Politica internazionale

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CINA-TAIWAN: DOPO 66 ANNI SEGNALI DI DISGELO
Stretta di mano tra i due leader

CINA-TAIWAN: DOPO 66 ANNI SEGNALI DI DISGELO<br />Stretta di mano tra i due leader


Di Eugenio Buzzetti
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Pechino, 07 nov. - E' durato un'ora lo storico vertice tra il presidente cinese, Xi Jinping, e il collega taiwanese, Ma Ying-Jeou, nell'hotel Shangri-La di Singapore. Xi Jinping e Ma Ying-jeou, presidenti di Cina e Taiwan, si sono incontrati oggi per la prima volta a Singapore, ponendo fine a un'attesa durata 66 anni, dal 1949, quando nacquero la Repubblica Popolare Cinese, guidata da Mao Zedong, con capitale Pechino, e la Repubblica di Cina a Taiwan, presieduta dal generale Chiang Kai-shek, con capitale Taipei. I due leader si sono sono stretti la mano per oltre un minuto a beneficio dei fotografi e hanno parlato pubblicamente per altri dieci. Il presidente cinese, Xi Jinping, in apertura, ha sottolineato il legame tra i due lati dello Stretto. "Non importa quali siano le difficoltà - ha dichiarato Xi rivolgendosi al presidente di Taiwan, Ma Ying-jeou, nel suo intervento di tre minuti - nessuno ci può separare perché siamo consanguinei. Il sangue è più denso dell'acqua". Negli altri sette minuti, Ma Ying-jeou ha poi sottolineato che Pechino e Taipei hanno "sostituito il conflitto con il dialogo". Nel suo intervento, Ma ha fatto cenno anche alle divergenze tra i due lati dello Stretto. "Seguiamo sistemi politici diversi, ma abbiamo sviluppato il dialogo", ha dichiarato il presidente di Taiwan.

Xi Jinping e Ma Ying-jeou si sono presentati a Singapore con una serie di punti su come stabilire la relazioni tra le due parti. Per entrambi i presidenti, al primo posto c'è il consenso del 1992, quello che stabilisce il concetto di "unica Cina", invece di due Paesi diversi, anche se le due sponde dello Stretto danno interpretazioni differenti sui principi alla base del concetto. I quattro punti del presidente cinese, prevedono la promozione del consenso del 1992 e l'opposizione all'indipendenza di Taiwan, lo sviluppo pacifico delle relazioni, la promozione della cooperazione culturale e del benessere della popolazione, e l'importanza di mettere in atto sforzi congiunti per quello che Xi definisce il "ringiovanimento della popolazione", uno dei suoi primi cavalli di battaglia già dalla fine del 2012, quando era stato nominato segretario generale del Partito Comunista Cinese, ma non ancora presidente della Cina.

I cinque punti di Ma Ying-Jeou, prevedono, invece, oltre alla promozione del consenso del 1992, l'abbassamento delle ostilità nello Stretto, l'espansione degli scambi, la necessità di creare una hotline tra le agenzie governative che si occupano dei rapporti con la controparte e la cooperazione per rivitalizzare la nazione. Sul quarto punto, Ma ha ottenuto un'apertura da parte del presidente cinese, secondo quanto dichiarato dal presidente di Taiwan nella conferenza stampa finale. Anche le ostilità nello Stretto sono state tra i punti di discussione. Ma, in conferenza stampa, ha detto che secondo il presidente cinese, le centinaia di missili (circa 1600 secondo le stime più aggiornate) nel sud-est della Cina, non sarebbero diretti contro Taiwan. Per la Cina, è necessario, invece, "evitare di ripetere le tragedie del passato", come sottolineato dal rappresentante per la Cina degli affari con Taiwan, Zhang Zhijun, in conferenza stampa.

Altra parziale apertura, anche se senza ulteriori dettagli, riguarda, invece, la partecipazione di Taiwan nella Aiib. La Cina ha aperto all'ingresso di Taiwan nel nuovo soggetto bancario regionale a giuda cinese, la Asian Infrasrtucture Investment Bank. A marzo scorso la candidatura di Taiwan come membro fondatore e con diritto di accesso alla governance dell'istituto era stata l'unica a essere respinta dal Ministero delle Finanze di Pechino. La Cina, ha poi promesso di non interferire nelle elezioni di Taiwan. Come già preannunciato nei giorni scorsi, le due parti non termineranno la giornata con un comunicato congiunto, né con l'annuncio di accordi. Attesi, invece, due comunicati diversi su quelli che Pechino e Taipei considerano i punti di convergenza emersi durante il vertice.

