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Youyou Tu e il Nobel per la Medicina

L'ARTEMISIA NELLA MEDICINA
TRADIZIONALE CINESE

L ARTEMISIA NELLA MEDICINA <br />TRADIZIONALE CINESE


traduzioni a cura di Giovanna Tescione



Roma, 19 ott. –  "L'Artemisia è un dono della MTC regalato al popolo del mondo", ha commentato così ai media la professoressa cinese Youyou Tu, dopo aver appreso la notizia del Nobel 2015 per la medicina, primo per la Cina. Lei, Youyou, che a questa vita sembra essere stata destinata già da piccola, un nome semplice, scelto dal padre dallo Shijing, il più antico libro della poesia cinese, in cui si legge: "C'è un gruppo di cervi sul prato, mangiano Artemisia ed emettono il suono 'youyou'".
La stessa Artemisia che l'85enne dottoressa cinese ricercatrice della China Academy of Chinese Medical Sciences ha studiato per anni e che le ha regalato il Nobel e una prima pagina sui giornali di tutto il mondo. A raccontarci di lei, e del suo legame con la medicina tradizionale cinese (MTC) è He Jialang, specialista di medicina tradizionale cinese e presidente dell'Associazione Italiana della Medicina Tradizionale Cinese, che ad Agichina spiega "la scoperta di Youyou Tu dell'efficacia dell'Artemisina come principio attivo naturale contro la malaria ha dato un gran contributo alla vita e alla salute dell'umanità".


Nata a Ningbo, città portuale a sud della Cina, Youyou Tu si laurea nel 1955 alla facoltà di farmacologia della Beijing Medical University, entra nel team della China Academy of Chinese Medical Sciences, e partecipa a corsi di aggiornamento per i medici di medicina moderna che studiano MTC. "È qui che inizia un percorso di integrazione totale e di immersione in un ambiente dove l'antica saggezza cinese e la scienza moderna si incontrano", commenta il professor He.


Malattia infettiva molto invasiva, negli anni '60 la malaria era una epidemia globale incontrollabile. "Solo in Cina ha colpito circa 40 milioni persone. In quel periodo era in corso la guerra del Vietnam e nella giungla tropicale la malaria era la principale causa di morte dei soldati americani e vietnamiti, maggiore dei morti in combattimento, per la totale inefficacia del farmaco antimalarico Clorochina e i suoi derivati". "Avere farmaci efficaci per combattere la malaria era un elemento importante per poter vincere la guerra e così il presidente vietnamita Ho Chi Minh andò a Pechino a chiedere aiuto".


Fu così che nel 1967, il governo cinese dopo aver interprellato diversi istituti di ricerca di medicina, avviò il progetto triennale "523". "Scopo del progetto la ricerca di medicine antimalariche e repellenti nella MTC imitando i metodi della medicina moderna e i suoi derivati".


Dopo i primi insuccessi è Youyou Tu ad essere incaricata direttrice del team, siamo nel 1969 e da questo momento inizia un percorso di ricerca nuovo. Insieme ai propri collaboratori, Youyou Tu consulta le documentazioni mediche classiche e intervista medici esperti di MTC, selezionando più di 2000 formule di piante medicinali.


Infine arriva la conferma: l'Artemisina, principio della pianta di Artemisia, ha un forte effetto terapeutico antimalarico. "La vera scoperta – spiega il professor He – è che pur confermando i principi anticamente usati dalla MTC, Youyou Tu si rende conto che dell'inefficacia del decotto preparato bollendo la pianta nell'acqua, e che è efficace solo il 40% dell'estratto preparato con Etanolo concentrato al 95%".


E' a questo punto che la dottoressa consulta l'antico testo della medicina cinese,  "Zhou Hou Bei Ji Fang" (scritto da Ge Hong nel 4° secolo d.c.). Nel capitolo dedicato alle 'Formule per il trattamento di malaria' si legge: "Preparare un infuso lasciando macerare una manciata di Artemisia in due litri d'acqua, filtrare e assumere il liquido". "Qui arriva l'illuminazione: per evitare la distruzione del principio attivo della pianta Artemisia, l'estratto può essere preparato con Etere che ha un punto di ebollizione a 35°C".  L'efficacia a questo punto è al 100%.


