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Politica internazionale

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RENZI IN CINA: "ITALIA CORRA DI PIU',
CON PECHINO DA PAROLE A FATTI"

RENZI IN CINA:  ITALIA CORRA DI PIU , <br />CON PECHINO DA PAROLE A FATTI


di Eugenio Buzzetti
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Pechino, 11 giu.- "La Cina corre veloce, l'Italia un po' meno: dobbiamo correre di piu'": lo ha dichiarato il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, nella conferenza stampa congiunta con il premier Li Keqiang, alla fine della prima riunione del business Forum Itala Cina che si e' tenuta oggi nella Grande Sala del Popolo, sede del Parlamento cinese. "Siamo qui per verificare lo stato dell'arte del partenatriato strategico sino-italiano e vogliamo passare dalle parole ai fatti", ha spiegato Renzi.

 

Renzi ha auspicato che nel futuro dei rapporti tra Italia e Cina si possa combinare la velocita' del cavallo (il 2014 e' l'anno del cavallo nella cosmogonia cinese, ndr) alla saggezza della tartaruga. "Faremo di tutto per incoraggiare sempre di piu' gli imprenditori italiani e contemporaneamente chiediamo che siano sempre piu' forti gli investimenti della Cina in Italia", ha dichiarato ancora Renzi, citando tra questi il recente accordo tra Shanghai Electric e Ansaldo Energia.

Cina: Renzi, "possiamo e dobbiamo correre"

 

"Possiamo e dobbiamo correre" per favorire l'internazionalizzazione del sistema Paese e gli investimenti in Italia: cosi' il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, intervenendo all'inaugurazione del Business Forum Italia-Cina a Pechino. Il premier ha invitato gli imprenditori cinesi a investire di piu' in Italia ricordando anche le imminenti scadenze internazionali del semestre di presidenza italiana dell'Ue e dell'Expo 2015. Poi Renzi ha lanciato un messaggio di ottimismo per il Paese, osservando che "scrivere il futuro e' ancora piu' bello che scrivere il passato".


 Xi Jinping si congratula con Renzi per riforme in Italia

 

Il presidente cinese, Xi Jinping, si è congratulato con il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, per le riforme avviate in Italia e che hanno avuto risonanza internazionale. Lo hanno riferito fonti della delegazione italiana al seguito di Renzi, a margine del colloquio svoltosi a Pechino nel corso della visita del premier italiano in Cina. Renzi ha dichiarato che l'Italia ha molto da imparare dalla capacita' di "programmazione e realizzazione" della Cina. Il premier italiano ha poi rievocato con il presidente cinese il suo primo viaggio a Xingbo, ai tempi in cui era sindaco di Firenze.


Xi a Renzi "auguri per azzurri, Italia mia meta preferita"

 

Nel corso del colloquio con il premier Matteo Renzi a Pechino, il presidente cinese, Xi Jinping, ha fatto gli auguri agli azzurri in vista dei mondiali in Brasile e ha affermato che l'Italia e' la sua meta turistica preferita. "Se dovessi scegliere un Paese da turista, sarebbe l'Italia", ha dichiarato Xi secondo quanto riferito da fonti della delegazione italiana. Il presidente cinese ha ricordato di aver visitato Roma, Firenze, Napoli, Pisa, Sorrento e la Sicilia.

 

Renzi, braccia aperte se coraggiosi

come Marco Polo e Matteo Ricci

 

Se gli italiani si presentassero in Cina "come Marco Polo e Matteo Ricci, coraggiosi e curiosi", verrebbero accolti "con simpatia e a braccia aperte": cosi', rievocando un passato glorioso degli italiani nell'antico Impero Celeste, il premier Matteo Renzi ha salutato il presidente della Repubblica Popolare cinese, Xi Jinping, nella Grande Sala del Popolo di Pechino, sede del Parlamento cinese. 

 

Poco prima il premier aveva compiuto una breve visita privata alla Citta' Proibita, l'antica sede imperiale cinese, che sorge a due passi dal Parlamento, sul lato nord di piazza Tienanmen. "Ho ancora negli occhi le immagini della bellezza straordinaria della Citta' Proibita", ha riferito Renzi. "Quest'anno festeggiamo i dieci anni del parternariato Italia-Cina, guardando al futuro e costruendo -bha insistitob- occasioni di futuro". Il presidente cinese Xi Jinping, di rimando, ha inviato i suoi saluti al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e ha sottolineato l'amicizia tra Cina e Italia: "I nostri due Paesi sono tradizionalmente amici e da quando lei e' diventato premier ha inserito tra le priorita' diplomatiche i rapporti con il nostro Paese".


RENZI IN CINA, EXPO:

NO A PROFESSONISTI DEL PESSIMISMO



Pechino, 11 giu. - Coraggio e curiosità. E' questo il messaggio del presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi, alla comunità italiana presente ieri allo Shanghai Italian Center dell'Expo di Shanghai del 2010. Shanghai è la seconda tappa della missione asiatica del premier, che è già stato a Hanoi e oggi è a Pechino, prima di ripartire per Astana, capitale del Kazakistan. Nella capitale cinese il premier incontrerà le massime autorità cinesi nella grande Sala del Popolo, sede del Parlamento.

