Politica internazionale

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SNOWDEN A HONG KONG E LA CYBERGUERRA USA-CINA 

SNOWDEN A HONG KONG E LA CYBERGUERRA USA-CINA 


di Eugenio Buzzetti e Antonia Cimini



Pechino, 11 giu. - E' ancora a Hong Kong, Edward Snowden, la talpa del Data-gate, ma ha lasciato l'albergo Mira dove si era rifugiato dal 20 maggio scorso. Ha ricevuto i complimenti di Julian Assange, che dall'ambasciata ecuadoriana a Londra, dove vive da un anno, lo ha definito un eroe e lo ha paragonato a Bradley Manning, il militare sotto processo in questi giorni per avere aiutato proprio il fondatore di Wikileaks nella pubblicazione dei cablogrammi interni delle ambasciate di tutto il mondo. La fidanzata, la ballerina Lindsey Mills, ha dichiarato nell'ultimo post comparso sul suo blog di sentirsi "in mezzo al mare senza bussola" senza il suo Edward, mentre la Casa Bianca mantiene il massimo riserbo sulla questione trincerandosi dietro l'indagine in corso nei confronti dell'ex contractor che ha rilevato l'esistenza del piano Prism di controllo delle comunicazioni telefoniche e via internet messo in atto dalla National Security Agency americana.

 

Una cosa sembra certa, al momento. Lo scoppio del caso e l'intervista di Snowden al Guardian, in cui il ventinovenne si è presentato al mondo come la talpa del "data-gate" hanno prodotto un vincitore almeno parziale, la Cina. AgiChina 24 ha sentito il giornalista e blogger Michael Anti, che si batte per la libertà di stampa in Cina, e Joseph Cheng Yu-shek, professore di Scienze politiche alla City University di Hong Kong, che a distanza di molti chilometri concordano sul fatto che gli Stati Uniti dovranno abbassare le pretese nei confronti del Dragone in materia di spionaggio informatico. Il cortocircuito generato da Snowden si è verificato con un tempismo perfetto, proprio mentre i due presidenti Obama e Xi Jinping erano impegnati in un summit informale in California e Obama lamentava con la sua controparte gli attacchi degli hacker di Pechino alle reti e ai sistemi di sicurezza informatica statunitensi.

 

"Xi e Obama hanno appena affrontato la questione della pirateria via internet -spiega Anti- queste dichiarazioni indeboliscono la posizione degli Usa; li rende meno convincenti agli occhi del pubblico. Credo che andrà tutto a beneficio del governo cinese". Di parere leggermente diverso il professore di Hong Kong che sostiene come il governo di Pechino preferirà mantenere un basso profilo su tutta la faccenda. "La Cina non può fare nulla a riguardo -sostiene Cheng Yu-shek- e vede la vicenda come un problema interno degli Stati Uniti, ma la pressione sulla Cina in materia di sicurezza informatica potrebbe alleviarsi dopo questa vicenda. Le autorità cinesi non si porranno in una posizione di aperta critica: sanno di dovere promuovere relazioni migliori".

 

A colpire i cittadini interpellati da AgiChina 24 è soprattutto l'aspetto della privacy. "Non mi sento sicura e a mio agio -spiega Sha, che lavora come fashion designer nella capitale cinese- sapendo che qualcuno mi sta spiando su internet. Che io sia un criminale o che esprima solo i miei pensieri, credo che ogni Paese debba lasciare spazio alla vita privata dei propri cittadini. E' come indossare vestiti -continua la donna- non posso uscire per strada senza vestiti: tutti mi vedrebbero e mi sentirei in imbarazzo. Ma alla fine non posso farci niente: se vogliono spiare che spiino". C'è chi, come Zhou, è più preoccupato, invece, per le ripercussioni finanziarie dello spionaggio informatico, come le frodi ai danni dei consumatori. "Quando uso certi servizi, come lo shopping on line, prendo delle precauzioni per proteggere i miei dati. Uso per esempio dei software che aumentano la sicurezza, ma sono sicuro che molti siti vendono a terzi le informazioni dei clienti: è inevitabile".

 

Il caso Snowden ha fatto anche il giro di Weibo, il più popolare social network del Dragone. Anche se già oggi non era più in cima alla lista dei trend topics, molti utenti del Twitter cinese hanno continuato a esprimersi sul caso di spionaggio informatico e sulla sorte dell'uomo che lo ha rivelato al mondo. "Snowden è un eroe -scrive uno di loro- ha sfidato l'intelligence più potente del mondo per rivelare come il governo americano usa i software più avanzati per spiare la vita privata dei cittadini". C'è chi, invece, è in disaccordo sulla scelta di Hong Kong come luogo rifugio da parte di Snowden: "ora la sua sicurezza dipende da Pechino" scrive un altro utente in riferimento al fatto che il governo di Pechino che ha l'ultima parola sull'ex colonia britannica per le questioni che riguardano la Difesa e gli Affari Esteri. E qualcun altro è ancora più diretto: "Giovane, -scrive un terzo internauta- abbiamo un sistema di sorveglianza molto più potente in Cina. Venire qui è un suicidio".

 

La scelta di Hong Kong, aveva spiegato lo stesso Snowden, non era stata casuale, ma fatta in virtù delle libertà di espressione che vige nella regione amministrativa speciale. Ci sarebbero però anche altri fattori che hanno inciso sulla decisione. Li elenca ancora Joseph Cheng Yu-shek: "Hong Kong è molto attraente per la grande concentrazione di media internazionali che gli ha permesso di mandare il suo messaggio con più facilità. A Hong Kong lo stato di diritto è rispettato, così come la libertà di informazione, e -conclude con una punta di ironia- da Hong Kong te ne puoi andare legalmente o illegalmente in maniera piuttosto semplice". E non sarebbe neppure così facile per gli Stati Uniti riprendere il fuggiasco, sulle cui tracce ci sono gli uomini dell'unità Q della NSA (Associate Directorate for Security and Counterintelligence) che hanno il compito impedire le fughe di notizie o di catturare il colpevole e portarlo davanti ai giudici. Per prima cosa Washington dovrebbe fare richiesta formale di estradizione, alla quale Snowden potrebbe rispondere chiedendo asilo politico a Hong Kong, richiesta sulla quale si dovrebbe in seguito pronunciare la magistratura, ma, ricorda ancora Cheng Yu-shek, "siamo a livello di speculazioni, al momento". Di certo, per ora, c'è che Edward Snowden è un uomo in fuga.




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