Politica internazionale

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MH370, CINA: MALAYSIA ESTENDA RICERCHE
Dai media piogge di critiche al governo malese

MH370, CINA: MALAYSIA ESTENDA RICERCHE <br />Dai media piogge di critiche al governo malese


di Eugenio Buzzetti
Twitter@Eastofnowest


Pechino, 17 mar. - Le ricerche dell'aereo della Malaysia Airlines scomparso dai radar nelle prime ore dell'8 marzo scorso devono essere immediatamente estese. Lo ha dichiarato in un comunicato sul suo sito web il Ministero degli Esteri cinese, che da giorni critica l'andamento delle ricerche del volo MH370 da parte delle autorità di Kuala Lumpur. Già ieri il gruppo di ricerca cinese nella capitale della Malaysia aveva sollecitato le autorità per estendere le ricerche. "Naturalmente gli sforzi di ricerca e di salvataggio sono diventati ancora più difficili adesso - ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri Hong Lei - e l'area si è estesa. speriamo che la Malaysia possa fornire informazioni più precise e accurate ai paesi che partecipano" alle ricerche.

Il volo MH370, con 239 persone a bordo, ha spiegato sabato scorso in una conferenza stampa il primo ministro della Malaysia, Najib Razak, sarebbe stato vittima di una "azione deliberata" e i canali di comunicazione sarebbero stati spenti manualmente. Il jet avrebbe continuato a volare per altre sei ore, e l'area di ricerca si è estesa a una porzione di territorio che va dalla Thailandia al Kazakistan, secondo i calcoli delle autorità di coordinamento delle ricerche. Inizialmente è stata presa in considerazione anche l'ipotesi che il Boeing 777 200 ER della Malaysia Airlines potesse essere andato verso sud. Oggi il primo ministro australiano Tony Abbott ha però negato di avere ricevuto informazioni sulla possibilità che il volo di linea possa essere andato in direzione dell'Australia, Paese che partecipa alle ricerche e ha sei cittadini a bordo dell'aereo scomparso.

Le critiche cinesi si sono intensificate nelle ultime ore, soprattutto dopo la conferenza stampa di sabato. Toni molto duri sull'andamento delle ricerche arrivano dal tabloid Global Times, giornale pubblicato dal Quotidiano del Popolo, che in un editoriale, ha definito un "leader incompetente" il primo ministro della Malaysia. "Mentre il tempo passa - scrive il Global Times - il governo malese perde autorità e credibilità su questa materia" mandando "ambigui messaggi" invece di "informazioni esatte". Troppi gli errori compiuti dalle autorità di Kuala Lumpur e dalla stessa compagnia aerea. Quello del governo malese è stato un "lavoro disgustoso", rincara la dose il Global Times, che imputa alla squadra di investigazione di avere fatto perdere tempo prezioso nei primi giorni, seguendo l'ipotesi che il jet potesse essersi inabissato.

Critiche anche dal China Daily, noto quotidiano in lingua inglese, che chiede al governo della Malaysia come mai la possibilità di un dirottamento sia stata avanzata ufficialmente solo a una settimana dalla scomparsa del volo dai radar. "Cos'altro si sa -chiede il giornale filo-governativo cinese - che non è stato condiviso con il mondo?". A bordo del volo di linea malese diretto a Pechino c'erano 153 persone di nazionalità cinese. Critici anche gli internati cinesi, che sulla piattaforma di social network Weibo si chiedono come mai è arrivata così tardi la conferma che l'aereo possa essere stato dirottato.

Intanto, In Malaysia le indagini si concentrano sui piloti a bordo dell'aereo. La stampa locale ha parlato di perquisizioni nelle loro case, anche se manca ancora una conferma da parte della polizia. Sotto indagine anche un ingegnere dell'aviazione che si trovava a bordo dell'aereo scomparso. L'uomo, Mohd Kairul Amri Selamat, 29 anni, aveva reso pubblico sul suo profilo social di avere lavorato in passato per una compagnia di charter jet privati. Selamat non è però il solo sospettato: la polizia di Kuala Lumpur sta lavorando alle ricerche anche di altre persone che avrebbero potuto avere nozioni di aviazione e che si trovavano a bordo dell'aereo della Malaysia Airlines.

