Politica internazionale

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La fuga di Snowden,
'talpa' di Datagate

La fuga di Snowden, <br /> talpa  di Datagate


di Eugenio Buzzetti

Twitter@Eastofnowest

 

Pechino, 10 giu. - E' sempre più incerto il futuro di Edward Snowden, la talpa della CIA rifugiata a Hong Kong che ha rivelato al Guardian il piano Prism della National Security Agency per tenere sotto controllo gli utenti telefonici e di internet. La "patata bollente" Snowden è nelle mani delle autorità di Hong Kong che hanno mantenuto il completo riserbo sulla sorte della "gola profonda". Snowden rischia l'estradizione negli Stati Uniti in base a un accordo con Washington risalente al 1996, anche se le autorità dell'ex colonia britannica potrebbero opporsi a tale richiesta. Hong Kong potrebbe rifiutare qualora la richiesta avesse una motivazione politica o ci fosse il sospetto che Snowden venisse perseguito per le proprie opinioni politiche.

 

Snowden ha dichiarato al Guardian di avere scelto Hong Kong per la sua tradizione di "libertà di parola" ma ha dichiarato che vorrebbe chiedere asilo politico all'Islanda che appoggia la libertà di internet. impossibile, al momento, almeno a sentire Kristin Arnadottir, ambasciatrice del piccolo Stato europeo a Pechino, che al South China Morning Post di Hong Kong ha dichiarato che la richiesta di asilo può essere presa in considerazione solo se fatta su suolo islandese: dalla sua, Snowden avrebbe l'appoggio di un membro dell'opposizione di Reykiavyk che ha chiesto al ministro dell'Interno di concedere l'asilo all'ex contractor della NSA. Hong Kong non può garantire l'asilo politico a Snowden, ma può concedere all'uomo di rimanere sul suo territorio per il tempo necessario a trovare un Paese che lo ospiti. All'estradizione potrebbe opporsi poi anche Pechino che potrebbe opporre il veto per questioni che riguardino "la difesa, gli affari esteri, la politica e gli interessi essenziali pubblici della Cina".

 

IL CASO PRISM

 

E' stato già definito da più parti come il più grande scandalo politico della presidenza Obama. Il progetto Prism permetterebbe di controllare le comunicazioni di cittadini statunitensi e non e di accedere direttamente ai dati di milioni di utenti di gruppi come MIcrosfot Google e Facebook. Tutte le società coinvolte nel caso -che ha già preso il nome di "data-gate"- hanno fatto sapere nelle scorse ore di non essere al corrente di Prism e di rilasciare informazioni di questo genere solo in casi specifici e seguendo le norme vigenti in materia. Giustificazioni non condivise da Snowden, che al Guardian ha dichiarato che l'agenzia americana per la sicurezza ha collezionato e immagazzinato le conversazioni e dati di centinaia di milioni di americani e di essere riuscita a farlo anche grazie alla collaborazione delle più importanti società informatiche.

 

Snowden si era recato a Hong Kong il 20 maggio scorso, dopo avere copiato gli ultimi documenti che intendeva divulgare e avere detto al suo capo di avere bisogno di un periodo di ferie. Da allora vivrebbe quasi da recluso in una stanza d'albergo di lusso dell'ex colonia britannica, dalla quale sarebbe uscito non più di tre volte in questo arco di tempo. Snowden teme di essere venduto ai cinesi per la sua esperienza nel campo dell'intelligence statunitense o di essere scoperto dalla Cia. Gli Stati Uniti, secondo fonti della Reuters, avrebbero dato il via a un'indagine nei suoi confronti per la divulgazione dei documenti riservati.

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