Politica internazionale

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IL PRESIDENTE XI JINPING IN EUROPA
E LE DIVISIONI TRA BRUXELLES E PECHINO

IL PRESIDENTE XI JINPING IN EUROPA <br />E LE DIVISIONI TRA BRUXELLES E PECHINO


di Eugenio Buzzetti

Twitter@Eastofnowest

 

Pechino, 27 mar. - La tappa francese del tour europeo del presidente cinese Xi Jinping, accompagnato dalla moglie, Peng Liyuan, e da una delegazione di 200 top manager, ha già segnato un primo risultato con la firma di cinquanta accordi bilaterali tra Cina e Francia per il valore di 18 miliardi di euro. Alla sua prima visita nel continente da quando lo scorso anno si è insediato come capo di Stato, mancano ancora le tappe in Germania e poi a Bruxelles, dove ci si attende un passo in avanti verso l'accordo sugli investimenti tra Cina e Unione Europea che potrebbe rafforzare i legami i due partner commerciali: i 28 Paesi dell'Unione rappresentano la maggiore fonte di importazioni per Pechino con oltre un miliardo di euro di scambi al giorno.

 

"Questo viaggio potrebbe essere l'occasione giusta per dare una spinta allo sviluppo degli accordi sugli investimenti, ma l'accordo porta con sé alcuni aspetti conflittuali su entrambi i lati - spiega ad AgiChina Shi Zhiqin, esperto di relazione Cina-Ue presso il Center for Global Policy della Carnegie-Tsighua di Pechino - Non credo che un accordo potrebbe portare a un repentino successo in questo senso, ma si tratta di un'opportunità per portare avanti le negoziazioni e i colloqui bilaterali". Dietro la facciata di entusiasmo per la "nuova era" di rapporti tra Pechino e Bruxelles, come titolava oggi un editoriale della Xinhua, non mancano i dubbi sul successo di un accordo pieno tra i due blocchi. "Le relazioni economico-commerciali - scrive l'agenzia di stampa cinese -  sono andate incontro a pressioni dovute alle trasformazioni e al bisogno di ammodernarsi dopo la crisi finanziaria globale".

 

Cina e Ue sono state su posizioni opposte riguardo alle dispute di natura commerciale di cui sono state protagoniste, a cominciare da quella sui pannelli solari, a cui Pechino ha risposto con la contro-inchiesta sui produttori europei di vino, conclusasi solo settimana scorsa quando il Ministero del Commercio cinese in un comunicato ha reso noto che le aziende produttrici cinesi non avrebbero portato avanti le indagini anti-dumping nei confronti dei concorrenti europei. L'importanza di un accordo con Pechino sugli investimenti è stata di recente sottolineata anche dalla Commissione Europea, che ha però precisato come tra le priorità dei 28 Paesi dell'Unione ci sia la rimozione di barriere agli investimenti stranieri in Cina, e la necessità, condivisa ufficialmente anche da Pechino di lasciare al mercato un ruolo decisivo.

 

Ma non ci sono solo i rapporti commerciali, nel viaggio europeo di Xi Jinping. Cina e Ue sono divise dalle diverse posizioni sulla crisi in Crimea. Da Pechino, oggi, il Ministero degli Esteri ha fatto sapere, senza entrare nel dettaglio, che la Cina avrà un "ruolo costruttivo" nell'aiuto finanziario all'Ucraina, dopo l'annuncio del Fondo Monetario Internazionale di una tranche di aiuti finanziari all'Ucraina per 14-18 miliardi di dollari in due anni. La Cina si è astenuta in sede di Consiglio di Sicurezza dell'ONU contro il referendum crimeo di annessione alla Russia, una mossa che viene vista dagli analisti come un implicito tentativo di non opporsi alla Russia, che ha votato contro, e che vede su posizioni differenti, i 28 Paesi dell'Unione. "Non penso proprio che le posizioni cinesi e quelle dell'Unione Europea siano conciliabili rispetto alla crisi in Crimea - sostiene Shi Zhiqin - Cina e Ue possono discutere in maniera dettagliata, ma si tratta di una questione che riguarda la Russia e l'Ucraina. Pechino e Bruxelles sono parti terze in questa questione e possono agire solo attraverso negoziazioni e colloqui pacifici. In nessun altro modo possono fare la differenza. Il rischio è quello, semmai, di peggiorare la situazione".

 

A soffermarsi sui punti in comune tra Cina e Unione Europea è invece, Jiang Shixue, vice direttore dell'Institute of European Studies dell'Accademia Cinese di Scienze Sociali, che in un recente articolo pubblicato sul China Daily, ha sottolineato come le due economie si compenetrino e il continuo sviluppo della Cina sia "sempre più dipendente dai mercati, dai prodotti, dalla tecnologia e dall'innovazione europei". L'intesa tra i due poli riguarda anche aspetti meno palpabili dell'economia. In un suo articolo pubblicato per l'Accademia di Scienze Sociali e condiviso con AgiChina, Jiang Shixue spiega come Pechino e Bruxelles siano accomunate anche da un altro non secondario fattore, quello dell'elaborazione di un "sogno" comunitario. Il sogno cinese è stato lanciato da Xi Jinping già nelle prime settimane del suo mandato come segretario generale del PCC, a novembre 2012, e si incentra sulla prosperità nazionale e sul miglioramento generale delle condizioni di vita della popolazione, mentre quello europeo - come teorizzato da Jeremy Rifkin, nel suo saggio pubblicato in Italia da Mondadori dal titolo "Il sogno europeo" che lo stesso Jiang cita come fonte - è fatto di sviluppo sostenibile e qualità della vita. "Ci sono molte più cose in comune tra Cina e Unione Europea di quanto non sembri - spiega Jiang - In termini diplomatici, la partnership strategica nei prossimi dieci anni potrebbe essere considerata come parte di un sogno comune".

 

Tornando con i piedi per terra, la visita di Xi Jinping - che per ora, ha mostrato interesse nel coltivare i rapporti bilaterali soprattutto con la Francia di Hollande - potrebbe avere come risultato quello di stabilire a che punto sono i rapporti tra Pechino e Bruxelles e quale sarà la nuova fase. "Nei prossimi anni la partnership strategica tra Cina e Ue si evolverà ancora - conclude Shi Zhiqin - Abbiamo avuto una prima fase di luna di miele, poi sono arrivate le dispute e i conflitti. Proprio questi ultimi potrebbero in futuro renderci mature nella gestione delle nostre relazioni e aiutare la comprensione reciproca. Abbiamo modi molto diversi di intendere questioni come, per esempio, i diritti umani. Per il futuro penso che se riusciremo a essere maggiormente attenti alle posizioni reciproche, anche le nostre relazioni ne risentiranno al meglio".

27 marzo 2014

 

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