Le ultime novità sul volo scomparso non sembrano risolvere l'enigma, anzi, semmai accentuarlo. Dopo la conferenza stampa di oggi, è stato annunciato che il volo avrebbe potuto avere carburante per un'altra mezz'ora dopo le 8.11 del mattino, mentre è stato appurato che l'ultima comunicazione di bordo risale alle 1.19 del mattino di sabato, pochi minuti prima che l'aereo sparisse dai radar. Gli inquirenti hanno spostato aggiornato anche l'orario di spegnimento delle comunicazioni di bordo, che potrebbe ora essere compreso tra le 1.07 e le 1.37 di sabato. A dare il messaggio di buonanotte ai passeggeri, secondo le indagini, sarebbe stato il co-pilota, anch'egli oggetto di indagine dalle scorse ore. Tra le nuove ipotesi investigative emerse dall'incontro di oggi, c'è quella che l'aereo possa avere volato a un'altezza superiore a quella normale di crociera proprio per evitare la localizzazione della rotta da parte dei radar.

17 marzo 2014

 

Usa: MH370 dirottato stile 11 settembre

 

Pechino, 17 mar. - L'intelligence americana inizia a temere che il Boeing 777 della Malaysian Airlines scomparso il 7 marzo scorso possa essere stato dirottato e fatto atterrare in uno degli oltre 630 aeroporti nel suo raggio d'azione per essere poi usato come un missile in un attentato terroristico sul modello dell'11 settembre 2001.

 

Il volo MH370 potrebbe aver lanciato l'ultimo segnale, intercettato quasi sette ore dopo la scomparsa, gia' da terra e non necessariamente in volo. A suggerire queste ipotesi il presidente della commissione Sicurezza Interna della Camera, Michael McCaul, citando fonti di intelligence.

 

I Paesi impegnati nelle ricerche sono 25. Lo ha affermato il ministro dei Trasporti della Malaysia, Hishamudin Hussein, sottolineando come con tale numero sia in corso "una nuova sfida in termini di coordinamento e diplomazia negli sforzi per la ricerca dell'aereo". Nonostante cio' non sono ancora noti, ha spiegato il capo della polizia, Khalid Abu Bakar, "i dati sui passeggeri richiesti a diversi paesi".

 

Intanto emerge un altro particolare, il pilota e il co-pilota del Boeing 777 delle Malaysian Airliens avevano chiesto di non volare l'uno insieme all'altro. E' quanto emerge dalle indagini degli investigatori, che stanno perquisendo le abitazioni dei due e il simulatore di volo presente nella casa del capitano. Il comandante Zagarie Ahmad Shah era un fanatico sostenitore di Anwar Ibrahim. Quest'ultimo e' il leader dell'opposizione locale, condannato lo stesso giorno a 5 anni di reclusione per sodomia, vittima, secondo i suoi fedelissimi, di una campagna diffamatoria. Secondo il britannico Mail on Sunday, Shah era nell'aula del tribunale quando, sempre il 7 marzo, e' stata letta la sentenza contro Ibrahim. Sette ore dopo era ai comandi del Boeing 777-200 Er di cui si sono misteriosamente perse le tracce. Fonti della polizia Di Kuala Lumpur hanno riferito ai reporter dell'edizione domenicale del Daily Mail, che Shah, 53 anni, temono sarebbe rimasto sconvolto dalla sentenza.

 

 

SETTE GIORNI DI IPOTESI, TEORIE ED ERRORI

 

di Eugenio Buzzetti

Twitter@Eastofnowest


Pechino, 15 mar. - A sette giorni dalla scomparsa del volo MH370 della Malaysia Airlines, rimane ancora ignota la sorte del Boeing 777 200 ER della compagnia di bandiera malese partito poco dopo la mezzanotte tra venerdi' e sabato scorso dall'aeroporto di Kuala Lumpur e che sarebbe dovuto arrivare a Pechino alle 6.30 del mattino. L'ultimo avvistamento risale alle 1.30 circa di sabato, mentre voleva al largo delle coste meridionali del Vietnam. Oggi in conferenza stampa il primo ministro della Malaysia, Najib Razak, ha confermato "con un alto grado di certezza" che l'aereo ha continuato il volo anche dopo essere sparito dai radar. Si tratta di un'inversione di rotta deliberata, ha detto il primo ministro malese, dopo che il sistema di comunicazione del jet era stato spento manualmente. Il volo MH370 si sarebbe poi diretto verso ovest, un'ipotesi gia' presa in considerazione dagli inquirenti negli scorsi giorni. Najib non si esprime, pero', sulla tesi di dirottamento del jet. "Voglio essere molto chiaro - ha affermato il primo ministro - stiamo ancora indagando su tutte le possibilita' e sul perche' il volo MH370 abbia deviato dalla rotta originaria". Intanto le ipotesi si concentrano sul pilota dell'aereo, Zaharie Ahmad Shah, di origini malesi e con oltre 18mila ore di esperienza di volo. "Sapeva come evitare i radar civili - spiega alla France Press un funzionario dell'aviazione di Kuala Lumpur - Sembra abbia studiato come farlo". E da oggi, una squadra di investigatori sarebbe alla ricerca di possibili prove che possano connettere il comandante alla scomparsa del volo di linea. Dopo giorni di confusione e di incertezze investigative, le indagini malesi si incanalano verso la possibilita' del dirottamento, nonostante manchi una motivazione precisa e una persona a cui ricondurla.

