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Politica internazionale

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Clima: ambientalisti, "accordo
e' segnale ma non basta"

Clima: ambientalisti,  accordo <br />e  segnale ma non basta


Pechino, 12 nov. - L'intesa sul clima tra Cina e Stati Uniti e' una base da cui partire in vista della conferenza che si terra' a Parigi l'anno prossimo, ma esperti e ambientalisti sono d'accordo su un punto: serve un programma piu' "ambizioso" di riduzione dei gas serra. "Le due superpotenze economiche piu' importanti al mondo e maggiori responsabili delle emissioni di gas serra nell'atmosfera", afferma Luca Iacoboni, responsabile Campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia, "hanno finalmente preso consapevolezza del fatto che devono agire per salvare il clima del Pianeta". "L'impegno", ha aggiunto, "rappresenta una base su cui lavorare in vista di Parigi 2015, ma non e' ancora sufficiente" perche' si e' "ancora lontani dal cambiare le regole del gioco nella lotta al riscaldamento globale e dal dare una risposta efficace al problema dei cambiamenti climatici, le cui conseguenze sono ormai visibili quotidianamente in ogni parte del Pianeta". 

 

L'accordo, insomma, sembra essere piu' significativo sul piano politico che su quello sostanziale. E le perplessita' arrivano proprio dalla Cina. E' il caso di Li Junfeng, autorevole climatologo e consigliere politico della Commissione cinese per lo sviluppo nazionale: "L'intesa", spiega, "e' certamente un segnale per motivare altre nazioni a muoversi ma il calendario non e' vincolante per Pechino". "L'annuncio di oggi", ha aggiunto Thimothy E. Wirth, ex sottosegretario di Stato americano per gli Affari glolobali, "e' un punto di svolta sul piano politico". E Obama trovera' sicuramente avversari al Congresso: "E' una guerra ideologica al carbone", ha detto Mitch McConnell, senatore di quei repubblicani che hanno conquistato entrambi i rami del Parlamento nel corso delle ultime elezioni di medio termine.

 

Gop boccia accordo Obama-Xi,Cina senza limiti per 16 anni

 

Washington, 12 nov. - Doccia fredda per Barack Obama da Washington. Mentre il presidente e' in Myanmar, dopo aver lasciato Pechino, il capo della maggioranza al Senato, il repubblicano Mitch Mcconnel ha bocciato senza appello l'accordo sul clima con la Cina che il presidente americano ha sottoscritto con l'omologo Xi Jinping. McConnel si e' detto deluso dai termini dell'intesa che, ha sottolineato, consentira' a Pechino di fare cio' che vuole, ossia continuare ad inquinare senza freni, per altri 16 anni. Nell'accordo, infatti, non e' previsto per Pechino alcun vincolo fino al 2030. Solo dopo quella data il governo cinese ha assunto un generico impegno ad iniziare a ridurre le emissioni nocive. "Il problema e' che il presidente continua a inviare segnali che non ha intenzione di spostarsi (politicamente) al centro. Sono particolarmente preoccupato dall'accordo che ha raggiunto con i cinesi in questo viaggio. Da quanto ho letto l'intesa prevede che i cinesi non facciano nulla per 16 anni mentre queste limitazioni alle emissione di carbonio stanno creando allarme nel mio Stato (il Kentucky) ed in altri Stati nel Paese".

 

Boehner, accordo Cina e' "crociata" Obama contro lavoro

 

Washington, 12 nov. - L'accordo sul clima siglato ieri degli Stati Unti con la Cina rappresenta l'ennesimo esempio di politiche volte a "distruggere posti di lavoro" domestici. Cosi' il presidente della Camera Usa, John Boehner, ha bocciato l'intesa raggiunta da Barack Obama con il presidente cinese Xi Jinping a margine del vertice Apec. "E' l'ennesima crociata del presidente contro un'energia conveniente e sicura che sta gia' avendo un impatto negativo sui posti di lavoro e sulle famiglie della classe media", ha tuonato Boehner in una nota, al termine dell'incontro dei leader repubblicani del Congresso nella prima seduta dopo la clamorosa vittoria Gop alle elezioni di medio termine. L'accordo prevede per gli Stati Uniti un taglio delle emissioni compreso tra il 26% e il 28% entro il 2025 rispetto ai livelli del 2005 mentre la Cina si impegna ad incrementare del 20% le fonti di energia a zero emissioni entro il 2030.


12 novembre 2014

 

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