Pyongyang intralcia il disgelo tra Usa e Cina" /> agiChina - Tillerson usa toni "troppo" moderati con Xi <br />Pyongyang intralcia il disgelo tra Usa e Cina
Advertisement

Politica internazionale

Politica internazionale

Tillerson usa toni "troppo" moderati con Xi
Pyongyang intralcia il disgelo tra Usa e Cina

Tillerson usa toni  troppo  moderati con Xi <br />Pyongyang intralcia il disgelo tra Usa e Cina


di Eugenio Buzzetti

 

Pechino, 19 mar. - Il primo viaggio asiatico del capo della diplomazia Usa, Rex Tillerson si conclude con una nota rassicurante, durante la tappa cinese. A Pechino, Tillerson,  ha scelto di lasciare da parte i toni duri sulla Corea del Nord usati a Tokyo e Seul e ha parlato il linguaggio paludato di Pechino. In pubblico ha citato alcuni mantra di Pechino, come "situazione win-win" o "evitare la conflittualità", dando l'impressione di avere ceduto a una retorica che non apparteneva, finora, agli Stati Uniti. Troppo, per la stampa statunitense, critica sulle conclusioni dei colloqui con i vertici della diplomazia cinese (il ministro degli Esteri, Wang Yi, e il consigliere di Stato, Yang Jiechi) e con il presidente, Xi Jinping. 

 

Pressing di Tillerson su Pechino per rafforzare sanzioni nei confronti di Pyongyang

 

Dietro la facciata di un rapporto roseo tra Washington e Pechino, però, le cose sarebbero andate diversamente. Analisti e diplomatici, scrive il New York Times, assicurano che Tillerson avrebbe messo pressioni a Pechino per rafforzare le sanzioni nei confronti di Pyongyang e non avrebbe escluso un maggiore impegno statunitense sotto il piano della Difesa anti-missilistica nella regione.

 

Tono mellifluo di Tillerson "errore di immagine"

 

Le dichiarazioni pubbliche così simili a quelle normalmente utilizzate dalla Cina, non dovrebbero trarre in inganno, ma il tono mellifluo di Tillerson rimane comunque un errore di immagine, per il Washington Post, che l'amministrazione Obama aveva accuratamente evitato per anni. Ad alzare i toni ci aveva già pensato il giorno prima dell'arrivo di Tillerson a Pechino lo stesso Trump, con l'ultimo tweet sulla Cina. Pechino è stata "di poco aiuto" sulla questione nord-coreana, ha scritto il presidente degli Stati Uniti. Non è la prima volta che Trump critica Pechino via Twitter sulla Corea del Nord: era già successo nei primi giorni dell'anno, quando ancora non si era insediato alla Casa Bianca, generando una reazione ferma ma composta da parte di Pechino.


"La Cina e l'amministrazione Trump sono all'inizio della loro relazione"

 

Anche con Xi, prima di tornare a Washington, sono riemerse le parole care a Pechino: "cooperazione", "comunicazione", "gestione appropriata" dei fattori su cui Pechino e Washington hanno differenti vedute. Parole scelte con cura che puntano a non surriscaldare gli animi in vista del possibile vertice Xi-Trump del mese prossimo in Florida. Il tono "moderato" del segretario di Stato Usa rispetto alle prime due tappe asiatiche non è sfuggito al Global Times, il tabloid cinese più attento sui temi di politica estera e che nei mesi scorsi ha duramente criticato lo stesso Trump per le sue posizioni su Taiwan. "La Cina e l'amministrazione Trump sono all'inizio della loro relazione", si legge in un editoriale pubblicato oggi. "Entrambi trarranno i risultati e si assicureranno che il modo in cui interagiscono sia favorevole alla propria parte", ma la Cina "non può escludere che la positiva attitudine di Tillerson a Pechino presagisca la volontà di alzare la posta in gioco in futuri negoziati".

 

Kim Jong-Un osserva progressi missilistici


Paradossalmente, l'unico che sembra ostentare sicurezza nel futuro, è proprio Kim Jong-Un. Sabato scorso, la Corea del Nord ha annunciato di avere effettuato un test su un motore per un razzo che, per alcuni analisti, potrebbe essere usato per i missili balistici intercontinentali. L'annuncio arriva a soli pochi giorni dall'ultimo test missilistico, del 6 marzo scorso, che aveva fatto scattare la condanna della comunità internazionale. Un gesto di spavalderia, quello di Kim, che si accompagna alle dichiarazioni rilasciate giovedì scorso dai diplomatici nord-coreani a Pechino.

