Politica internazionale

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Michelle Obama
omaggia il Tibet e riparte

Michelle Obama <br />omaggia il Tibet e riparte


di Sonia Montrella
Twitter@SoniaMontrella



Pechino, 26 mar.- Michelle Obama ha concluso una visita di una settimana in Cina ed è ripartita alla volta degli Stati Uniti. Smentita la possibilità  ventilata da un sito belga di una tappa della First Lady a Roma, per affiancare il marito all'udienza di domani in Vaticano. L'ultimo impegno del tour cinese di Michelle è stato nella riserva dei panda di Chengdu, nel Sichuan, accompagnata come sempre dalle figlie Sasha e Malia e da sua madre Marian Robinson. Insieme hanno dato da mangiare alcune mele a Lili, un panda nonna di 22 anni, e ad altri cinque esemplari più giovani.

Arrivata a Pechino giovedì scorso, la first lady ha voluto incentrare la sua visita sull'istruzione, tema che ha affrontato anche con la sua omologa Peng Liyuan. Michelle Obama si è tenuta alla larga da argomenti sensibili, ad eccezione del discorso sui "valori universali" come il "diritto di espressione" e sull'importanza di godere di una "stampa libera" indirizzato agli studenti del Centro Stanford dell'Università di Pechino. Polemica anche sull'ultimo pasto che è stato significativamente un pranzo in un ristorante tibetano di Chengdu a base di yak, il bue del Tibet, che come ha spiegato la Casa Bianca riflette il suo "interesse per i diritti delle minoranze". Una decisione che le voci più critiche della rete hanno visto come un appoggio al Dalai Lama, che Pechino considera "un lupo mascherato da agnello che utilizza il buddhismo come pretesto per promuovere attività di lungo termine che porteranno alla separazione della Cina". La provincia del Sichuan, che confina proprio con il Tibet, conta molte città a forte minoranza tibetana e risente degli influssi culturali.

Tra gli impegni istituzionali la first lady ha voluto ritagliarsi momenti per visitare Grande Muraglia, la Città Proibita di Pechino e l'Esercito di Terracotta di Xi'an.

 

ARRESTATI PETITIONER PRIMA DELL'ARRIVO DI MICHELLE OBAMA

Un gruppo di attivisti è stato arrestato e malmenato dalla polizia a Chengdu prima dell'arrivo di  Michelle Obama per timore di una possibile protesta contro il governo locale. Lo ha riferito a Radio Free Asia Tianwang, un gruppo che si batte per la difesa dei diritti umani della città del Sichuan dove Michelle Obama ha chiuso la sua visita di una settimana in Cina. I fermati sono tutti petitioner che lottano per avere giustizia dopo che hanno visto sequestrare e rivendere i loro terreni da parte  delle amministrazioni locali. Un land grabbing frequente in Cina.

"Stavamo semplicemente camminando per strada quando è arrivata la polizia e ha iniziato a picchiarci" ha detto all'emittente Yang Xiulian che ha continuato: "Ci hanno fatto entrare in una macchina e portato a quartier generale della polizia della contea di Shuangliu". La donna non ha dubbi sul motivo del loro fermo: "Temevano potessimo esporle lamentele".


"Il popolo cinese non ha l'opportunità di protestare così sono costretti ad approfittare delle visite di leader esteri e personaggi in vista per farlo" spiega Huang Qi, fondatore del movimento. È quello che  accadde  nel 2011 nel Sichuan in occasione dell'incontro tra il vice presidente Joe Biden e Xi Jinping, i petizionisti furono picchiati e arrestati.

 

26 marzo 2014


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