Politica internazionale

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Oslo espelle studioso cinese,
Pechino: "violazione diritti"

Oslo espelle studioso cinese,<br />Pechino:  violazione diritti


di Sonia Montrella

Twitter@SoniaMontrella


Roma, 4 feb.- Nuovo braccio di ferro tra la Cina e la Norvegia dopo l'espulsione da parte di Oslo di uno studioso cinese. Una chiara "violazione dei diritti" come l'ha definita Pechino. Il ragazzo, dottorando all'università di Agder dove lavorava a un progetto di una centrale eolica della durata di due anni, ha dovuto lasciare la nazione lo scorso 23 gennaio. Secondo l'agenzia Xinhua, che ha riportato martedì la notizia citando l'emittente televisiva norvegese NRK, le autorità di Oslo sono arrivate a questa decisione per il timore che l'expertise dell'uomo possa essere utilizzato "per scopi militari in altri Paesi".

"Riteniamo le accuse del tutto infondate" ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Hong Lei, secondo cui "tali affermazioni violano i diritti basilari e gli interessi degli studiosi", macchiando al contempo "la reputazione accademica della Norvegia".

Hong Lei - sottolinea l'agenzia Reuters- non ha risposto direttamente ai giornalisti che chiedevano se lo studente non fosse in realtà una spia, tuttavia il portavoce ha intimato al governo norvegese di "salvaguardare i diritti degli studiosi cinesi presenti sul territorio".

Per gli esperti la vicenda inciderà negativamente sui già tesi rapporti tra Pechino e Oslo. Le due nazioni sono in contrasto dal 2010 quando la Commissione per il Premio Nobel  per la Pace insignì dell'onorificenza il dissidente cinese Liu Xiaobo che sta scontando in carcere una pena di 11 anni di reclusione. Ex leader delle proteste di Tiananmen, Liu paga sopratutto il prezzo  di essere tra i promotori del manifesto "Charta '08": documento politico uscito il 10 dicembre 2008 in occasione del sessantesimo anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'uomo e a ridosso del ventesimo anniversario della strage di Piazza Tian'anmen nel giugno successivo. Nel documento, Liu Xiaobo e gli altri firmatari proponevano una revisione di concetti come libertà di parola e una riforma dello stato cinese in senso multi-partitico e democratico.

Il governo norvegese dichiarò allora di non avere influenza sulla Commissione per il Nobel, ma la risposta della Cina fu immediata: cancellati gli incontri con i funzionari norvegesi e respinte le richieste di visto dei diplomatici. L'anno scorso la decisione di Oslo di non incontrare il Dali Lama ha incontrato il favore di Pechino.

 

04 febbraio 2015

 

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