Politica internazionale

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Michelle passa in rassegna
l'Esercito di Terracotta

Michelle passa in rassegna <br />l Esercito di Terracotta


di Sonia Montrella
Twitter@SoniaMontrella


Roma, 24 mar.- Un migliaio di soldati provenienti da tutta la Cina in assetto di combattimento: è l'Esercito di Terracotta, gioiello dell'archeologia cinese e l'unica 'forza armata' che la first lady Michelle Obama, regina di soft power, sembra disposta a incontrare durante la sua visita nel gigante asiatico. Un viaggio della durata di una settimana incentrato quasi esclusivamente sull'importanza dell'istruzione, tema che la first lady ha voluto affrontare con la sua omologa Peng Liyuan.

"Non sarei qui se non fosse stato per l'educazione che ho ricevuto" ha detto sabato a studenti, genitori e insegnanti presenti alla cerimonia presso l'ambasciata statunitense in Cina. Venerdì Michelle Obama aveva incontrato gli studenti del Centro Stanford dell'Università di Pechino ai quali, pur senza riferimenti espliciti, aveva sottolineato l'importanza di una stampa libera e del diritto universale di esprimere la propria opinione a prescindere dal Paese di nascita. Michelle Obama ha osservato anche che "quando si tratta di esprimersi liberamente, di pregare chi si scelga, di avere accesso aperto all'informazione, noi riteniamo che si tratti di diritti universali, che sono il diritto di nascita di ciascuno sul pianeta".

Non solo impegni istituzionali. In Cina la first lady ha voluto ritagliare per sé dei momenti da comune turista. E dopo la tappa alla Città Proibita di Pechino e alla Grande Muraglia, è volata nell'antica capitale imperiale di Xi'an, nello Shaanxi, dove, accompagnata da sua madre e dalle figlie Sasha e Malia, ha visitato la fossa dell'Esercito di Terracotta che aveva il compito di proteggere il mausoleo di Qin Shi Huang Di (260a.C - 210 a.C.), primo imperatore che riunificò la Cina sotto un'unica dinastia (quella Qin, appunto) e che concepì personalmente la sua tomba. Le statue sono state rinvenute casualmente nel 1974 da un contadino del posto. A grandezza naturale, i circa mille soldati recuperati – in tutto dovrebbero essere circa 8.000 - presentano tratti del volto molto diversi tra loro a indicare le varie etnie cinesi, così come diversi dovevano essere all'epoca i colori delle loro armature, ormai andati persi. Il sito, patrimonio Unesco, è visitato ogni anno da circa cinque milioni di turisti.

 

24 marzo 2014

 

IL 'SOFT POWER' DI MICHELLE OBAMA, TOUR NELLA CITTA' PROIBITA


di Eugenio Buzzetti

Twitter@Eastofnowest

 


Pechino, 21 mar. - Primo giorno in Cina per Michelle Obama, che ieri è atterrata a Pechino accompagnata dalle figlie Malia e Sasha, di 15 e 12 anni, e dalla madre, Marian Robinson. I sei giorni di permanenza in Cina, la first lady degli Stati Uniti li trascorrerà i gran parte con la sua omologa cinese, Peng Liyuan, moglie del presidente Xi Jinping, con cui affronterà alcuni temi che stanno a cuore sia a Washington che a Pechino, come gli scambi culturali e l'educazione, materie a cui Michelle Obama tiene in maniera particolare, e sulla cui importanza si è spesso soffermata nei primi cinque anni da first lady. All'arrivo all'aeroporto, ieri, Michelle è stata salutata anche dal nuovo ambasciatore americano in Cina, Max Baucus, e dalla moglie, Melodee Hanes. Oltre a Pechino, la famiglia Obama visiterà l'antica capitale Xian e il celebre esercito di terracotta, e la città di Chengdu, capoluogo della provincia meridionale del Sichuan. Oggi, assieme alle figlie e alla madre, Michelle Obama si è recata in visita alla Città Proibita, l'antica sede imperiale cinese, e ha posato per i fotografi assieme a Peng Liyuan.

 

L'incontro tra le due first ladies precede di pochi giorni quello dei rispettivi mariti, che avranno un confronto bilaterale a margine del Summit sulla Sicurezza Nucleare a L'Aia, in Olanda, prima tappa del viaggio europeo di Xi Jinping. Dopo la visita alla Città Proibita, c'è stato tempo anche per una visita alla Scuola Superiore dell'Università Normale di Pechino, dove Michelle Obama e famiglia hanno assistito e preso parte a una dimostrazione di calligrafia, e la first lady statunitense si è cimentata in alcuni tiri al ping pong. Due stili diversi, quelli di Michelle Obama e di Peng Liyuan, non solo nel vestire. Più casual, la first lady di Washington; più compassata Peng Liyuan. Michelle Obama si è fatta precedere nella visita di in Cina dalla fama di "mamma in capo", che sottolinea l'attaccamento alla famiglia, mentre la first lady cinese - la prima donna ad assumere realmente su di sé questo titolo da diversi anni a questa parte - è nota in tutto il Paese indipendentemente dall'uomo che ha sposato per le sue performance come cantante e attrice. Per domani è previsto un discorso di Michelle Obama allo Stanford Centre dell'Università di Pechino, uno dei più prestigiosi atenei della capitale, una visita al Palazzo d'Estate e un incontro con lo staff dell'ambasciata statunitense a Pechino.

 

La visita di Michelle Obama in Cina è stata salutata dalla stampa locale come un esempio di "diplomazia gentile" da parte di Washington per riavvicinare i due Paesi. Tra gli elementi di divisione, la Xinhua cita le posizioni diverse di Cina e Stati Uniti sui rapporti con il Dalai Lama, ricevuto nelle scorse settimane da Obama, e sulle dispute di sovranità territoriale che Pechino ha con Giappone, Filippine, Vietnam e altri paesi del sud-est asiatico per alcune isole nei mari Cinese Meridionale e Orientale. "Di sicuro - spiega la Xinhua - il successo della visita di Michelle infonderà un nuovo vigore allo sviluppo delle relazioni bilaterali". Un tema, quello delle relazioni bilaterali, che è stato oggetto anche di un editoriale del Global Times di oggi che parla della diplomazia soft delle first ladies. "I legami tra Cina e Stati Uniti - scrive il tabloid - sono nella loro essenza definiti dagli interessi dei due Paesi, ma con un'intensa attività commerciale, comunicazioni a livello non governativo e una più ampia diplomazia pubblica, gli interessi dei due Paesi potrebbero essere allargati". La Cina, conclude il Global Times, "dovrebbe aumentare il suo soft power per fare un migliore uso di queste attività diplomatiche".

 

Nonostante la Casa Bianca abbia sottolineato come la visita di Michelle Obama non ha connotati politici, la stampa cinese non nasconde che il buon esito della visita potrebbe ammorbidire i rapporti tra le due sponde del Pacifico. Difficile, però, lasciare la politica fuori dall'equazione: fa già discutere il web cinese, la scelta di Michelle di mangiare cibo tibetano nell'ultima tappa del viaggio, Chengdu. Alcuni l'hanno vista come una forma di sostegno alla causa tibetana. "Anche mangiare e bere sono scelte politiche" ha notato un internauta sul proprio account Weibo, il Twitter cinese.

 

21 marzo 2014

 

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