Politica internazionale

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Pew Research: Cina
prossima superpotenza 

Pew Research: Cina <br />prossima superpotenza 


di Eugenio Buzzetti

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Pechino, 18 lug. - Sono sempre di più coloro che ritengono che la Cina sarà la prossima superpotenza a livello mondiale a scapito degli Stati Uniti. E' il risultato di un sondaggio di Pew Research, centro di ricerca statunitense di scienze sociali, condotto dal marzo all'inizio di maggio scorso che ha coinvolto 39 Paesi e al quale hanno partecipato quasi 38mila persone. Sono il 41% gli intervistati che ritengono che gli Usa saranno ancora la superpotenza mondiale nel prossimo futuro, contro il 34% di chi, invece, vede in ascesa la Cina. Cinque anni fa, quando Pew Research aveva condotto lo stesso sondaggio il risultato era più nettamente a favore degli Usa: 47% contro 20%. I due terzi dei cinesi (66%) ritiene che il proprio Paese abbia già superato gli Stati Uniti come superpotenza globale o che sia in procinto di farlo. Cala, invece, la fiducia degli americani nel proprio Paese: il 47% di loro ritiene che la Cina sia già la prima potenza mondiale o che lo sarà a breve. Cinque anni fa era solo il 36% a pensarlo.

 

Gli Stati Uniti sono invece in vantaggio sulla Cina per il rispetto delle libertà individuali. Circa il 70% di chi ha risposto al sondaggio ritiene che Washington rispetti le libertà dei suoi cittadini: poco più della metà, il 36%, pensa lo stesso della Cina. La popolarità degli Stati Uniti è forte in Europa, dove in Paesi come l'Italia, la Polonia, la Francia e la Spagna sono almeno sei su dieci i filostatunitensi. Nel mondo musulmano, calano invece i consensi: caso limite è il Pakistan, con solo l'11% dei suoi abitanti favorevoli agli Usa, mentre l'81% si dichiara pro-Cina. In Asia, gli Stati Uniti sono più popolari tra i cittadini dei Paesi che hanno dispute territoriali con la Cina, con il Giappone è guidare la classifica degli scontenti dell'ascesa cinese nei mari: solo il 5% di loro si è detto a favore di Pechino, contro il 69% pro-Washington. A preoccupare è soprattutto la crescita nelle spese militari cinesi. L'uso dei droni da parte dell'esercito americano è fonte di preoccupazione e di critica dalla maggioranza di chi ha risposto al sondaggio in 31 Paesi dei 39 presi in esame.

 

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