 

L'ipotesi e' stata confermata oggi anche all'agenzia cinese Xinhua da un funzionario malese di cui non viene fatto il nome. Il raggio di azione delle ricerche si estende: l'aereo, era stato detto nelle prime ore dopo la scomparsa, aveva carburante per circa altre due ore dopo la destinazione, Pechino. Secondo gli ultimi calcoli, il volo MH370 avrebbe potuto arrivare fino in Kazakstan o in Turkmenistan. La prima settimana di ricerche e' stata segnata dalla confusione nel rilascio delle informazioni che ha attratto diverse polemiche nei confronti delle autorita' malesi, soprattutto da parte di Pechino, che si sente direttamente coinvolta nelle operazioni: delle 239 persone a bordo del Boeing 777, 153 erano di nazionalita' cinese. Il governo cinese ha inviato nell'area otto navi della Marina e diversi elicotteri e ha usato i propri satelliti per localizzare i possibili resti dell'aereo. Nella mattina di giovedi', l'Amministrazione Statale per la Scienza e la Tecnologia di Pechino aveva annunciato il ritrovamento di tre possibili relitti del volo MH370. La scoperta dei relitti dell'aereo e' stata in seguito smentita dalle autorita' di Kuala Lumpur, coadiuvate dall'FBI, ultima in una serie di teorie e ipotesi che si sono susseguite negli ultimi sette giorni senza trovare riscontro. La prima traccia senza riscontri risale alle prime ore dopo la scomparsa: l'aeronautica vietnamita aveva avvistato due grande grandi chiazze in uno specchio di mare non lontano dall'ultimo contatto radar del volo MH370, ma le successive analisi hanno smentito che il petrolio in mare potesse appartenere al Boeing della Malaysia Airlines. Poi e' stato il turno del relitto che poteva assomigliare a uno sportello dell'aereo, e' arrivata la smentita delle autorita'.

 

Nel frattempo si erano moltiplicate le ipotesi su quello che potesse essere successo a bordo del Boeing 777, che comprendevano anche il terrorismo, pista che si e' diffusa dopo la scoperta che almeno due passeggeri stavano volando con passaporti rubati, appartenenti a un cittadino italiano, Luigi Maraldi, in quei giorni in vacanza in Thailandia, e da un cittadino austriaco, Christian Kozel. Le indagini dell'Interpol hanno confermato che a salire a bordo dell'aereo al posto dei due europei sono stati due cittadini iraniani diretti in Europa. L'ipotesi dell'atto di terrorismo e' stata in seguito accantonata dalla polizia della Malaysia, dopo alcune informazioni secondo cui i due si stavano recando in Europa per trasferirsi. Le autorita' hanno dichiarato di seguire quattro piste principali: il sabotaggio, il dirottamento, possibili problemi psicologici o personali di uno o piu' passeggeri o di membri dell'equipaggio. Non sono mancati, infine, gli avvistamenti e i ritrovamenti operati da persone comuni. Un uomo d'affari malese di 29 anni, aveva dichiarato al New Straits Times nei primi giorni dopo la scomparsa del volo di avere visto una scia bianca in cielo in un'area non lontana dall'ultimo contatto radar dell'aereo. Nei giorni successivi, un gruppo di pescatori malesi avrebbero trovato in mare i resti di quella che poteva essere una scialuppa di salvataggio a bordo del jet scomparso, e hanno avvertito le autorita' marittime, ma non sono riusciti a recuperare il relitto, poi affondato.

 

Intanto, e' stata cancellata la conferenza stampa prevista per questo pomeriggio del ministro dei Trasporti della Malaysia, Hishammuddin Hussein, con la motivazione che non c'erano ulteriori dettagli da rivelare, dopo le parole di questa mattina del primo ministro. Gli incontri con la stampa riprenderanno domani: il Ministero degli Esteri di Pechino e' tornato a chiedere oggi al governo della Malaysia maggiore accuratezza nel rilascio delle informazioni. La compagnia di bandiera della Malaysia ha pero' reso noto di avere condiviso con le autorita' di Kuala Lumpur tutte le informazioni a propria disposizione sul volo di linea MH370. Nel comunicato, la compagnia aerea avalla l'ipotesi del dirottamento pronunciata da oggi dal primo ministro Najib Razak, spiegando che il jet "potrebbe essere rimasto in aria per diverse ore dopo avere perso il contatto" con la torre di controllo.

 

15 marzo 2014

 

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