Politica internazionale

Politica Internazionale

CINA SOSTIENE CONSIGLIO DI SICUREZZA ONU SU SIRIA

CINA SOSTIENE CONSIGLIO DI SICUREZZA ONU SU SIRIA


di Eugenio Buzzetti
Twitter@Eastofnowest

 

Pechino, 6 set. - La Cina sosterrà il Consiglio di Sicurezza dell'ONU per risolvere la crisi siriana. Lo ha reso noto oggi il ministero degli Esteri cinese, a poche ore di distanza dall'incontro tra il presidente cinese Xi Jinping e quello statunitense, Barack Obama, durante i lavori del G20 di San Pietroburgo. Il ministero degli esteri di Pechino ha poi chiesto un'indagine approfondita e imparziale sull'attacco del 21 agosto scorso da parte degli ispettori dell'ONU e ha chiesto alla comunità internazionale di lavorare insieme per l'avvio di una conferenza internazionale sulla Siria da tenersi in tempi brevi.

La decisione di Pechino arriva all'indomani della polemica tra Usa e Russia sull'intervento armato in Siria, con l'ambasciatore Usa presso le Nazioni Unite Samantha Power che ha accusato Mosca di tenere in ostaggio il Consiglio di Sicurezza dell'ONU con la minaccia del veto. L'attacco alla Siria non avrebbe l'appoggio delle Nazioni unite per il no di Mosca e di Pechino, che temono forti ripercussioni economiche da una guerra al Paese retto da Bashar Al Assad, a cominciare da un aumento del prezzo del greggio - come aveva sottolineato ieri il vice ministro delle Finanze cinese Zhu Guangyao- che sottrarrebbe spinta all'economia globale.

Nell'incontro di oggi, Xi e Obama hanno discusso di relazioni bilaterali e di altre questioni di comune interesse. "Cina e Stati Uniti -ha dichiarato il presidente cinese Xi Jinping- stanno lavorando a stretto contatto per mettere in pratica il consenso raggiunto al summit" avvenuto a giugno scorso in California tra i due presidenti. Xi ha sottolineato che le relazioni tra le due potenze stanno vivendo un momento di "stabile sviluppo". Durante il loro primo incontro, i due capi di Stato avevano trovato un'intesa su questioni ambientali e sull'abbandono del nucleare da parte della Corea del Nord, anche se il summit Xi-Obama era stato dominato soprattutto dalla discussione sulle accuse reciproche di spionaggio informatico.

 

SIRIA, XI AL G20:UNICA SOLUZIONE POSSIBILE E' POLITICA

 

Soluzione politica alla crisi siriana e politiche macroeconomiche responsabili a livello mondiale per fare ripartire la crescita. Sono i due principali argomenti affrontati dal presidente cinese Xi Jinping ieri durante i lavori del G20 di San Pietroburgo.  La posizione cinese sulla crisi siriana è improntata alla prudenza e alla ricerca di una soluzione politica, che è "l'unico modo per risolvere la questione", ha dichiarato il portavoce di Pechino al G20, Qin Gang. La Cina rimane quindi contraria all'intervento armato in Siria. Lo scoppio di una guerra in Siria avrebbe "un impatto negativo sull'economia mondiale, specialmente sul prezzo del petrolio", ha spiegato il vice ministro delle Finanze cinese Zhu Guangyao. Un aumento di dieci dollari al barile, secondo le stime del ministero, ridurrebbe la crescita globale dello 0,25%. Sia la Cina che la Russia si sono sempre dette contrarie a un intervento in Siria e anche nel febbraio scorso, come già successo anche nel 2012, i due Paesi avevano posto il veto alla condanna da parte dell'ONU sulla repressione delle proteste nel Paese retto da Bashar Al Assad.

