Politica internazionale

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PIU' AFFARI CHE POLITICA NEL VIAGGIO DI XI IN USA

PIU  AFFARI CHE POLITICA NEL VIAGGIO DI XI IN USA


di Eugenio Buzzetti

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Pechino, 21 set. - Il presidente cinese, Xi Jinping, sarà da domani negli Stati Uniti per il primo viaggio negli Usa in cui verrà ricevuto alla Casa Bianca dal presidente Barack Obama. Xi rimarrà negli Stati Uniti fino al 28 settembre prossimo per partecipare alle celebrazioni per i settanta anni dalla nascita delle Nazioni Unite e terrà un discorso al Palazzo di Vetro, a New York. Le settimane che hanno preceduto l'incontro sono state scandite da indiscrezioni sulla crescente insofferenza degli Stati Uniti nei confronti degli attacchi degli hacker cinesi ma anche da momenti di maggiore serenità, come la prima consegna a Pechino di un fuggitivo cinese per reati economici, venerdì scorso. Pechino, invece, ha vissuto contemporaneamente il crollo delle Borse e l'esibizionismo della parata del 3 settembre scorso, in cui ha mostrato al mondo le nuove armi del suo arsenale.
 
Il viaggio di Xi Jinping avrà due scopi principali, secondo Willy Wo-Lap Lam, politologo e autore del saggio "Chinese Politics in the era of Xi Jinping", in cui analizza la figura del presidente cinese. "La missione di Xi Jinping è quella di stabilire una status di uguaglianza tra Cina e Stati Uniti, ovvero quello che viene descritto come un nuovo modello di relazione tra Paesi maggiori. Questo è importante per Xi Jinping - continua l'analista - l'economia cinese non va bene e Xi ha bisogno di risultati in politica estera per distrarre l'attenzione dei cinesi che hanno investito sul mercato azionario o che non sono contenti della situazione interna. Il summit alla Casa Bianca e la cena ufficiale lo pongono allo stesso livello dell'uomo più potente del mondo".
 
Il calo di popolarità non dipende però soltanto dalla volatilità dei mercati azionari. Risale a molto prima, secondo Edward Luttwak, saggista ed esperto di strategia. Con la lotta alla corruzione, Xi si è fatto molti nemici e oggi "la sua posizione non è consolidata - spiega - Xi Jinping è potente, ma non è consolidato. C'è opposizione contro di lui nel Politburo e viene visto come ua persona che può essere rovesciata da un giorno a all'altro. Sta facendo un gioco rischioso. Per il momento è vincente, ma è rischioso. Xi non è seduto su una sedia: è su un filo. Magari è il più grande acrobata del mondo, ma rimane su un filo e potrebbe anche cadere".
 
La Cina di oggi è una potenza militare e tecnologica, come hanno dimostrato la parata per i settanta anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale e il lancio di ieri del nuovo razzo "Long March 6" che per la Cina segna una nuova tappa del proprio programma spaziale, ma proprio nell'economia e nella finanza ha il suo tallone di Achille. Alla vigilia della partenza di Xi per gli Stati Uniti, gli esperti sentiti da Agichina tendono a escludere, come largamente prevedibile, accordi tra Washington e Pechino sui temi che dividono le due sponde del Pacifico, come il cyber-spionaggio e il ruolo assertivo della Cina nel Mare Cinese Meridionale. I colloqui si concentreranno sugli aspetti economici delle relazioni bilaterali e i punti in comune in geopolitica si troveranno sui temi che già oggi uniscono le due potenze. "Xi Jinping cercherà di convincere Obama che non ci sarà una drastica svalutazione dello yuan e Obama cercherà di portare il discorso sulle difficoltà di accesso al mercato interno cinese per le multinazionali, in particolare per i gruppi del settore finanziario - prevede Willy Lam - Entrambi potrebbero trovare, invece, sul piano geopolitico, punti in comune sui temi del nucleare iraniano e nord-coreano".
 
I segnali delle ultime ore sembrano confermare la posizione della Cina come possibilista nel mondo degli affari e più chiusa sui temi della politica internazionale. L'interesse cinese per gli affari spazia in tutti i settori, dal cinema all'agricoltura. Oggi, il colosso del cinema americano Warner Bros ha siglato una joint-venture con China Media Capital per sviluppare film in cinese per il mercato internazionale; tra gli accordi che Xi Jinping siglerà in America, ne è previsto anche uno per l'importazione in Cina di diverse milioni di tonnellate di germogli di soia, durante la tappa in Iowa. La prima tappa del viaggio americano di Xi, a Seattle, sarà anche l'occasione per il presidente cinese di incontrare i businessman americani di internet, tra cui anche il Ceo della Apple, Tim Cook.
 
I recenti scivoloni delle Borse e gli ultimi dati economici provenienti da Pechino non suscitano il pessimismo della comunità d'affari, che intende capitalizzare al massimo la visita del presidente cinese. In gioco ci sono le possibilità di abbattere alcune barriere di accesso al mercato di consumatori potenzialmente più vasto del mondo. Gli Stati Uniti rimangono consci del potenziale cinese, nonostante le difficoltà dell'economia, e vogliono continuare a vedere una Cina prospera, spiega ancora Luttwak,. "Non si può ridurre la prosperità della Cina senza ridurre la prosperità globale. Gli Usa vogliono limitare il potere cinese, ma non vogliono limitarne la prosperità. Ci sono negoziati in corso per l'uguaglianza di accesso al mercato, ma gli americani vogliono una Cina ricca: sarebbero contenti se la Cina fosse sul mercato in maniera più equa, e sarebbero ancora più contenti se i cinesi non spendessero così tanto per le forze militari. E' un bruttissimo segno che la Cina manda all'esterno - conclude Luttwak - La crescita militare cinese è più grande della crescita economica".

 

21 SETTEMBRE 2015

 

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