Politica internazionale

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PAPA: SVOLTA STORICA NEI RAPPORTI CON LA CINA
Prima intervista, Chiesa collabori

PAPA: SVOLTA STORICA NEI RAPPORTI CON LA CINA<br />Prima intervista, Chiesa collabori


Roma, 2 feb. - Una svolta storica. E' l'intervista in esclusiva che Papa Francesco ha concesso al quotidiano online in lingua inglese Asia Times, con sede a Hong Kong, molto seguito dalle cancellerie e diplomazie asiatiche. Il Pontefice si rivolge alla Cina, al suo presidente Xi Jinping, per inviare un messaggio forte di pace, amicizia e serenita'. In occasione del Capodanno cinese, esprime la sua ammirazione per il Paese, incoraggiandolo a far tesoro della sua Storia e a non auto-fustigarsi per le tragedie passate. Anche perche' il popolo cinese ha una grande eredita' di saggezza che aiutera' tutti a trovare un cammino per la pace. E se la Chiesa deve rispettare la Cina con la 'R' maiuscola, Francesco si rivolge anche all'Occidente esortandolo a non temere la crescita economica dell'Impero Celeste e a non ripetere quanto accaduto a Yalta, alla fine della Seconda Guerra Mondiale.

 

Presentando l'intervista ad Asia Times, realizzata da Francesco Sisci, il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi ha confermato recenti notizie di stampa (Corriere della Sera) circa i contatti bilaterali e il Vaticano al fine di riallacciare i rapporti dioplomatici congelati dal 1951. Lombardi pero' non e' entrato nel dettaglio.

 

"Per me la Cina e' sempre stata un punto di riferimento di grandezza. Un grande Paese. Ma piu' che un Paese, una grande cultura con una saggezza inesauribile", afferma il Papa che ha raccontanto di provare "ammirazione" per la Cina fin da bambino, confessando di aver provato "una grande emozione" quando per la prima volta, nel viaggio Roma-Seul, nell'agosto 2014, ha sorvolato lo spazio aereo cinese. E quindi cita il gesuita Matteo Ricci, vissuto al tempo della dinastia Ming, riconosciuto come uno dei piu' grandi missionari della Cina; e il gesuita-artista, Giuseppe Castiglione, per far capire come occorra "entrare in dialogo con la Cina, poiche' si tratta di un accumulo di saggezza e di storia. E' una terra benedetta da molte cose. E la Chiesa cattolica - sottolinea -, tra i cui doveri vi e' quello di rispettare tutte le civilta', dinanzi a questa civilta', direi che ha il dovere di rispettarla, con la 'R' maiuscola. La Chiesa ha il grande potenziale di ricevere cultura".

 

Bergoglio quindi invita l'Occidente a non temere la veloce ascesa della Cina, anzi si augura che il dialogo con l'Occidente rimanga aperto e che la Cina "non perda mai la sua consapevolezza storica di essere un grande popolo, con una grande storia di testimonianza e che ha molto da dare al mondo". La saggezza, la cultura e le competenze tecniche cinesi "non possono rimanere chiuse in un Paese: esse tendono a espandersi, a diffondersi, a comunicarsi". E' ovvio che quando la comunicazione avviene "in tono aggressivo per difendere se stessi, ne risultano guerre". Ma, aggiunge Francesco, "non avrei paura. E' una grande sfida mantenere l'equilibrio della pace". Il mondo occidentale, il mondo orientale e la Cina "hanno tutti la capacita' di mantenere l'equilibrio della pace e la forza per farlo. Dobbiamo trovare il modo, sempre attraverso il dialogo; non c'e' altra strada". E il Pontefice richiama quanto avvenuto a Yalta, a conclusione della Seconda Guerra Mondiale con la divisione e la Guerra Fredda, dove il fine era "spartirsi la torta". "Abbiamo visto cio' che e' accaduto - dice Papa Francesco - e vediamo i risultati". Il vero equilibrio della pace si realizza "attraverso il dialogo, che non significa che vi e' un compromesso, mezza torta a te e mezza torta per me... Questo e' quello che e' accaduto a Yalta... Dialogo significa: 'guarda, siamo arrivati a questo punto, posso essere o meno d'accordo ma camminiamo insieme. La torta rimane intera, e' di tutti, e' umanita', cultura. Tagliare la torta, come a Yalta, significa dividere l'umanita' e la cultura in piccoli pezzi. E la cultura e l'umanita' non puo' essere divisa in piccoli pezzi".

 

Poi sorridendo, Francesco si rivolge all'intervistatore domandando se l'esempio della torta "e' un esempio chiaro per i cinesi". Sulle tragedie che la Cina ha sperimentato negli anni, per esempio il sacrificio dei figli, la politica del figlio unico, Francesco definisce un bene la revoca della misura del controllo delle nascite. "Il problema della Cina di non avere figli - dichiara - deve essere molto doloroso; perche' la piramide viene invertita e un bambino deve portare il fardello del padre, della madre, dei nonni. E questo e' sfibrante, faticoso, disorientante. Non e' naturale. Mi sembra di capire che la Cina ha aperto nuove possibilita' su questo fronte".

 

Poi pero' ribadisce che il popolo cinese deve nutrire fiducia nella sua grande Storia e non deve auto-fustigarsi per le tragedie del passato. "Non siate amareggiati - e' l'esortazione del Papa -, bensi' in pace con il vostro cammino, anche se avete fatto errori". Non bisogna odiare la propria storia, "ogni popolo deve riconciliarsi con la propria storia quale suo cammino, con successi ed errori. E questa riconciliazione con la propria storia porta molta maturita', molta crescita". "E' salutare per una persona provare misericordia per se stessa, non essere sadica o masochista. Questo e' sbagliato. E direi la stessa cosa per un popolo: e' salutare per un popolo essere misericordioso verso se stesso". Ed e' proprio questo atteggiamento di misericordia verso se stessi che puo' aiutare a risolvere le gravi emergenze del presente e affrontare il futuro. "Credo che - continua Papa Francesco - la grande ricchezza della Cina oggi consista nel guardare al futuro da un presente che e' sostenuto dalla memoria del suo passato culturale". E questa ricchezza puo' riemergere e facilitare il presente "proprio grazie al dialogo con le altre realta' del mondo". "Il dialogo non significa che mi arrendo", nei rapporti tra differenti Paesi occorre evitare il pericolo di "imposizioni occulte" o di "colonizzazioni culturali".

 

Infine, salutando il leader Xi Jinping, e rivolgendogli gli auguri per il Capodanno cinese, Papa Francesco esprime l'auspicio che tutti i cinesi non perdano mai "la consapevolezza storica di essere un grande popolo, con una grande storia di saggezza, e che hanno molto da offrire al mondo. Il mondo guarda a questa vostra grande saggezza. Per favorire anche la cura della nostra casa comune e di tutti i popoli".

02 FEBBRAIO 2016

 

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