Tutte le maggiori economie del pianeta, ha poi spiegato Xi Jinping, hanno il dovere di mantenere in ordine le proprie finanze e di sostenere un sistema di commercio multilaterale che sia aperto e senza discriminazioni. Il presidente cinese ha poi ribadito la presa di posizione del proprio Paese su alcuni nodi politica economica, come il no al protezionismo commerciale, tema molto caro a Pechino, che proprio di protezionismo aveva accusato l'Unione Europea nei mesi scorsi durante la disputa sui pannelli solari. Xi ha poi sottolineato la necessità di riformare il Fondo Monetario Internazionale, un organo -come anche la Banca Mondiale- che viene visto dalle economie emergenti dei Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) come un'emanazione degli interessi delle economie occidentali. Occorre, invece, secondo Xi, creare meccanismi di sicurezza finanziaria a livello internazionale e promuovere l'economia reale. Entrando nello specifico del caso cinese, Xi Jinping ha ribadito quanto già detto nei giorni scorsi ad Ashgabad, capitale del Turkmenistan, dove si trovava in visita di Stato, la prima da presidente cinese. La Cina è disposta ad accettare una crescita minore del previsto per il 2013 perché sta andando incontro a un processo di riforma della propria economia che possa assicurare una crescita stabile sul lungo periodo, anche se i fondamentali sono "solidi", come li ha definiti lo stesso Xi, e Pechino sta mettendo in atto una politica economica "sicura" sia per la Cina che per il resto del mondo.

Durante il summit di San Pietroburgo c'è stato tempo anche per affrontare i temi della sicurezza regionale, tramite una lettera indirizzata ai ministri della Giustizia dei Paesi membri della Shanghai Cooperation Organization (SCO), l'organizzazione intergovernativa di cui fanno parte oltre a Cina e Russia, anche le ex repubbliche sovietiche di Kazakistan, Kighizistan, Tajikistan e Uzbekistan. I ministri della Giustizia dei Paesi SCO sono riuniti per la prima volta proprio in questi giorni a Pechino. I punti salienti della collaborazione, secondo quanto scrive Xi, devono essere il rafforzamento delle normative vigenti (anche da parte degli stessi cittadini), la pace e la stabilità a livello regionale, e lo sforzo congiunto per lo sviluppo e la prosperità di tutti i Paesi membri. Nei prossimi giorni, Xi Jinping continuerà il tour nei Paesi dell'Asia centrale: sarà in Kazakistan, Uzbekistan, Kirghizistan, dove parteciperà al tredicesimo meeting dei presidenti dei Paesi della Shanghai Cooperation Organization.

 

 

CINA, INTERVENTO IN SIRIA UN DANNO PER L'ECONOMIA

 

di Sonia Montrella
Twitter@SoniaMontrella



Roma, 5 sett.- Intervenire con le armi in Siria rappresenta un passo falso  per l'economia.  Lo ha detto il vice ministro delle Finanze cinese, Zhu Guangyao, secondo cui l'azione militare porterebbe a una destabilizzazione dell'economia facendo, tra e altre cose, schizzare il prezzo del petrolio. Le dichiarazioni sono state rilasciate poco prima della cerimonia d'inaugurazione del G20 di San Pietroburgo.

E nella città russa la Cina avrà un ruolo chiave: sono pronti a scommettere tutto gli osservatori, secondo i quali durante l'incontro bilaterale sino-americano, annunciato ieri dalla Casa Bianca, si assisterà un pressing da parte di Barack Obama sul presidente cinese Xi Jinping per strappare il supporto riguardo l'intervento armato in Siria.Da parte sua il presidente cinese – prevedono ancora gli esperti – dovrà essere in grado di camminare in perfetto equilibrio, mantenendo da un lato la posizione di non intervento contro il regime di Assad condivisa con Mosca , e dall'altro ammorbidendo i toni per non intaccare quei rapporti personali su cui i numeri uno di Cina e Usa hanno lavorato durante l'incontro informale tra i due che si è tenuto a giugno in California. "Pechino potrebbe aprire a Washington sull'intervento contro il regime siriano  chiedendo però prove inconfutabili sull'impiego di armi chimiche da parte di Assad" ha osservato Jia Qingguo, professore dell'Università di Pechino.

