Politica internazionale

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XI JINPING IN VISITA NEGLI USA A FINE MESE
Cybersicurezza, mari e finanza, i temi

XI JINPING IN VISITA NEGLI USA A FINE MESE<br />Cybersicurezza, mari e finanza, i temi


Di Eugenio Buzzetti

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Pechino, 11 set. - Non mangerà hamburger come vorrebbe il candidato repubblicano Donald Trump, ma la visita negli Stati Uniti delle prossime settimane non sarà una passeggiata per il presidente cinese, Xi Jinping. Tensioni nei mari, minacce di sanzioni per lo spionaggio informatico, e le preoccupazioni per lo stato di salute dell'economia di Pechino saranno al centro delle discussioni che Xi Jinping avrà con il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, il 24 e 25 settembre prossimo, quando verrà ricevuto alla Casa Bianca. Il programma della lunga visita statunitense del presidente cinese, è fitto di impegni. L'arrivo su suolo statunitense è previsto per il 22 settembre, a Seattle, dove Xi incontrerà la comunità di affari locale prima di recarsi a Washington, dove verrà ricevuto alla Casa Bianca da presidente degli Stati Uniti con cui avrà un summit sui temi che uniscono e che dividono le due sponde del Pacifico. L'ultima tappa del viaggio sarà invece New York, dove Xi terrà un discorso al Palazzo di Vetro, all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

Cina e Stati Uniti sono oggi divise da alcuni grandi temi. Washington sta pensando a sanzioni mirate nei confronti di singoli o di gruppi cinesi per gli hackeraggi subiti dai sistemi informatici di alcuni importanti uffici governativi. Per Pechino, quelle provenienti da Washington sono "accuse senza fondamento", come ribadito anche oggi, ma a distendere i toni della polemica è intervenuto il consigliere di Stato cinese, Yang Jiechi, che in un'intervista concessa al quotidiano China Daily, ha spiegato che Cina e Stati Uniti potrebbero cooperare in tema di sicurezza informatica e ha sottolineato come anche la Cina sia vittima degli attacchi degli hacker. "E' importante per entrambi i Paesi rimanere in collegamento anche se hanno diverse percezioni e visioni" del fenomeno, ha spiegato. C'è poi l'economia cinese a generare tensioni a Washington, sia per il rallentamento della crescita che per gli ultimi avvenimenti delle borse che hanno avuto ripercussioni anche sui mercati americani, a fine agosto. Il segretario al tesoro Jacob Lew ha di recente dichiarato che la Cina dovrà essere ritenuta responsabile delle ripercussioni sui mercati mondiali per la gestione dello yuan, svalutato a sorpresa ad agosto scorso.

A dividere le due sponde del Pacifico c'è poi la sfera militare, soprattutto dopo la parata del 3 settembre scorso per le celebrazioni dei settanta anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Pechino ha dato sfoggio della sua potenza di fuoco, mostrando per le vie della capitale i nuovi sistemi d'arma a disposizione delle Forze Armate, tra cui anche i DF-26, i missili balistici intercontinentali noti come "Guam killer" per la capacità di raggiungere la base navale statunitense nel Pacifico. Washington è però soprattutto preoccupata per dall'assertivismo cinese nei mari, e dalle rivendicazioni di Pechino di larghe aree del Mare Cinese Meridionale e di diversi atolli e isole contesi con gli altri Paesi della regione, soprattutto Filippine e Vietnam, e che Pechino considera come proprio territorio nazionale. Uno dei temi che i due presidenti affronteranno, secondo le previsioni di questi giorni, sarà quello delle opere di allargamento a scopo militare da parte di Pechino di alcune isole contese nel Mare Cinese Meridionale, che la Casa Bianca considera provocatorie.

Oltre alle differenze tra i due Paesi, ci sono anche possibili aree di cooperazione. Obama e Xi si sono sentiti per telefono nelle scorse settimane e il presidente degli Stati Uniti aveva ringraziato il suo omologo cinese per il ruolo della Cina nel raggiungimento dell'accordo sul nucleare iraniano di Vienna, a luglio. Tra le aree di cooperazione, la Cina ha proposto oggi il turismo, attraverso il presidente della China National Tourism Administration, Li Jinzao. Uno dei temi di maggiore rilievo che verranno discussi al vertice, e su cui Cina e Stati Uniti hanno già raggiunto un accordo nel novembre scorso, c'è quello delle riduzioni delle emissioni inquinanti in vista dell'appuntamento di fine anno della Conferenza sui Cambiamenti Climatici, dove la Cina si presenterà con un ambizioso piano per la lotta all'inquinamento. Washington aveva inviato un team di esperti in Cina nei giorni scorsi, per seguire gli sviluppi dell'accordo sulla riduzione delle emissioni, e l'incontro tra i due leader sarà l'occasione per fare il punto sul mantenimento delle promesse e sui rispettivi piani per la riduzione delle emissioni da presentare a dicembre a Parigi.


11 SETTEMBRE 2015

 

 

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