Politica internazionale

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Occupy Central chiede
colloquio con Cy Leung

Occupy Central chiede<br />colloquio con Cy Leung


di Eugenio Buzzetti

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Hong Kong, 30 set. - Il violento temporale di questo pomeriggio non ha fermato i manifestanti di Occupy Central, in decine di migliaia continuano a occupare il cuore del distretto finanziario di Hong Kong, a pochi passi dalla sede del governo. Nella serata di oggi, terzo giorno di proteste, molti di loro hanno rinforzato le barricate dell'area del quartiere di Admiralty, centro delle manifestazioni di questi giorni, dopo avere chiesto ancora una volta un incontro con Leung Chun-ying, l'amministratore delegato di Hong Kong, che finora ha rifiutato ogni confronto diretto con il movimento studentesco.

 

Gli studenti che hanno eretto nuove barricate attorno ad Admiralty temono un riaprirsi del confronto con le forze dell'ordine, che domenica scorsa avevano lanciato lacrimogeni e impiegato lo spray al peperoncino per respingere i manifestanti. Le prossime ore saranno decisive per il futuro del movimento, secondo James To, deputato democratico dell'Assemblea Legislativa di Hong Kong: domani cade la festa nazionale cinese, il 65esimo anniversario dalla nascita della Repubblica Popolare, nel 1949. "Ora è un momento critico per Pechino - spiega ad AgiChina James To - l'amministratore delegato di Hong Kong non è in grado di decidere nulla. Sia che rimanga CY Leung, sia che venga sostituito da un altro, il leader sarà eletto da un comitato di 1200 persone". To è fiducioso riguardo alla risposta delle forze dell'ordine. "Non mi aspetto una risposta dura o una repressione" dichiara il deputato di Hong Kong. "La soluzione, a questo punto, è di competenza di Pechino, che non deve prendere cattive decisioni - continua - Come nel caso in cui ordinasse a CY Leung di usare la forza contro i manifestanti. Non posso categoricamente escludere che questo non accadrà. Posso solo sperare che Pechino non compia le decisioni sbagliate".

 

Nel comunicato emesso oggi dal governo dell'isola, CY Leung ha reso noto che non intende dimettersi, come chiedono gli studenti di Occupy Central, e che non sarà necessario l'intervento dell'Esercito Popolare di Liberazione cinese, per il mantenimento dell'ordine. Dal distretto finanziario, il movimento si è espanso da ieri anche in altre aree di Hong Kong, coinvolgendo gente di tutte le età e comprende tre località principali: oltre ad Admiralty, anche Causeway Bay e Monkok sono occupate da studenti e simpatizzanti del movimento: circa ottantamila persone stanno manifestando a Hong Kong, nel più grande movimento di popolo dal 1997, quando l'ex colonia britannica è tornata alla Cina. "Pechino è stata male informata - continua il deputato - CY Leung si aspettava che la situazione andasse così, e ha male informato Pechino lasciando intendere che si sarebbe risolta a breve. Deve dimettersi e Pechino dovrebbe riconciliarsi con la gente di Hong Kong. Qualsiasi cosa succeda adesso, per sbloccare la situazione, la prima condizione è che CY Leung si faccia da parte".

 

I danni finanziari sono stati ridotti rispetto alle paure che da settimane circolavano per la possibilità che eventuali proteste potessero sfuggire al controllo delle forze dell'ordine. I danni economici causati dalle manifestazioni sono stati oggetto anche di un approfondimento della televisione di Stato cinese, la CCTV, che ne ha parlato durante il programma Xinwen Lianbo, condannando l'impatto delle proteste sui titoli in Borsa e sull'economia della città, nel primo programma che cita apertamente le rivolte andato in onda sulla tv cinese. Nel comunicato di oggi emesso dal governo, si fa riferimento al possibile danno di immagine della città a livello internazionale, ma le perdite sono state fino a oggi piuttosto contenute: al termine della seduta odierna, però, i titoli della Borsa di Hong Kong hanno toccato i valori minimi da tre mesi.

 

Diverso il discorso per molti negozi delle aree dove si stanno svolgendo le proteste, come Causeway Bay, che sono chiusi da giorni. Anche ad Admiralty molti esercizi commerciali sono rimasti chiusi. "Naturalmente, gli investitori stranieri sono preoccupati - afferma ad AgiChina Miranda Wong, consulente finanziario di Hong Kong - Ma molti abitanti hanno passaporto straniero. Se c'è un qualsiasi confronto, molti lasceranno l'isola per tornare in Canada, negli Stati Uniti o in Inghilterra".

30 settembre 2014

 

Foto di Miranda Wong

 

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