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Gentiloni, svalutazione yuan
non cambia rischi per l'Italia

Gentiloni, svalutazione yuan <br />non cambia rischi per l Italia


Di Eugenio Buzzetti

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Pechino, 2 set. - La svalutazione dello yuan del mese scorso non cambierà "in modo sostanziale" il mix di rischi e opportunità  per le imprese italiane presenti in Cina. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, oggi a Pechino per prendere parte alle celebrazioni per i settanta anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale preparate dal governo cinese. "Finora mi pare che abbiamo assistito a una correzione - ha dichiarato il ministro degli Esteri - e non mi pare che questa correzione, dal punto di vista della svalutazione dello yuan, cambi in modo sostanziale il mix di rischi e opportunità per il nostro sistema di imprese". Gentiloni ha poi ricordato la presenza di una classe media emergente nel gigante asiatico "con numeri impressionanti", a cui l'Italia, "può offrire prodotti di qualità e mete" turistiche. Tra gli eventi in programma per la promozione del Paese in Cina, il ministro ha poi citato la prima edizione cinese del Salone del Mobile che si terrà nei prossimi mesi a Shanghai.

Il ministro degli Esteri ha poi incontrato, oggi, all'arrivo nella capitale cinese, i principali esponenti della business community italiana, da cui è emerso che "certamente questo è un paese è alle prese con sfide economiche molto rilevanti - ha spiegato - Tuttavia sarebbe un errore presentare queste sfide come rischi di crolli imminenti o di catastrofi finanziarie". La comunità imprenditoriale italiana presente in Cina ha, invece, un atteggiamento di "rinnovata fiducia nelle potenzialità di questo Paese". La Cina rimane un Paese su cui puntare nonostante le turbolenze dei mercati azionari di luglio e agosto. "Non c'è dubbio - ha continuato Gentiloni - che l'impressione che ricavo dalla comunità di business presente qui è di uno sforzo che dobbiamo moltiplicare, non che dobbiamo diminuire perché la situazione sta precipitando. Certamente sono sfide, riforme, assestamenti necessari, ma nell'ambito di una realtà che l'Italia deve prendere sempre più sul serio".

Il ministro ha poi parlato dell'interscambio commerciale tra i due Paesi, con la Cina che rappresenta il quarto partner commerciale per l'Italia. "Non siamo del tutto soddisfatti del saldo di questo interscambio perché dentro questi 36 miliardi c'è un netto squilibrio che dobbiamo riproporci di attenuare". Soddisfazione, invece, per i volumi degli scambi e per l'attrazione di investimenti cinesi. Lo scorso anno, ha ricordato Gentiloni, l'Italia si è classificata al secondo posto, dietro la Gran Bretagna, tra i Paesi europei, per gli investimenti cinesi e, ha concluso, "penso che la situazione, per quanto graduale, di ripresa della nostra economia sia un elemento di conferma che i loro investimenti sono stati indirizzati in una direzione giusta".

 

02 SETTEMBRE 2015

 

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