L'intervista

IRENE PIVETTI

Il Drago e il Colosseo
La sfida di Only Italia

Il Drago e il Colosseo<br />La sfida di Only Italia


di Francesco Palmieri

Roma, 15 mag. – E' una rete d'impresa per sostenere le piccole aziende che vogliono esportare dall'Italia in Cina. E' un sistema per valorizzare i singoli marchi nazionali nella convinzione che a tutti faccia da brand quello comune di un patrimonio culturale millenario e tuttora spendibile. E' un supporto per la costituzione di joint venture e partnership possibili non solo oltre la Grande Muraglia ma veicolando investimenti anche in senso contrario, da Pechino a Roma. E' questo il progetto Only Italia (www.onlyitalia.it), Rete presieduta da Irene Pivetti e che solo da poche settimane si è presentata al pubblico, ma il cui lavoro di preparazione rimonta a circa tre anni fa.
"E' allora che ho cominciato a cercare la Cina, perché nella mia Onlus Ltbf (Learn to be free) – racconta il presidente Pivetti – contavo diverse 'vittime' cinesi, cioè imprenditori che per un motivo o l'altro avevano tentato quel mercato ma con mancato successo. Finalmente, dopo due anni e mezzo, abbiamo realizzato il primo aggancio concreto con un importante trader italiano operativo in Cina da molto tempo. Su queste basi, il lavoro si è esteso con la costituzione di una rete che stiamo rapidamente allargando".

Quali vantaggi offre a un'impresa, già adesso, la partecipazione a Only Italia?

La logica della rete è garantire servizi di tutti i generi a costi molto bassi o talora nulli, perché quasi totalmente coperti da finanza pubblica. Il raggio di azione è vasto e va dal check up aziendale alle operazioni di apertura, come la costituzione di un catalogo, le procedure di certificazione del prodotto e l'offerta formativa.

Le adesioni arrivano solo da piccole imprese?

Non più solo. La consistenza dei vantaggi sta interessando anche aziende di maggiori dimensioni.

Ci sono aree del Paese che hanno risposto maggiormente?

No, le adesioni sono distribuite a macchia di leopardo un po' in tutta Italia, da Nord a Sud.

E sotto il profilo merceologico?

I settori che stanno già offrendo riscontri sono la  moda, il food, il vino e i mobili. E c'è già stata, il mese scorso, la costituzione delle prime joint venture italo-cinesi.

Per tutte queste imprese si tratta dell'esordio in Cina?

No, ci sono anche aziende per così dire rimbalzate… cioè che hanno provato una volta a penetrare in quel mercato ma sono state costrette a fare marcia indietro. Con Only Italia riescono a giocarsi una seconda chance con probabilità di riuscita sicuramente superiori.

Quali sono i vostri obiettivi immediati?

Inserire le imprese nei canali della vendita al consumo con l'ingresso nelle catene di distribuzione, nei portali di e-commerce cinesi e l'apertura di show room. Una società di gestione della Rete Only Italia in Cina rappresenterà l'ulteriore strumento per assistere e sostenere lo sviluppo in quel Paese, con una presenza fisica che riteniamo necessaria. La fase successiva mira alla strutturazione di partnership per accompagnare gli investimenti cinesi in Italia.

La mancanza di un brand non è un ostacolo naturale per le piccole aziende?

Assolutamente no. Sarebbe un errore madornale pensare che i brand italiani siano solo Armani, Ferrari e così via. L'Italia stessa, con la sua cultura e la sua storia, è il brand dei nostri prodotti. Fra il design di Giugiaro e il Tempio di Adriano non esiste soluzione di continuità, ma una continuità perfetta. Basti ricordare con quale intelligenza Versace riportò nel proprio marchio i motivi dell'antichità classica.

Only Italia ha per logo il Colosseo...

Appunto. Perché l'Italia resta per i cinesi un vero oggetto del desiderio, e lo è per tutto ciò che rappresenta la sua storia. Per questa ragione dobbiamo venderci con tutto il nostro bagaglio. Direi che la cultura è uno strumento nobile di marketing.

Il Drago e il Colosseo... il fascino del favoloso impero occidentale di Da Qin?

La nostra web tv già trasmette in lingua inglese, grazie all'accordo con una importante emittente cinese, un documentario alla settimana per illustrare le eccellenze di luoghi e storie italiane. Il progressivo risveglio culturale della Cina ci favorisce senz'altro nella penetrazione commerciale. E ci aiuta pure quel certo razzismo dei cinesi, che li induce ad elargire considerazione soltanto a pochi. Perché tra quei pochi ci siamo senza dubbio noi.

Qual è, in conclusione, la morale di Only Italia?

La morale è che siamo – ci piaccia o meno – figli diretti della crisi economica. E che viviamo in un'epoca senza liquidità… Questo nostro destino ci spinge perciò, quasi per forza, a valorizzare il concetto di una rete tessuta sulle relazioni, la mutualità, gli scambi e lo sviluppo della conoscenza quali elementi di vera possibile ricchezza. 

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