Ma la tenacia di Youyou Tu è ancora tutta da dimostrare. Dopo aver testato il prodotto su topi e scimmie, non resta che la sperimentazione nella pratica clinica e condurre i test su essere umani. Chi meglio del team di sperimentazione, con la dottoressa in persona che si reca nell'isola di Hainan, zona allora epidemica, per procedere con la sperimentazione.


L'Artemisia: gli usi


Pianta erbacea della famiglia dell'Artemisia Annua L., "l'Artemisia è una pianta profumata dal sapore amaro, impiegata nella MTC per trattare il raffreddore estivo con febbre, alterazioni di freddo e calore causate dalla malaria, la sindrome da deficit dello yin con eccesso di calore", spiega il professor He, che aggiunge "combinata con altre piante medicinali può trattare anche altre malattie come la dissenteria, appendicite, emorroidi, gastrite, gengivite, epistassi".


"Le ricerche hanno dimostrato che la sua azione sta nel modificare la struttura membranosa del Plasmodio, in modo da bloccare il suo apporto nutritivo per poi farlo morire".
Ma dopo le scoperte di Youyou Tu e il nobel per la medicina, le ricerche sulla quasi sconosciuta pianta che cresce principalmente su suolo cinese non finiscono qui e l'Artemisia potrebbe riservare ancora molte sorprese. "Scienziati cinesi e americani – continua He Jialang - negli ultimi anni hanno svolto varie ricerche sulla funzione e sul meccanismo antitumorale dei composti di Artemisina". Primi tra tutti i ricercatori della facoltà di bioingegneria dell'Università di Washington che hanno confermato dagli esperimenti in vitro che "l'Artemisina, estratto dalla pianta Artemisia Annua L., ha la capacità di uccidere e di essere tossica per le cellule tumorali mammarie, con una potente selettività e un'influenza minima sulle cellule sane". Mentre dallo Shanghai Institute for Biological Sciences – CAS - è stato scoperto che il composto di Artemisina ha una notevole azione letale contro le cellule tumorali ovariche ed epatiche.


La MTC


Oggi la Cina, secondo il New York Times,ha ben 1.1 milioni di dottori certificati in medicina tradizionale cinese e 186.947 praticanti tradizionali, con 23,095 ospedali di cui quasi 3mila specializzati in medicina cinese. D'altra parte la MTC è anche un forte mercato per l'export con un valore di 3.13 miliardi di dollari nel 2013.


E le stime sembrano essere in crescita. Secondo Ibis World, società di consulenza con base a Los Angeles che effettua ricerche di mercato, i ricavi dell'industria di MTC sarebbero aumentati di circa il 19% su base annua negli ultimo cinque anni, e si stima il settore possa generare circa 28.3 miliardi di dollari nel 2015, con un aumento del 13.4% rispetto al 2014. E il governo ha piani ancora più ambiziosi includendo la MTC nel piano quinquennale dello scorso anno.


Per il professore He è questa la strada da intraprendere anche in Europa. "L'antica MTC è un tesoro tutto da scoprire. Anche la scienza e la medicina moderna stanno dimostrando la credibilità delle esperienze fatte nella pratica clinica della MTC. L'unione della medicina orientale e la medicina occidentale porterà un gran beneficio all'umanità. Quaranta anni fa la comunità della medicina mondiale ha iniziato a conoscere e ad accettare l'agopuntura, oggi sta cominciando a prestare attenzione all'eccellente efficacia terapeutica della MTC e a ciò che porterà alla prevenzione e alla cura delle malattie.


D'altra parte la medicina tradizionale cinese cura da millenni la Cina e alla cura aggiunge la prevenzione che come non si stanca di ripetere il professor He "il trattamento personalizzato sulla base delle condizioni del paziente consente di prevenire l'insorgere delle patologie e di ridurre i costi della spesa sanitaria". "Lo Stato da parte sua punta a ridurre le spese mediche. Tutto ciò non può essere ottenuto col solo impiego di farmaci occidentali, pertanto adottare la MTC è una scelta saggia per l'Europa". 

19 ottobre 2015

 

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