Politica internazionale

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Ucraina, la Cina
rispetta "l'indipendenza" 

Ucraina, la Cina <br />rispetta  l indipendenza  


di Sonia Montrella
Twitter@SoniaMontrella
 



Pechino, 3 mar. - Pechino resta fedele al "principio di non ingerenza" e rispetta l'indipendenza dell'Ucraina. Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri Qin Gang. Parole che forse non vogliono essere una risposta diretta alle dichiarazioni del ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, ma che chiariscono qualsiasi dubbio sulla posizione della Cina riguardo l'intervento armato russo in Crimea. Ore fa dopo un colloquio telefonico con il suo omologo cinese, Wang Yi, Lavrov aveva riferito ai giornalisti che Russia e Cina sono ampiamente concordi su una "gestione appropriata" della crisi in Ucraina.  Lavrov ha fatto sapere che nel corso della telefonata sono emersi "punti di vista largamente coincidenti di Russia e Cina sulla situazione che si è creata nel paese ed intorno ad essa". Una gestione che non comprende l'imbracciare le armi, scenario che avrebbe rappresentato una sorprendente inversione di marcia nella politica estera del Drago, in cui il "principio di non ingerenza" è uno dei capisaldi.  Pechino si tiene al di fuori dei problemi interni altrui e mal tollera di conseguenza interventi su quelle che considera "questioni sensibili", prime fra tutte Taiwan e Tibet. 

"Rispettiamo l'indipendenza, la sovranità e l'integrità territoriale dell'Ucraina" ha detto il portavoce, aggiungendo che "la Cina continuerà a osservare da vicino gli sviluppi della situazione e chiama tutte le parti a cercare una risoluzione attraverso il dialogo e i negoziati all'interno del quadro delle leggi internazionali".

Il Gigante asiatico – si legge sul sito web governativo – è molto preoccupato per la situazione e condanna con forza le recenti violenze.
 
Biasimo anche dai paesi del G7 e dall'unione europea "Noi i leader di Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito e gli Stati Uniti ed i presidenti del Consiglio Europeo e della Commissione Ue, condanniamo insieme l'evidente violazione della sovranità ed integrità territoriale dell'Ucraina ad opera della Federazione russa", si legge nel testo, che prosegue: pertanto, "abbiamo deciso per il momento di sospendere la nostra partecipazione alle attività legate alla preparazione al summit del G8 di Sochi in programma a giugno".

Intanto, secondo quanto reso noto dalle guardie di frontiera in Ucraina, i militari russi continuano ad affluire in maniera massiccia in Crimea, in violazione degli accordi internazionali. Nel corso delle ultime 24 ore, 10 elicotteri da combattimento e otto aerei da trasporto russi sono sbarcati in Crimea, senza che l'Ucraina sia stata informata, come prevedono gli accordi tra i due Paesi secondo i quali Kiev dovrebbe essere informata con 72 ore d'anticipo. Un dispiegamento di forze – si parla di un totale di 15mila soldati – necessario a proteggere i diritti della minoranza russa, ha detto all'Onu  il ministro degli Esteri russo, Serghey Lavrov: "Quelli che hanno preso il potere in Ucraina intendono utilizzare la loro vittoria per attaccare i diritti fondamentali e le libertà dei russi. Bisogna difendersi da questa aggressione", ha aggiunto, parlando in apertura del segmento di alto livello della XXV sessione del Consiglio dei Diritti Umani dell'Onu, cominciata oggi a Ginevra. Per Lavrov, quanti sono al governo a Kiev al posto dell'ex presidente espulso di Viktor Yanukovich, sono "estremisti antidemocratici" che hanno preso il potere in modo illegittimo, i quali minacciano "le vite e gli interessi regionali dei russi e della popolazione di lingua russa"; e per questo la Federazione Russa ritiene di dover "difendere" i "fratelli russi" residenti in Ucraina. Poi, pur senza nominarlo, si scaglia contro l'Occidente: "Coloro che interpretano la situazione come una forma di aggressione, e che minacciano sanzioni e boicottaggi", ha accusato Lavrov, "sono gli stessi che hanno costantemente incoraggiato gli ucraini e rifiutare il dialogo, e che hanno polarizzato in maniera definitiva la società in Ucraina".

La posizione della Cina è condivisa anche dal mondo accademico.  "La situazione è molto complicata" ha detto alla CCTV Cui Hongjian, ricercatore del China Institute of International Studies. "Alla base della crisi c'è una scelta tra Europa e Russia, in questo senso Mosca ha deciso di fare un passo avanti per riaffermare il proprio ruolo nell'area e per sostenere della popolazione locale pro-Russia". Cui auspica tuttavia che "un' azione russa non complichi ulteriormente la situazione. L'area interessata è una zona di fragili equilibri geopolitici, non solo tra Russia e Ucraina ma anche, a un altro livello, tra Russia e USA. È importante trovare un compromesso per mantenere questi fragili equilibri, sia tra Russia e USA, sia tra Yanukovich e i suoi oppositori".

Mentre la Crimea ribolle, una fonte della difesa ha riferito all'Interfax di Kiev che al porto di Feodosia tutto è pronto per la spedizione in Cina di un overcraft commissionato dalla Marina cinese e costruito in Ucraina.




3 marzo 2013

 

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