"Ce la dobbiamo fare: l'Expo è un appuntamento fondamentale e prioritario e manterremo fede a tutti gli impegni". Gli ha fatto eco il ministro per lo sviluppo economico, Federica Guidi, al seguito della visita ufficiale del presidente del Consiglio. Guidi si è soffermata sull'importanza dell'internazionalizzazione delle imprese, tema toccato anche martedì a Shanghai dal presidente del Consiglio. "Internazionalizzazione è un termine assolutamente positivo, che vuol dire fare crescere le aziende e garantire per queste aziende anche un futuro chiaramente nel nostro Paese". Il governo, secondo il ministro, deve intavolare rapporti di partenariato non solo industriale, ma anche tecnologico. Guidi si è inoltre detta "fiduciosa" delle riforme strutturali del governo e ha sottolineato che saranno "uno shock al nostro sistema industriale e produttivo, fatto di piccole e medie imprese". "Oggi - ha concluso il ministro, riferendosi alla Cina - abbiamo un patrimonio di tecnologie che mercati come questo stanno chiedendo e che chiederanno sempre di più, e a cui le imprese italiane possono offrire un valore aggiunto straordinario".

A Shanghai, ricordando la sua prima visita al padiglione italiano nei giorni dell'Expo di quattro anni fa, Matteo Renzi ha notato l'assenza di una scultura che ritrae Pinocchio. Il popolare burattino creato dalla penna di Carlo Collodi è, per il presidente del Consiglio, "una metafora straordinaria", che "ci racconta che se ciascuno di noi prova a mettersi in gioco e a cambiare, anche il mondo fuori cambia. Ecco perché Pinocchio credo ce l'abbia dentro ciascuno di voi che è qui oggi". Salutato dalle massime autorità italiane in Cina, tra cui l'ambasciatore italiano Alberto Bradanini, Renzi si è rivolto alla comunità imprenditoriale dell'area di Shanghai e nell'area della città di Suzhou, che è il centro fuori dall'Italia con la maggiore concentrazione di imprese italiane, circa duecento. Renzi ha parlato della presenza delle aziende italiane fuori dai confini nazionali. "Si è dato della delocalizzazione un messaggio esclusivamente negativo", spiega il presidente del Consiglio, che definisce "comprensibili" le critiche agli "eccessi della delocalizzione". Come effetto, però, queste critiche, hanno avuto quello che "si e' sostanzialmente scoraggiata l'apertura al mondo del nostro Paese e la volontà di navigare in mare aperto".

Il messaggio di Renzi alla business community italiana di Shanghai è chiaro. "Noi non siamo qui per riportare a casa le aziende - spiega ancora il capo del governo italiano - siamo qui per dire che occorre più Italia all'estero". Renzi si è poi soffermato sul disavanzo nella bilancia commerciale italiana con la Cina di tredici miliardi di dollari, un divario che definisce "impensabile", e dell'occasione che rappresenta l'Expo di Milano del 2015 e "la volontà di costruire un progetto Italia, una volontà che porterà l nostro Paese a essere sempre più competitivo". Secondo le ultime stime l'Italia è il 15esimo partner commerciale della Cina e il quarto in Europa, ed eccelle soprattutto in alcuni settori di punta, citati dallo stesso premier, come l'agro-alimentare e quello delle tecnologie per l'ambiente. Renzi ha poi fatto cenno all'importanza delle riforme in Italia per "scrivere una pagina nuova" in alcuni settori del rapporto tra lo Stato e i cittadini, come quelli del fisco e della burocrazia. Renzi ha infine citato l'esempio dei due grandi esploratori: Marco Polo e di Matteo Ricci. "Se c'è una caratteristica che li accomuna non può che essere il coraggio e la curiosità" che li ha mossi. "Dobbiamo scrivere una pagina nuova" spiega Renzi, per spiegare che "tutto quello che vedete" all'interno del padiglione italiano di Expo 2010 "e' collegato alla volontà di innovare" tipica dei grandi capolavori. Il premier ha poi ringraziato i rappresentanti cinesi del China Corporate United Pavillion, il terzo padiglione presente all'Expo di Milano, dopo quello governativo e quello gestito dal gruppo immobiliare Vanke, e non ha mancato di rimproverare un eccesso di pessimismo nel nostro Paese. "Il loro investimento è significativo - spiega Renzi riguardo agli investimenti cinesi a Expo Milano 2015 - perché sanno bene cosa significa potere ospitare un expo, e lo sanno molto meglio di molti nostri professionisti del pessimismo". L'Expo di Milano, ha concluso Renzi "non e' solo un'opportunità per alcuni, ma è una gigantesca opportunità per tutti".


11 giugno 2014

 

 

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