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Pyongyang tronca con Seoul,
Pechino invita alla "calma"

Pyongyang tronca con Seoul,<br />Pechino invita alla  calma <br />


di Alessandra Spalletta e Sonia Montrella


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Pechino, 8 mar. - Alta tensione nella penisola coreana all'indomani dell'approvazione di nuove sanzioni Onu contro il regime di Pyongyang. La Corea del Nord ha annunciato oggi di rendere nullo il patto di non aggressione con la Corea del Sud e di troncare la linea diretta con Seoul, dopo la decisione di ieri del Consiglio di Sicurezza dell'Onu di applicare nuove e più pensanti sanzioni contro il Paese che il 12 febbraio scorso aveva condotto il terzo test nucleare, condannato dalla comunità internazionale.

 

La Corea del Nord, si legge in un comunicato rilanciato oggi dall'agenzia di stampa nord-coreana KCNA, "invalida tutti gli accordi di non aggressione tra il nord e il sud e informa il sud che taglierà immediatamente la linea diretta Nord-Sud". Il Trattato di non aggressione firmato nel 1991 impegna alla risoluzione pacifica delle controversie tra le due Coree e alla prevenzione di incidenti militari tra i due Paesi.

 

Si tratta della terza sospensione della linea diretta tra i due Paesi, secondo quanto riportato dal Ministero sudcoreano per l'Unificazione del Paese. Nella giornata di ieri, la Corea del Nord aveva minacciato un attacco preventivo contro gli Stati Uniti che "si apprestano a dare inizio a una guerra nucleare contro le forze rivoluzionarie", secondo quanto dichiarato dal portavoce del Ministero degli Esteri di Pyongyang.

 

La Cina, uno degli ultimi alleati rimasti al regime comunista nonostante il via libera alle nuove sanzioni, ha invitato la Corea del nord alla calma. "La Cina chiede a tutte le parti coinvolte di esercitare la calma e la moderazione evitando azioni che potrebbero creare un'ulteriore escalation di tensioni", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri, Hua Chunying, sottolineando la "preoccupazione" di Pechino per questa situazione. La stessa Cina che ha però chiesto tramite il suo ambasciatore presso l'Onu, Li Baodong, "piena attuazione" della risoluzione, e ribadito l'importanza di riportare Pyongyang al tavolo delle trattative.

 

Le nuove sanzioni dell'ONU nei confronti del regime di Pyongyang approvate ieri "colpiranno duramente la Corea del Nord" ha dichiarato Susan Rice, ambasciatore statunitense presso le Nazioni Unite, e "aumenteranno l'isolamento della Corea del Nord". 

 

 

PYONGYANG MINACCIA USA,

ONU VARA SANZIONI PIU' DURE

 

Roma, 07 mar. - Giro di vite dell'Onu contro la Corea del Nord che oggi ha minacciato di sferrare un attacco nucleare "preventivo" contro gli Stati Uniti e qualsiasi altra potenza ostile. Il monito e' stato lanciato dal portavoce del ministero degli Esteri poche ore prima del voto al Consiglio di sicurezza dell'Onu su nuove sanzioni a Pyongyang, conseguenza del suo terzo test nucleare effettuato a febbraio.

 

Il portavoce ha dichiarato che una nuova guerra tra le due Coree è "inevitabile". "Ora che gli Stati Uniti si apprestano a dare inizio a una guerra nucleare contro le forze rivoluzionarie", ha aggiunto in una nota rilanciata dall'agenzia di stampa Kcna, "eserciteremo il diritto ad attacchi preventivi contro le roccaforti nemiche". Le nuove dichiarazioni arrivano anche a pochi giorni dalle annuali manovre militari congiunte tra Corea del sud e Stati Uniti che avranno inizio lunedi', operazione che da sempre Pyongyang ha bollato come una "provocazione militare". Non e' infatti la prima volta che Pyongyang minaccia gli Stati Uniti, in una retorica che in Occidente viene considerata come avente finalita' interne.

 

A fronte della nuova alzata di scudi il Consiglio di sicurezza dell'Onu ha quindi approvato all'unanimita' una nuova tornata di sanzioni.



La risoluzione, messa a punto dagli Stati Uniti dopo tre settimane di intensi negoziati al Palazzo di Vetro con la Cina, unico alleato rimasto alla Corea del Nord nella regione, aggiunge tre individui e due entita' alla lista nera delle Nazioni Unite e impone un giro di vite sulle attivita' bancarie e ai trasferimenti di denaro legati al programma nucleare di Pyongyang. "Un messaggio inequivocabile a Pyongyang che la comunita' internazionale non tollerera' i suoi tentativi di dotarsi di armi nucleari" ha commentato il segretario generale dell'Onu, Ban ki-moon, ex ministro degli Esteri sudcoreano.

 

Sanzioni, ha aggiunto l'ambasciatore statunitense all'Onu Susan Rice, "colpiranno duramente" il Paese asiatico. "Prese tutte insieme - ha detto la Rice - queste sanzioni aumenteranno l'isolamento della Nordcorea e renderanno piu' difficile ai leader del Paese sfidare la comunita' internazionale". E in serata la Casa Bianca ha avvertito la Corea del Nord che con le sue "provocazioni" non otterra' nulla anche perche' gli Stati Uniti sono del tutto in grado di neutralizzare ogni missile lanciato da Pyongyang.

 

Al giro di vite delle Nazioni Unite in maniera fondamentale ha contribuito Pechino che questa volta, attraverso l'ambasciatore cinese, Li Baodong, ha chiesto senza mezzi termini la "piena attuazione" delle misure di restrizione finanziaria a Pyongyang che impediranno i tentativi del Paese di inviare e ricevere merci bandite.

 

Le misure punitive colpiscono nuovamente e in maniera piu' decisiva i beni di lusso (gia' vietati dal 2006), aggiungendo alla lista yacht, macchine da corsa, automobili di lusso e alcuni settori di gioielleria. Tra le sanzioni finanziarie anche quelle sulle operazioni e sul movimento di fondi nordcoreani in giro per il mondo. A queste si aggiungono nuove restrizioni sui viaggi e il congelamento degli asset finanziari delle nuove aziende. Pyongyang era stata colpita da sanzioni Onu gia' nel 2006 e nel 2009 in seguito a suoi test nucleari.

 

 

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