La Cina, membro permanente del Consiglio di Sicurezza dell'Onu con diritto di veto, ha più volte espresso la sua opposizione all'uso di armi chimiche, mentre il ministro degli Esteri Wang Yi ha riaffermato che l'unica via è quella di una risoluzione politica poiché qualsiasi intervento militare condotto senza l'approvazione delle Nazioni Unite produrrà il solo effetto di esacerbare i tumulti.
 
Cina e Siria, e Cina ed economia. Il vice ministro delle Finanze Zhu Guangyao ha dichiarato che i leader di diverse nazioni, incluso Obama, vogliono discutere con Xi Jinping delle prospettive di sviluppo e le sfide per dell'economia mondiale. Ieri, alla vigilia del vertice, Pechino, insieme a Mosca, ha ammonito gli Usa riguardo la stretta della politica monetaria di stimolo da diversi miliardi di dollari della Federal Reserve. Gli Stati Uniti dovrebbero essere accorti riguardo gli effetti di ricaduta e contribuire alla stabilità del mercato finanziario globale e alla ripresa dell'economia" ha osservato Zhu.

 

LETTA INCONTRA LEADER CINA E GIAPPONE
 
Questo pomeriggio, a margine della prima sessione dei lavori del G20 il presidente del Consiglio italiano, Enrico Letta, ha avuto due ulteriori incontri bilaterali, con i leader di Cina e Giappone. Con il presidente della Repubblica Popolare Cinese, Xi Jinping, il premier italiano ha discusso dello sviluppo delle relazioni bilaterali che verranno ulteriormente rafforzate durante una sua prossima visita in Cina. Letta ha infatti accettato l'invito giuntogli da Xi Jinping di recarsi a Pechino nel corso del 2014 e ha colto l'occasione per confermare che il consolidamento dei rapporti tra la Cina e l'Unione europea costituira' una delle priorita' del semestre di presidenza italiana dell'Ue. Il presidente cinese ha assicurato la propria presenza al vertice Asem che si terra' in Italia, a Milano, proprio durante il secondo semestre del 2014


 

 

ARTICOLI CORRELATI


G20: CINA INTERVENTO IN SIRIA UN DANNO PER L'ECONOMIA

YANG JIECHI: LA POLITICA ESTERA DI XI JINPING

CINA-USA, IL TEST DELLA CRISI SIRIANA 


ALTRI ARTICOLI


PRESIDENTE XINHUA: MEDIA OCCIDENTALI DEMONIZZANO LA CINA

CINA PRIMA AL MONDO PER NUMERO DI DIABETICI

CORRUZIONE, ZHOU YONGKANG NON SAREBBE INDAGATO

 

ALLARME AMBIENTE, MIGLIAIA DI PESCI MORTI NEL FIUME FU

 

FUNZIONARIO ANNEGATO DURANTE INTERROGATORIO

 

XI JINPING CONTRO WEB AUTARCHICO

 

PMI UFFICIALE SERVIZI IN LIEVE CALO AD AGOSTO

 

DESTITUITO JIANG JIEMIN, SUPERVISORE AZIENDE DI STATO

 

TRAFFICANTI GLIELI STRAPPARAONO, OCCHI ARTIFICIALI PER BAMBINO

 

LA DOLCE VITA DI BO GUAGUA

 

TORNA POSITIVO DOPO 4 MESI INDICE PMI

 

INDAGATO JIANG JIEMIN; ZHOU YONGKANG NEL MIRINO

 

CRESCITA PIL 2012 RIVISTA A +7,7%, AI MINIMI DAL '99

 

NYT, BO XILAI OBBEDIVA A «ORDINI SUPERIORI»

 

PECHINO PREOCCUPATA DA POSSIBILE INTERVENTO ARMATO USA IN SIRIA

 

 

 

© Riproduzione riservata

每日意大利

LE VIE DEL BUSINESS

Le vie del business
ABO About Oil
medi telegraph
Guida Monaci