Politica internazionale

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Siria: Russia e Cina, no a Onu
per deferimento all'Aja

Siria: Russia e Cina, no a Onu <br />
per deferimento all Aja


di Sonia Montrella
Twitter@SoniaMontrella


Roma, 23 mag. – Al Palazzo di Vetro Mosca e Pechino confermano per la quarta volta la loro contrarietà a qualsiasi iniziativa ostile al regime siriano. I due Paesi hanno posto il veto ieri al Consiglio di Sicurezza dell'Onu – di cui fanno parte come membri permanenti - che stava esaminando una risoluzione che prevedeva il deferimento alla Corte Penale Internazionale per i crimini contro l'umanità e le atrocità commesse nei tre anni di guerra civile in cui hanno perso la vita, secondo le stime, oltre 160mila persone. La bozze proposta dalla Francia aveva ricevuto 13 voti a favore, ne bastano 9 per passare, ma in assenza di alcun voto contrario da parte di uno cinque membri permanenti.

 

La Siria non ha ratificato il Trattato di Roma che ha istituito la corte dell'Aja, e pertanto è deferibile se la Cina e la Russia dovessero far cadere i veti. Solo a quel punto, dunque, il Consiglio di Sicurezza potrebbe dare l'ok a L'Aja per intervenire.

 

Di fronte alla risoluzione questa volta Wang Min, vice rappresentante permanente cinese all'Onu, ha detto di aver avuto "qualche difficoltà ". "Quello di cui la Siria ha davvero bisogno ora è un immediato cessate il fuoco e lo stop alle violenze affinché possano riprendere le negoziazioni di Ginevra per accelerare il processo politico e dare inizio alla transizione del governo". "Crediamo che in momento in cui si manifestano divergenze ampie sulla risoluzione, il Consiglio di Sicurezza dovrebbe conservare le consultazioni invece di fare pressioni per il voto a favore" ha continuato.

 

Nella stessa giornata di giovedì sulla questione si è espresso anche il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Hong Lei, che ha ribadito come un intervento in Siria "complicherebbe la situazione e la renderebbe di più difficile soluzione. Ciò si ripercuoterebbe sui siriani e sui Paesi della regione". Hong ha poi aggiunto che la Cina è sempre scettica quando il Consiglio di Sicurezza Onu riferisce di un Paese alla corte dell'Aja.

 

La posizione di Pechino è quella tradizionale che aderisce al principio di non-ingerenza caposaldo della sua politica estera. Il Drago si oppone alle decisioni su questioni interne di altri Paesi, in pratica si tiene al di fuori dei problemi altrui e – soprattutto - mal tollera di conseguenza interventi su quelle che considera "questioni sensibili", prime fra tutte Taiwan e Tibet.

 

23 maggio 2014

 


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