Politica internazionale

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Ministro Carrozza in Cina:
firmate 9 intese

Ministro Carrozza in Cina: <br />firmate 9 intese


di Emma Lupano
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Pechino, 15 nov.- Nove intese di cooperazione firmate tra istituzioni italiane e cinesi che coinvolgono università, enti di ricerca e start-up. E poi incontri con i vertici del mondo della ricerca e dell’istruzione cinese per discutere di progetti congiunti e scambi di studenti e per programmare il futuro che verrà. 

È questo il bilancio dei primi due giorni cinesi del ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca Maria Chiara Carrozza, che questa mattina, in una giornata ricca di appuntamenti ai più alti livelli, ha inaugurato la quarta edizione del Forum italocinese dell’Innovazione a Pechino.

All’appuntamento hanno partecipato 100 rappresentanti della comunità scientifica e imprenditoriale cinese e altrettanti italiani, tra cui 30 start-up arrivate in Cina a proprie spese per incontrare i rappresentanti dei parchi scientifici e tecnologici cinesi e diverse società di venture capital. Proprio in questa occasione sono stati siglati i nove accordi tra centri di ricerca, università e imprese dei due paesi.

Al forum era presente anche il ministro della Scienza e della Tecnologia Wan Gang, con cui Carrozza ha discusso da una parte i progetti congiunti già esistenti in Cina, come i laboratori nati con il CNR e l’Istituto nazionale di fisica nucleare o i centri di ricerca sull’e-government, sul design e sul trasferimento tecnologico, e dall’altra i progetti congiunti futuri, come le possibili collaborazioni nelle aree del monitoraggio dei disastri ambientali e delle zone di montagna, della fisica dello spazio e dei satelliti per esperimenti scientifici.

Con il vicepresidente dell’Accademia delle Scienze il ministro ha invece visitato il Centro nazionale per le nanotecnologie, e durante la visita, ha spiegato, “abbiamo stabilito che le principali aree di confronto per i prossimi anni saranno scienze della vita e nanotecnologie. E che il prossimo anno organizzeremo due workshop congiunti su questi temi”.

Da Xu Lin, la responsabile di Han Ban (il centro a cui fanno capo gli Istituti Confucio), Carrozza ha appreso che “i nostri istituti sono tra i migliori al mondo”. Si tratta, secondo il ministro, di “veicoli per creare nuove opportunità di lavoro, perché la conoscenza del cinese facilita il lavoro in molti settori, anche in quello dell’arte e del turismo”.

Giovedì, appena scesa dall’aereo, Carrozza aveva incontrato il viceministro all’Istruzione Ma Xinrui, con cui ha parlato degli scambi tra scuola e università italiana e scuola e università cinese e dell’istituzione di programmi e titoli di studio congiunti. Tra i temi discussi, la volontà di potenziare l’insegnamento della lingua italiana in Cina e della lingua cinese in Italia, ma anche le problematiche vissute dagli studenti di entrambi i paesi nel vedere riconosciuti i titoli di studio conseguiti all’estero, e il provvedimento approvato dall’Italia per legare la durata del permesso di soggiorno degli studenti extra Ue alla effettiva durata del loro percorso di studi, senza dunque la necessità di periodici rinnovi.

“Sono diecimila gli studenti cinesi in Italia – ha ricordato Carrozza – pari al dieci per cento del totale degli studenti non italiani presenti”. Terza componente straniera e prima non europea, impegnati a studiare “dalla lingua all’ingegneria”, i cinesi che arriveranno nelle università italiane dovranno in futuro essere sempre più bravi e sempre più preparati.

Secondo il ministro, “saranno selezionati sulla base della qualità rispetto alla disciplina di cui si occupano”, mentre “la conoscenza dell’italiano dovrà diventare un requisito stringente per chi viene a studiare nel nostro paese”. Gli atenei che li accolgono dovranno garantire un vero “percorso di conoscenza della lingua e della cultura italiana”: l’obiettivo, in futuro, sarà di “accettare un numero limitato di studenti, ma di investire su di loro perché portino il nome dell’Italia in Cina. Se durante il loro soggiorno vengono marginalizzati, non diventeranno mai ambasciatori del nostro paese al loro ritorno”.

Carrozza ha poi concluso la sua seconda giornata cinese incontrando gli studenti e i ricercatori italiani in Cina all’Istituto italiano di cultura di Pechino.

Nei prossimi giorni il ministro si recherà a Tianjin e Shanghai, incontrando altri esponenti del mondo della ricerca, dell’istruzione e dell’innovazione cinesi e italiani in Cina.

 

15 novembre 2013

 

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