnalano che l'incremento del consumo di carne tra la classe media cinese sta determinando la necessità di acquisti di granturco e altri cereali dall'estero da impiegare come mangimi: la Cina è già il primo importatore di semi di soia al mondo, altra commodity utilizzata per nutrire il bestiame.

 

Se confermate, le previsioni degli studiosi guidati da Scott Sindelar- che conducono ricerche per il governo americano, ma le cui analisi non riflettono le posizioni ufficiali del Dipartimento dell'Agricoltura - indicherebbero che nel periodo 2011-2012 la Cina è sul punto di raggiungere il terzo volume di importazioni degli ultimi 50 anni.

 

Le proiezioni sulla domanda cinese, che rischia di creare nuovi squilibri in un mercato già caratterizzato da una scarsa offerta, hanno determinato nelle ultime settimane un aumento del 13% dei futures sul granturco, in seguito alle voci secondo le quali una società statunitense avrebbe già venduto milioni di tonnellate di cereali al Dragone. I dati sulle esportazioni pubblicati ieri, tuttavia, non hanno confermato le voci su queste nuove esportazioni.

 

A causa degli alti livelli di inflazione e dei cattivi raccolti di quest'anno (questo articolo e questo articolo), al momento in Cina le forniture di cereali costituiscono un argomento particolarmente delicato: le società di stato che operano nel settore hanno negato che vi siano stati nuovi acquisti dall'estero nelle ultime settimane.

 

Le previsioni del Dipartimento dell'Agricoltura differiscono da quelle di Sindelar e soci, ma sostengono che comunque la Cina acquisterà 1.2 milioni di tonnellate di granturco con il prossimo raccolto, e che la domanda crescerà rapidamente fino a 8 milioni di tonnellate nel giro di dieci anni.

 

Quali che siano le proiezioni gli Stati Uniti -  il primo produttore al mondo - sono davvero in grado di soddisfare la crescente domanda cinese?  "Il mondo non ha molto granturco da offrire alla Cina, al momento, anche se lo volesse - ha dichiarato in una nota al Financial Times il vicepresidente della società di brokers RJ O'Brien-, ecco perché la situazione nel mercato è così tesa".

 

Nell'ultimo anno i prezzi sono aumentati di quasi il 90%, provocando rincari in tutto il mondo. L'impatto della crescente domanda cinese potrebbe causare nuovi squilibri.

 

di Antonio Talia

 

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