Politica internazionale

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Xi e Obama al G20: Siria,
Nordcorea e cybersicurezza

Xi e Obama al G20: Siria, <br />Nordcorea e cybersicurezza


di Eugenio Buzzetti
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Pechino, 6 set. - Siria, Corea del Nord e sicurezza informatica. Sono stati questi gli argomenti di conversazione dell'incontro che si è tenuto oggi durante i lavori del G20 di San Pietroburgo tra il presidente cinese Xi Jinping e quello statunitense Barack Obama. Lo riferiscono fonti della Casa Bianca. Quello di oggi è stato il secondo summit in tre mesi tra i due presidenti, dopo l'incontro informale in California del giugno scorso, poco prima che scoppiasse il caso Prism e la talpa Edward Snowden irrompesse sulla scena internazionale con le sue rivelazioni sullo spionaggio informatico condotto dagli Stati Uniti.


Proprio il cyber-spionaggio è l'argomento che divide maggiormente Pechino e Washington, con Obama che ha espresso le sue preoccupazioni a Xi riguardo ai furti di segreti commerciali operati dai pirati informatici di Pechino. Negli scorsi mesi, Cina e Stati Uniti si sono scambiati più volte accuse di violazioni dei segreti informatici. A lamnetare le intrusioni informatiche erano stati soprattutto gli Stati Uniti, prima delle rivelazioni di Snowden sullo spionaggio informatico statunitense ai danni della Cina, in atto dal 2009, secondo l'ex contractor della Cia. Per Obama, secondo quanto riferito dalla Casa Bianca, permangono alcune tensioni tra Cina e Stati Uniti a riguardo, ma la situazione può essere gestita.

Tra gli altri temi affrontati ci sono stati poi anche i nucleare nord-creano, sul quale Xi e Obama avevano già raggiunto a giugno un'intesa sulla necessità da parte di Pyongyang di smantellare il proprio arsenale nucleare, e soprattutto la crisi in Siria, il tassello più delicato degli equilibri internazionali. La Cina ha annunciato oggi che sosterrà il Consiglio di Sicurezza dell'ONU -di cui Pechino è membro- per la risoluzione della crisi e auspica un'indagine approfondita e imparziale da parte degli ispettori dell'ONU sugli attacchi del 21 agosto scorso e una conferenza internazionale sulla Siria da tenersi in tempi brevi. La diplomazia americana aveva già reagito ieri con forza all'atteggiamento di Mosca di chiusura verso la possibilità di un intervento armato in Siria: l'ambasciatore Usa presso le Nazioni Unite, Samatha Power, aveva incolpato la Russia di tenere in ostaggio il Consiglio di Sicurezza con la minaccia di porre il veto all'intervento.

Un'intesa è stata trovata, invece, sugli sforzi congiunti nella riduzione delle emissioni inquinanti, in particolare degli idrofluorocarburi, tra i maggiori responsabili del riscaldamento globale. Anche in questo caso, una prima intesa sull'ambiente era già stata raggiunta proprio nel summit californiano di tre mesi fa tra i due presidenti.

 

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