Politica internazionale

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OBAMA-XI,CYBERSICUREZZA E PACIFICO NODI IRRISOLTI

OBAMA-XI,CYBERSICUREZZA E PACIFICO NODI IRRISOLTI


di Eugenio Buzzetti

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Pechino, 10 giu. - Si è concluso con alcuni punti di accordo e con poche novità il vertice informale di Rancho Mirage in California dove il presidente statunitense Barack Obama ha ricevuto la sua controparte cinese, Xi Jinping. Tra le novità c'è un accordo di collaborazione per limitare le emissioni di idrofluorocarburi (HFC) il cui uso varia dai refrigeratori ai condizionatori, e ad altre applicazioni industriali. Gli HFC sono gas dannosi per l'effetto serra e per il loro impiego nella vita quotidiana sono destinati ad aumentare con l'incremento demografico globale. I due presidenti hanno espresso anche posizioni convergenti sulla Corea del Nord: Obama e Xi concordano sulla necessità che Pyongyang abbandoni il suo programma nucleare. Si tratta della prima volta in sessanta anni che Cina e Usa condividono in linea di massima lo stesso punto di vista sulla situazione nelle penisola. Secondo due funzionari presenti al summit, i due presidenti si sono espressi in maniera molto chiara e convergente sul problema.

 

Dove, invece, non c'è stato accordo è sul tema dello spionaggio informatico, un tema affrontato per la prima volta da Cina e Stati Uniti e che ora è al centro delle relazioni tra Pechino e Washington, ha dichiarato ai cronisti Tom Donilon, consigliere di Obama per la sicurezza nazionale. Nel suo incontro con il presidente cinese, Obama ha fatto riferimento a diversi casi di spionaggio informatico per il furto di segreti industriali dietro i quali ci sarebbero hacker cinesi. Nella discussione tra i due è tornato a galla anche il ruolo dell'unità 61398 dell'esercito, che a febbraio scorso era stata identificata da una società di sicurezza informatica americana come il gruppo di hacker dietro a numerosi attacchi informatici ad aziende statunitensi. Xi Jinping ha ribadito che la Cina è contraria allo spionaggio informatico e che è invece vittima degli attacchi hacker. "Si tratta di acque inesplorate -ha dichiarato il presidente statunitense- dove non esiste un protocollo simile a quello di condotta per gli affari militari, dove i diversi Paesi hanno acquisito molta esperienza nel negoziare cosa è accettabile e cosa no".

 

L'incontro tra i due leader è stato salutato da Xi Jinping come l'inizio di "un nuovo modello" nei rapporti tra i due Paesi, non solo per l'abbigliamento casual dei due presidenti. "Cina e Stati Uniti -ha dichiarato il presidnete cinese- devono trovare un nuovo percorso, diverso dall'inevitabile conflittualità delle due maggiori potenze del passato". La differenza rispetto al passato è più di apparenza, forse, che di sostanza: traspare, secondo i presenti, nel tono dei discorsi, nell'abbigliamento informale, e dall'atteggiamento più rilassato di Xi Jinping rispetto al suo predecessore Hu Jintao: una caratteristica, questa, che ha già colpito l'attenzione di molti osservatori nei primi mesi dall'insediamento di Xi Jinping a presidente cinese. L'interazione "senza precedenti" tra i due presidenti e il confronto diretto sulle divergenze ha colpito l'attenzione anche di Yang Jiechi, consigliere di Stato cinese ed ex ministro degli Esteri, presente all'incontro.

 

Nonostante il codice d'abbigliamento rilassato e la location non ufficiale scelta per l'evento, l'importanza dell'incontro non è sfuggita neppure agli americani: il politologo di Harvard Joseph S. Nye junior ha salutato il summit come il "più importante dai tempi di Nixon e Mao". Molti punti sono rimasti in sospeso, e tra questi anche quelli legati alle questioni di sovranità territoriale cinese, su cui non si è raggiunta un'intesa di massima: Xi Jinping che ha ribadito l'intenzione cinese di non indietreggiare nella disputa con il Giappone sull'arcipelago delle Senkaku, che Pechino rivendica come Diaoyu, mentre Obama ha cercato di convincere la controparte a diminuire la tensione nella disputa, come accaduto nei mesi scorsi. Xi Jinping ha invece invitato gli Usa a sospendere la vendita di armi a Taiwan e a rimuovere le restrizioni sulle esportazioni in Cina di prodotti ad alta tecnologia. C'è stato spazio, infine anche per parlare di politica monetaria, con Xi Jinping che ha negato che lo squilibrio nella bilancia commerciale tra i due Paesi sia da imputare al controllo di Pechino sullo yuan. Ancora molti punti in sopeso, al termine di un incontro che, come scriveva venerdì scorso il direttore della Carnegie-Tsinghua Center Paul Haenle, aveva come scopo quello di "creare un concreto progresso nelle aree dove la cooperazione è possibile" invece di "stabilire pre-condizioni su dispute estremamente divisive" tra le due sponde del Pacifico.

 

IL SUMMIT SECONDO I NETIZEN

 

Il summit ha trovato largo interesse anche tra il popolo della rete. AgiChina24 riporta alcuni dei commenti più interessanti dei netizen di Weibo, il Twitter cinese.

"Nel meeting tra Obama e Xi entrambe le parti hanno investito molte energie, ma in effetti i risultati non sono stati soddisfacenti. I diplomatici hanno gonfiato i risultati ottenuti, una mossa principalmente diretta alle masse del Paese. (…) i risultati del meeting tra Xi e Obama distano molto da quelli prefissati dalla parte cinese".

"Si dice che il banchetto sia durato a lungo, fino a circa le undici di sera, chiacchierando amabilmente. Xi Jinping era molto di buon umore e ha stappato una bottiglia di Maotai, brindando con Obama. Questo evidenzia la diversità di quest'incontro, portare una bottiglia di vino ad un banchetto ricorda più un incontro tra amici, sembra più intimo e libero, l'atmosfera sarà stata particolarmente rilassata".

"Per nuotare per diecimila miglia ci vogliono almeno due ore! Obama avrà pensato che Xi è un millantatore! Sembra che un'interprete solo carina non basti! Bella professionista!"
[riferito al fatto che l'interprete ha sbagliato a tradurre una affermazione di Xi: il presidente, evidenziando l'importanza dell'attività fisica, ha detto che si tiene in forma nuotando tutti i giorni per mille metri in un'ora; l'interprete ha tradotto dicendo che il presidente fa tutti i giorni diecimila metri in un'ora, provocando la perplessità di Obama.]

"Michelle diserta il meeting tra Xi e Obama; sembra che i think tank americani abbiano giocato un "asso nella manica" a sorpresa! Prima la diffusione di  immagini affettuose  dei coniugi Obama, che suggeriscono che la famiglia è più importante della politica; poi la scelta nei confronti della cosiddetta "madame diplomazia"; infine la moderata circospezione nello stabilire delle cosiddette buone relazioni personali".

"Un vecchio detto dice: "un amico giunge da lontano, non è forse una gioia?". Il presidente Xi si è portato la consorte da molto lontano per partecipare all' "incontro in campagna", dimostrando così la sua sincerità. Invece Michelle, in qualità di first lady, non si è dimostrata disponibile a fare neanche quel po' di strada [per presenziare], con la scusa di stare con la figlia. Palesemente la sua sincerità non è sufficiente, è stata estremamente scorretta. Mettendo a confronto i 300 anni di storia degli USA con i 5.000 anni della Cina, c'è veramente un gap tra l'educazione cinese e quella americana". 

 

 

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