La scelta di Singapore come territorio neutro per tenere il vertice non è stata casuale. Già nel 1993, la città-Stato aveva ospitato un evento storico tra i due lati dello Stretto di Formosa, con gli accordi tra gli inviati di Pechino e Taipei per la fondazione l'istituzionalizzazione dei negoziati tra le due parti. Prima dell'incontro di oggi tra Xi e Ma, l'unico precedente di meeting tra leader delle due parti risale al 1946, in piena guerra civile, quando il capo del forze comuniste, Mao Zedong, si era incontrato con il generale Chiang Kai-shek, nel tentativo, fallito, di porre fine alle violenze tra le due parti.


Vertice Xi-Ma: reazioni contrastanti tra i due lati dello Stretto

 

Lo storico incontro tra i leader di Cina e Taiwan è stato accolto con forti differenze tra i due lati dello Stretto.  Per l'agenzia Xinhua, il vertice tra il presidente cinese, Xi Jinping, e il presidente di Taiwan, Ma Ying-jeou, segna una "pagina di storia", mentre per il più importante quotidiano di Taiwan, il Taipei Times, l'incontro di oggi fa affiorare un "senso di paura" nell'isola, che oggi ha visto centinaia di manifestanti protestare contro l'incontro a Singapore. Nel lungo articolo dell'agenzia di stampa cinese, viene dato risalto al consolidamento del Consenso del 1992, che stabilisce il principio di "unica Cina", a cui le due sponde dello Stretto attribuiscono significati differenti: Ma ha accompagnato l'importanza del mantenimento dello status quo nelle relazioni tra Pechino e Taipei, mentre per Pechino viene ribadito il rifiuto dell'indipendenza di Taiwan.

Il Consenso del 1992, inserito nei punti di entrambi i presidenti prima dell'incontro, è stato, a detta dello stesso Ma, il punto chiave dei colloqui. "Il risultato più importante è che entrambi i lati hanno posto l'accento sul principio di "unica Cina" ma è chiaro che molte voci a Taiwan hanno seri dubbi riguardo alla riunificazione e non vogliono essere politicamente associati alla Cina - afferma ad Agi Willy Wo-lap Lam, politologo della Chinese University di Hong Kong - Penso che la maggiore parte delle persone a Taiwan non credano al principio di "unica Cina", quindi questo danneggerà i candidati del Kmt, e la candidata del Dpp, Tsai Ing-wen, potrebbe beneficiare di questo meeting nei consensi" alle prossime elezioni presidenziali, che si terranno a gennaio e che vedono il Kuomintang di Ma molto indietro nei sondaggi rispetto al Partito Democratico Progressista (Dpp) di Tsai Ing-wen.

La divergenza di vedute tra Cina e Taiwan riguardo all'incontro emerge anche dagli editoriali dedicati all'evento dai quotidiani più diffusi. L'incontro tra Xi e Ma, scrive in un editoriale pubblicato oggi il Global Times, serve a mostrare agli scettici di avere "una ristrettezza di vedute" sul rapporto tra i due lati dello Stretto. "Il più grande significato del meeting è che i leader dei due lati dello stretto si sono incontrati - scrive il Global Times - E' una rottura storica che che crea grande spazio per le relazioni nello Stretto". Il principio di "unica Cina", continua il tabloid cinese, è "largamente riconosciuto al mondo, indicante che Taiwan non è un Paese". Il Global Times chiede anche alla società di Taiwan di "accettare la realtà, capire che nessuno a Taiwan può cambiarla e che nessuna potenza internazionale, compresi gli Stati Uniti, può aiutare a cambiare la realtà".

Reazioni molto diverse all'incontro tra Xi e Ma, invece, da Taiwan, dove il Taipei Times, in un editoriale, parla di "decenni di bugie, promesse infrante, e controversie semantiche che i due uomini rappresentano a nome dei rispettivi governi". Il quotidiano della capitale di Taiwan critica pesantemente il presidente dell'isola e lo stesso concetto di "unica Cina", che a Taiwan incontra molte resistenze nell'opposizione al Kuomintang - il partito nazionalista di cui fa parte lo stesso Ma - e che ora nei sondaggi viene dato come molto indietro rispetto al Partito Democratico Progressista per le elezioni del 16 maggio prossimo. "Come possono i taiwanesi fidarsi di un leader e di un governo che promette che non sono stati fatti accordi dietro le quinte per il meeting e che non ci saranno negoziati politici o accordi firmati - si chiede il quotidiano di Taiwan nell'editoriale - quando l'asse principale della politica dello stretto è il cosiddetto "consenso del 1992", una formula bollata come falsa dagli attori chiave già nei colloqui dell'ottobre 1992 a Hong Kong, e un termine di cui non si è mai sentito parlare fino a otto anni dopo i colloqui".