 

Ambasciata nord-coreana a Pechino, rischio di una vera guerra con Usa

 

In una rarissima conferenza stampa, il portavoce dell'ambasciata della Corea del Nord nella capitale cinese, Pak Myong-Ho, ha lanciato tre messaggi indiretti al segretario di Stato Usa, da poco arrivato a Tokyo, per il primo giro di colloqui:

- Gli Stati Uniti devono abbandonare la linea aggressiva nei confronti di Pyongyang. "Gli esercizi militari possono sfociare in una guerra vera. Gli Stati Uniti continuano a provocare la Repubblica Democratica Popolare di Corea e ci stanno spingendo ai limiti".
- L'omicidio del fratellastro di Kim Jong-Un, senza alcun riferimento al fatto come tale ma definendo l'episodio solo come "incidente", avvenuto in Malesia un mese fa è una "farsa politica" orchestrata da Stati Uniti e Corea del Sud.
- No al Thaad (Terminal high-altitude area defense system) ovvero lo scudo anti-missile che la Corea del Sud sta installando sul proprio territorio con l'aiuto di Washington, perché "minaccia l'equilibrio strategico in Asia", parole molto simili a quelle di Pechino, prima oppositrice del sistema di Difesa di Seul.


Cina, stop a importazioni di carbone da Corea del Nord

 

Per ora, la Cina ha annunciato, il mese scorso, lo stop alle importazioni di carbone dalla Corea del Nord fino a fine 2017, un duro colpo alla fragile economia nord-coreana, tanto che pochi giorni dopo l'annuncio, da Pyongyang era arrivato a Pechino il vice ministro degli Esteri nord-coreano, Ri Kil-Song. La mossa ha colto di sorpresa i vertici del regime di Kim, ma non è servita a calmarne le intenzioni. Solo pochi giorni dopo, Pyongyang aveva lanciato quattro missili, tre dei quali finiti nel Mare del Giappone. Oggi, Washington chiede a Pechino di fare di più sulla Corea del Nord, e per raggiungere l'obiettivo è disposta a parlare il suo stesso linguaggio.

 

Pyongyang intralcia il disgelo tra Usa e Cina

di Redazione Agi

 

La Corea del Nord rilancia la sfida agli Stati Uniti e alla Cina, l'ex alleato sempre più nervoso per il comportamento di Pyongyang. Proprio mentre il segretario di Stato Usa, Rex Tillerson, riannodava il dialogo con Pechino in vista del primo vertice bilaterale dell'era Trump, Pyongyang ha annunciato il test sotterraneo di un nuovo motore a forte spinta per razzo, che può essere montato anche sui missili. "Il mondo si accorgerà presto della straordinaria importanza della vittoria che abbiamo conquistato oggi", ha avvertito il presidente Kim Jong-Un dopo il test nella camera di combustione nella base satellitare Sohae. 

 

Kim Jong-Un torna ad accusare Washington

 

Il nuovo razzo, ha assicurato Kim, segna "un nuovo inizio" che permetterà alla Corea del Nord di rafforzare le sue capacità nei lanci satellitari. L'uso militare non è stato menzionato, ma è chiara l'allusione a quel missile intercontinentale che lo stesso leader ha preannunciato nel suo bellicoso discorso di Capodanno.  Il regime nordcoreano ha poi accusato Washington di portare avanti una "politica di aggressione" nei confronti della Corea del Nord, in modo "disonesto" e "senza nessun rispetto per la sovranità, nè per la parità fra Stati". "Gli Stati Uniti lavorano per giustificare le loro azioni di aggressione come misure per preservare la pace", ha aggiunto il quotidiano ufficiale Rodong Sing rilanciato dall'agenzia di stato Kcna. Chiaro il riferimento alle parole di Tillerson che aveva avvertito che, di fronte all'escalation del regime nordcoreano sugli armamenti, "la pazienza strategica è finita" e "l'opzione militare è sul tavolo".  

 

Tillerson vede Xi: "Rafforziamo i legami con il dialogo"

 

Poche ore dopo a Pechino è andato in scena l'incontro fra il capo della diplomazia Usa e il presidente cinese, Xi Jinping. "Lavoriamo per un avvicinamento tra Cina e Usa", ha assicurato Tillerson, "sappiamo che attraverso il dialogo potremo arrivare a una migliore comprensione, che porterà ad un rafforzamento dei legami tra Cina e Usa che segnerà il tono delle nostre relazioni future". Pure Xi ha espresso l'auspicio che le relazioni tra i due Paesi "possano avanzare nella giusta direzione". Sulla Corea del nord, di cui è stata a lungo l'unica alleata regionale, Pechino invita gli Usa a "mantenere la freddezza" e privilegia un approccio cauto, opponendosi anche allo schieramento di un sistema antimissile Usa in Corea del Sud. Se ne dovrebbe parlare nel primo vertice tra Xi e Donald Trump, non ancora ufficializzato ma previsto in Florida per il 6 e il 7 aprile. A complicare i preparativi nei giorni scorsi c'è stato il tweet del presidente americano che accusava i cinesi di "non fare abbastanza" per fermare Pyongyang.

 

Per approfondire:

 

NordCorea: Trump "ci prende in giro e Cina fa poco per aiutare"

 

Nordcorea: Tillerson, "sul tavolo anche l'opzione militare" 

 

Xi verso incontro con Trump in Florida, il 6 e 7 aprile



@Riproduzione riservata