L'intervista

MO YAN SULLA CENSURA CINESE

IL PREMIO NOBEL INTERVISTATO DAL SCMP

IL PREMIO NOBEL INTERVISTATO DAL SCMP


AgiChina24 propone ai suoi lettori l'intervista rilasciata dal Premio Nobel per la Letteratura 2012 al South China Morning Post.

 

Pechino, 16 sett.- La censura online ha avuto l'effetto di motivare gli scrittori ad affrontare quegli argomenti considerati tabù. Lo sostiene il premio Nobel per la Letteratura 2012, Mo Yan in una intervista esclusiva di tre ore al quotidiano di Hong Kong South China Morning Post. Lo scrittore aveva sollevato una vera e propria bufera sul web alla vigilia della cerimonia di consegna di Stoccolma, definendo la censura cinese "un male necessario". La decisione del Comitato per il Nobel di assegnare l'onorificenza all'autore di Sorgo Rosso – membro di lunga data del Partito comunista cinese e vice-presidente dell'Associazione degli Scrittori cinesi affiliata al partito – ha fatto sollevare il sopracciglio a molti  tra i più critici del regime cinese che accusano Mo di far parte del sistema.

"I censori hanno dato agli scrittori la motivazione per sfidare le zone proibite" ha detto l'autore di Le Rane, l'ultima sua fatica uscita in Italia quest'anno che affronta il tema della politica del figlio unico in quel perenne equilibrio tra censura e denuncia tipico del suo stile che lo ha tenuto sempre alla larga dal bavaglio.

Mo iniziò la sua carriera negli anni '80, un periodo che lo scrittore stesso definisce "d'oro" per la letteratura e che rimpiange. "A quell'epoca c'erano così tanti tabù che stimolavano la creatività e l'immaginazione rappresentando una sfida per gli scrittori". "Ma non sto dicendo che questi tabù abbiano prodotto buoni lavori, non l'ho mai insinuato, sto solo fornendo il quadro completo di quel tempo". Poi ha aggiunto: "Non credo che uno scrittore debba ignorare i problemi sociali, ma d'altro canto non ritengo nemmeno che sia sua responsabilità scrivere di questioni sociali complicate e delicate". Chiunque – ha sottolineato il Premio Nobel – dovrebbe essere libero di affrontare il tema e il soggetto che padroneggia meglio".

Le giornate di Mo Yan sono cambiate da quando è stato investito del premio: "la mia vita tranquilla è stata disturbata" dice con una punta di rimpianto pur sottolineando che "è il prezzo da pagare per la notorietà". "Mi arriva ogni tipo di richiesta, sono distrutto, vorrei soddisfarle tutte, ma non ci riesco. Tutto ha un costo al mondo, ho vinto il Premio Nobel e mi godo la fama, devo pagarne il prezzo. E' giusto".

Mo ha poi parlato ai microfoni del SCMP di Hong Kong e del rispetto che la città mostra nei confronti dei suoi autori: "Hong Kong è un posto molto civile, ma essendo vissuto in campagna per la maggior parte della mia vita, mi deprimo a passeggiare tra i grattacieli senza poter vedere il cielo.

Mo Yan è il primo cittadino cinese ad aver vinto il Nobel per la Letteratura, nel 2000 l'onorificenza era andata a Gao Xinjian, cinese naturalizzato francese i cui libri sono proibiti in Cina. L'altro cinese Premio Nobel per la Pace, il dissidente Liu Xiaobo, sta scontando in un carcere del Liaoning i suoi 11 anni di reclusione per "sovversione ai danni dello stato".

SPECIALE NOBEL A MO YAN

 

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