Politica internazionale

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TAIWAN: DIMISSIONI DI MASSA, CROLLA IL KUOMINTANG

TAIWAN: DIMISSIONI DI MASSA, CROLLA IL KUOMINTANG


di Eugenio Buzzetti

Twitter@Eastofnowest


Pechino, 1 dic. - Dimissioni di massa, oggi, per i ministri del governo di Taiwan presieduto, fino a sabato scorso, dal primo ministro Jiang Yi-huah. Le dimissioni arrivano a due giorni dalla disfatta elettorale del partito di governo, il Kuomintang, che ha perso in tutti i maggiori centri dell'isola, nella più grande tornata di elezioni amministrative che si sia mai tenuta sull'isola. In un discorso ai ministri dimissionari del suo governo, Jiang ha chiesto di continuare comunque ad assicurare le ordinaria amministrazione degli affari pubblici di Taiwan, in attesa della formazione di un nuovo esecutivo.

Il presidente di Taiwan, Ma Ying-jeou, non ha ancora nominato un nuovo sostituto a Jiang. Le voci degli ultimi giorni, diffuse anche dai media ufficiali dell'isola, danno il presidente in affanno per cercare una riforma del partito e non escludono la possibilità di sue dimissioni dalla leadership del Kuomintang. Le elezioni di sabato scorso hanno nominato 11.130 nuovi amministratori a tutti i livelli dell'amministrazione dell'isola, in una consultazione elettorale che ha coinvolto circa 18 milioni di persone. Il Partito Democratico Progressista di Taiwan, su posizioni indipendentiste, ha vinto in tutti i centri principali del Paese. Nella capitale, Taipei, ha vinto un candidato indipendente, Ko Wen-je, sostenuto dal DPP, che ha battuto il candidato del Kuomintang, Sean Lien, consegnando la città a un'amministrazione diversa dal Kuomintang per la prima volta dal 1998.

01 dicembre 2014

 

TAIWAN: ELEZIONI AMMINISTRATIVE VINCE IL DPP, SI DIMETTE IL PRIMO MINISTRO

 

di Eugenio Buzzetti

Twitter@Eastofnowest

 

Pechino, 30 nov. - Il Partito Democratico Progressista (DPP) di Taiwan vince le elezioni amministrative nell'isola e si aggiudica per la prima volta in sedici anni, la guida della capitale, Taipei. La vittoria, che per ora appare di larga misura - gli scrutini non sono ancora terminati - ha provocato le dimissioni del primo ministro dell'isola, Jiang Yi-huah, del Kuomintang, il partito nazionalista su posizioni di riconciliazione con la Cina, che ha dichiarato di "assumersi la responsabilità" della sconfitta dei candidati del suo partito, scrive l'agenzia ufficiale di Taiwan, Central News Agency.

Quelle di oggi sono state le più grandi elezioni amministrative che si siano mai tenute a Taiwan, con 11.130 posti disponibili a tutti i livelli dell'amministrazione locale, oltre ventimila candidati, e diciotto milioni di elettori. Il posto più ambito era quello di sindaco di Taipei, la capitale, dove ha vinto il candidato indipendente sostenuto dal DPP, Ko Wen-je, che ha battuto il rivale del Kuomintang, Sean Lien, per 750mila preferenze contro 550mila, secondo un sondaggio delle 19.15 di oggi, le 12.15 in Italia. Lien ha ammesso la sconfitta.

Nel discorso da sindaco in pectore, Ko - chirurgo di professione e docente universitario - ha ringraziato gli elettori e ha citato il movimento dei Girasoli, il movimento studentesco di protesta che aveva occupato il palazzo del parlamento per tre settimane, tra marzo e aprile scorso contro l'approvazione del patto commerciale con la Cina, che avrebbe danneggiato le piccole e medie imprese di Taiwan, secondo gli organizzatori delle proteste. Il neo-sindaco ha promesso di abbattere gli squilibri tra i residenti con diversi retroterra culturali e di "costruire una città di amore, speranza e fiducia", scrive il quotidiano della capitale, Taipei Times.

Ko, che non aveva mai ricoperto ruoli politici fino all'inizio di quest'anno, diventa il primo sindaco di Taiwan dal 1998, quando l'allora sindaco del DPP - e in seguito presidente di Taiwan - Chen Shui-bian non era stato rieletto. La poltrona di sindaco di Taipei viene generalmente considerata un trampolino di lancio per la presidenza dell'isola. La tornata elettorale rappresentava anche un primo test di gradimento per il Kuomintang, dopo lo storico riavvicinamento, avvenuto nel febbraio scorso con la Cina Popolare quando i rispettivi delegati ai rapporti con la controparte di Cina e Taiwan si erano incontrati a Nanchino per la prima volta dal 1949, data della fondazione della Repubblica Popolare Cinese con capitale Pechino.

Il DPP ha vinto anche in altri centri importanti, con risultati particolarmente lusinghieri nel centro dell'isola, secondo quanto scrive l'agenzia di stampa ufficiale di Taiwan, Central News Agency. Tra le città conquistate dal DPP ci sono i centri di Tainan, Kaohsiung, Taoyuan e Taichung. In quest'ultima località, il candidato del DPP ha battuto il sindaco uscente del Kuomintang, Jason Hu, che aveva guidato la città per tredici anni. A Tainan, è stato invece rieletto il sindaco uscente del DPP, Lai Ching-te.

Pechino non ha ufficialmente commentato la campagna elettorale di Taiwan, anche se nei giorni scorsi, il delegato ai rapporti con l'isola, Zhang Zhijun, ha dovuto smentire di avere fatto commenti nei confronti del candidato del DPP alla guida di Taipei, Ko Wen-je, sottolineando che Pechino intende concentrassi sul mantenimento dei buoni rapporti con Taipei. Il Taipei Times, aveva, però, pubblicato un articolo nei giorni scorsi, riguardante una manifestazione a sostegno dei candidati del Kuomintang, Sean Lien e Jason Hu, al World Expo Exhibition and Convention Center di Shanghai. La foto diffusa dalla stampa locale mostrava un cartello elettorale con il volto dei due candidati davanti all'ingresso del padiglione, in un endorsement, scriveva il quotidiano di Taiwan in lingua inglese, che non aveva precedenti fino a quel momento.

 

30 novembre 2014

 

 

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