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Usa evitano default, Cina
toccata da crisi finanziaria

Usa evitano default, Cina <br />toccata da crisi finanziaria


di Antonia Cimini


Pechino, 17 ott. - Sono stati giorni angosciosi anche per la Cina quelli delle negoziazioni tra repubblicani e democratici in America per alzare il tetto del debito pubblico e approvare un nuovo bilancio del governo di Washington. Pechino, che possiede le piu' alte riserve in dollari e detiene il maggior numero di buoni del tesoro americano, ha temuto e teme tutt'ora per la stabilita' della prima potenza economica del mondo.


Oggi la televisione di stato CCTV ha titolato che 'la crisi e' stata evitata per il momento' ,  mentre i giornali gia' si chiedono cosa succedera' il 15 gennaio 2014, la prossima scadenza per l'approvazione di un nuovo segmento di spesa pubblica. Ma l'accento maggiore e' su cosa succedera' se i problemi finanziari e la minaccia americana alla stabilita' dell'economia globale mettera' sotto pressione i rapporti Cina-Stati Uniti. Song Hong, economista all'Accademia delle Scienze Sociali cinese spiega ad AgiChina24 che la crisi ha alimentato un acceso dibattito in Cina sull'opportunita' o meno di continuare a finanziare il debito americano, fino ad arrivare a critiche al governo di Pechino per essere troppo debole con Washington. "Il terremoto finanziario originato dal budget americano ha toccato la Cina, poiche' noi possediamo buoni del tesoro e riserve in dollari consistenti; in piu', essendo la Cina una potenza economica basata sulle esportazioni pagate per lo piu' in dollari, la crisi puo' avere ripercussioni sulla nostra economia e sul futuro delle relazioni bilaterali", spiega.


Tuttavia non molte opzioni sono aperte ai grandi investimenti cinesi e alla necessita' di Pechino di investire le sue riserve estere. "Non esistono molti altri posti in cui investire a questo livello, e nessun paese puo' sostituire gli Usa in questa posizione" dice Song Hong, per il quale Pechino continuera' in ogni modo a comprare buoni del tesoro americano. Ma la Cina sembra pronta a trarre la situazione a proprio vantaggio. Il professor Song sostiene che "come conseguenza della crisi del dollaro, l'aumento del valore dello yuan sta creando maggiore fiducia verso la moneta cinese a livello internazionale; molti paesi sono ora disposti a cambiare direttamente con lo yuan, l'ultimo in ordine di tempo a fare questa scelta e' stato l'euro e questa e' una vittoria maggiore per la Cina".


Al di la' dell'impatto economico, preoccupa l'alterazione dell'equilibrio di potenza, da entrambi i lati del Pacifico. A Pechino Xie Tao, esperto di relazioni internazionali all'Università' di Lingue straniere di Pechino, spiega che la Cina potrebbe fare un passo avanti per colmare il vuoto politico lasciato dagli Usa a seguito della crisi del debito in aree come l'Asia e il Medio Oriente dove la fiducia verso la potenza americana diminuisce. "Alcune forze in Cina potrebbero diventare arroganti e sostenere posizioni piu' aggressive in politica estera" dice ad AgiChina24.


Il rischio e' chiaro anche a Washington. Jeffrey Brader, l'ex direttore per gli affari estremo orientali al Consiglio di Sicurezza Nazionale americano durante il primo mandato del presidente Obama, sostiene che gli Stati Uniti sono ad un minimo storico nel mostrare l'efficienza del sistema americano. "Se i cinesi ritengono che la crisi del debito sia un episodio orribile non posso che essere d'accordo con loro" ha detto Bader ad AgiChina24 a margine di una conferenza tenuta all'universita' Tsighua di Pechino. Ancor di piu' in Cina c'e' chi ha chiesto una 'de-americanizzazione' del mondo e un ripensamento del sistema di valori americani che dominano la scena internazionale. "Il sistema guidato dagli Stati Uniti non e' immutabile, puo' essere cambiato come successe nel 1975 quando Nixon decise di liberare il dollaro dall'ancoraggio all'oro. Il presidente Obama ha piu' volte ribadito che la Cina ha un ruolo importante nel sistema mondiale e che deve avere maggiore presenza nella designazione delle regole che lo dominano, ma la Cina sicuramente non sabotera' il sistema perche' e' parte di esso e ne trae vantaggio", sostiene Bader.

 

17 ottobre 2013

 

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