Resistenze al dialogo arrivano anche dall'opposizione. Ieri, la candidata del Dpp alla presidenza, Tsai Ing-wen, ha ribadito la propria differenza rispetto a Ma nel concetto di "mantenimento dello status quo", che per lei significa "democrazia". Tsai ha affermato che per il suo partito lo status quo attuale è "il risultato raggiunto insieme dai taiwanesi, che hanno fatto grossi sforzi negli ultimi venti anni. Non è qualcosa che una persona può interpretare come gli pare". Se l'incontro con Xi non servirà al partito di Ma Ying-jeou per vincere le prossime elezioni, il vertice di Singapore ha portato sicuramente un vantaggio personale al presidente di Taiwan, il primo a sedersi a un tavolo con il presidente cinese dal 1949. "Ma Ying-jeou, forse, vuole assicurarsi un posto nella storia per avere ottenuto questo incontro. E' qualcosa relativo alla sua eredità. E' uno spartiacque a livello simbolico, ma non ha ottenuto alcuna promessa da Xi Jinping - conclude Lam - Non sono molto sorpreso dall'esito dell'incontro. Xi ha cercato di usare i vantaggi economici nelle relazioni con la Cina, ma molti taiwanesi sono molto scettici perché pensano che Taiwan sia già troppo dipendente dalla Cina".
 

 

Cina-Taiwan: scheda

 

La nascita di Taiwan fu l'epilogo della guerra civile tra le sconfitte forze nazionaliste di Chang Kai-Shek e il nascente regime comunista di Mao Tze-Tung. Da allora i due Stati non riconoscono la rispettiva esistenza e non hanno relazioni diplomatiche formali, anche se da almeno un trentennio c'e' un dialogo costante, come dimostra il cosiddetto "Consenso del 1992" con cui Pechino e Taipei hanno riconosciuto l'esistenza di una sola Cina che comprende continente e Taiwan e la cui definizione e' soggetta alla diversa interpretazione di ciascuno dei due Stati. A questo principio si attiene il Kuonmintang (Kmt), il partito dell'attuale presidente taiwanese Ma che rispetta lo status quo nella relazione tra i due paesi: la Cina Popolare continua a considerare Taiwan come una provincia ribelle, ma non la invade; Taiwan, dal canto suo, non sfida il gigante cinese con una formale dichiarazione di indipendenza.
 

 

Il Kmt, al potere ininterrottamente dal 2008 dopo due vittorie di fila nelle elezioni presidenziali, ha favorito la distensione politica e la cooperazione economica con la Repubblica Popolare: in questi ultimi anni sono ripresi i voli diretti tra molte citta' cinesi e la capitale taiwanese Taipei; c'e' stato un boom del commercio bilaterale che ha raggiunto la cifra record di 200 miliardi di dollari nel 2014; sono state autorizzate le visite di turisti cinesi a Taiwan. Molti imprenditori e giovani neolaureati taiwanesi si sono trasferiti nella Repubblica popolare, spinti dalle opportunita' create dall'elevato tasso di crescita.
 

 

A Taiwan, c'e' pero' chi vorrebbe una linea piu' dura verso Pechino: il Partito Democratico Progressista, principale forza d'opposizione, non riconosce il Consenso del 1992 e sostiene l'indipendenza formale di Taiwan ed il suo riconoscimento ufficiale a livello internazionale.
  La tempistica di questo primo summit non e' causale: a gennaio Taiwan andra' alle urne e il Dpp e' dato, per la prima volta da quando vi sono libere elezioni a Taiwan, in netto vantaggio sul partito di governo, con il rischio di un deterioramento dei rapporti con Pechino. Il presidente Ma spera quindi di dare un sostegno al candidato del suo partito Eric Chu, dimostrando ai taiwanesi che la politica del Kmt consente a Taiwan di dialogare da pari a pari con la Cina.

 

07 NOVEMBRE 2015

 

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