Politica internazionale

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Obama in Giappone,   
sì ad alleanza su isole

Obama in Giappone,    <br />sì ad alleanza su isole


di Eugenio Buzzetti

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Pechino, 24 apr. - Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, al secondo giorno di visita in Giappone, ha ribadito la posizione americana di appoggio a Tokyo nella disputa di sovranità con la Cina sull'arcipelago delle Senkaku/Diaoyu, nel Mare Cinese Orientale, e ha discusso con il primo ministro giapponese del "ribilanciamento" della politica americana in Asia orientale, il pivot, su cui Obama punta per un ribilanciamento nei rapporti tra gli Usa e i Paesi della regione. La visita di questi giorni è in parte una visita di "recupero" dopo che a ottobre scorso, per problemi interni, Obama non era riuscito a recarsi al vertice delle economie dell'Asia-Pacifico a Bali. Dopo il Giappone, Obama proseguirà per la Corea del Sud, la Malaysia e le Filippine.

 

Il presidente degli Stati Uniti non intende urtare la Cina, ma allo stesso tempo vuole riaffermare il supporto allo storico alleato giapponese. Non c'è nessuna "linea rossa" da non travalicare, ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, ma Washington e Tokyo sono legati dal trattato di sicurezza che nel quinto articolo, ha ricordato l'inquilino della Casa Bianca, "copre tutti i territori sotto amministrazione giapponese, comprese le isole Senkaku". niente di nuovo, come ammesso dallo stesso Obama, ma la reazione di Pechino è arrivata quasi immediatamente. Un editoriale della Xinhua di oggi parte proprio da questo punto per ricordare al governo giapponese che nulla è cambiato rispetto a prima, e che le parole di Obama non possono essere sfruttate per quelle che Pechino ritiene provocazioni ai suoi danni sulle dispute territoriali: "Sfortunatamente - scrive la Xinhua - questa è un'altra tipica illusione di Tokyo", affermando anche che il richiamo alla risoluzione pacifica della disputa pronunciato da Obama è caldeggiato da tempo proprio dal governo cinese.

 

La visita di Obama, la prima di un presidente americano dal 1996, quando alla Casa Bianca risiedeva Bill Clinton, ha avuto tra i suoi focus anche quello commerciale, con le discussioni sul Trans-Pacific Partnership (TPP), che nelle intenzioni, unirà dodici Paesi della Asia orientale e gli Stati Uniti in un'area di cooperazione economica e commerciale che potrebbe convincere la Cina a un riallineamento delle proprie posizioni sul commercio globale, spostandosi verso un maggiore consenso a livello internazionale. Non sarà un'impresa facile, però, a causa delle resistenze da entrambe le parti, come ammesso dai rappresentati per il Commercio di Cina e Stati Uniti. Ma Obama non vuole perdere tempo. "Ci sono punti con cui la gente ha familiarità, e altri che devono essere risolti - ha detto il presidente Usa - credo che il momento per farlo sia ora".

 

La visita di Obama in Giappone arriva in un momento particolare, in cui il primo ministro di Tokyo Shinzo Abe ha rinfocolato le polemiche con l'offerta di un pino votivo al controverso tempio Yasukuni, dove sono sepolti molti di quelli che il Giappone considera eroi e che la Cina annovera tra i criminali di guerra e a pochi giorni dalla visita al tempio di 150 membri del parlamento di Tokyo. Nei giorni a cavallo della visita si è poi verificato un episodio curioso, risoltosi solo nelle ultime ore. Sabato scorso la Cina aveva sequestrato una nave da carico giapponese per una disputa contrattuale sui mancati pagamenti delle compensazioni risalenti agli anni Trenta, che oggi  si è risolta con il pagamento di 28 milioni di dollari da parte della casa produttrice giapponese, la Mitsui O.S.K. Lines. La vicenda ha provocato la reazione del Giappone che ha manifestato la preoccupazione per le ripercussioni sugli aspetti commerciali del rapporto tra i due Paesi.    


Obama rassicura Tokyo e chiede aiuto Cina per NordCorea

 

Barack Obama in visita a Tokyo ha cercato un difficile equilibrio, assicurando al Giappone che lo difendera' nel caso di attacchi cinesi nella disputa sulle isole contese e allo stesso tempo riconoscendo a Pechino un ruolo "di notevole importanza" per contenere la minaccia nordcoreana. Esortando le parti a risolvere le questioni in sospeso "attraverso il dialogo", il presidente americano ha tuttavia ricordato che "l'articolo 5" del trattato di sicurezza Usa-Giappone "copre tutti i territori amministrati da Tokyo, comprese le isole Senkaku", chiamate dai cinesi Diaoyu, obbligando di fatto Washington a intervenire in caso di attacco. - D'altra parte, sempre nel corso della conferenza stampa con il premier giapponese Shinzo Abe, Obama ha riconosciuto che "la partecipazione cinese nello spingere la Corea del Nord in una direzione differente e' notevolmente importante" a fronte di una situazione che e' "la piu' destabilizzante e pericolosa in tutta la regione".

 

Un assist a Pechino che ha immediatamente risposto, confermando il suo impegno per mantenere pace e stabilita' nella penisola coreana, "un interesse immediato della Cina". "Non permetteremo con nessun mezzo che guerra o caos abbiano luogo sulla soglia della Cina e incoraggiamo tutte le parti a risolvere le questioni rilevanti pacificamente tramite il dialogo e le consultazioni", ha riferito il portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, Qin Gang. Lo stesso portavoce ha pero' poi ribadito che "a prescindere da quello che altri dicono o fanno, non si puo' cambiare il fatto basilare che le isole Diaoyu sono territorio intrinseco della Cina".

24 aprile 2014

 

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