PER COMBATTERE TERRORISMO" /> agiChina - CINA FARA' "NUOVE PROPOSTE" <br />PER COMBATTERE TERRORISMO

Politica internazionale

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CINA FARA' "NUOVE PROPOSTE"
PER COMBATTERE TERRORISMO

CINA FARA   NUOVE PROPOSTE  <br />PER COMBATTERE TERRORISMO


Di Eugenio Buzzetti

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Pechino, 23 nov. - Il governo di Pechino ha preannunciato che fara' "nuove proteste" alla comunita' internazionale per combattere il terrorismo e proteggere i suoi cittadini all'estero, dopo che tre cinesi sono morti nell'assalto jihadista a un albergo del Mali e l'Isis ha ucciso un ostaggio cinese. "In base alle nuove circostanze, faremo nuove proposte per assicurare la sicurezza dei cittadini e le istituzioni cinesi all'estero", ha sottolineato un portavoce del ministero degli Esteri, Hong Lei, in una conferenza stampa a Pechino.

 

Hong ha risposto cosi' alla domanda se, dopo quel che e' successo la settimana scorsa, la Cina valuti di mandare altri soldati che partecipino alle missioni dell'Onu all'estero, come ha fatto per la prima volta in Mali nel 2013, contrariamente alla sua abituale politica di non intervento militare. Hong ha assicurato che "la priorita' e' assicurare la sicurezza e i diritti e gli interessi dei cittadini cinesi" all'estero e che "fara' tutto possibile" a questo fine. "Poiche' sempre piu' cinesi vivono, attuano e lavorano all'estero, c'e' una maggiore esposizione ai rischi, specialmente se si tiene conto l'attuale minaccia terroristica".

 

PECHINO CHIEDE PRUDENZA NELLA LOTTA A ISIS
Xi condanna attentato in Mali

 

La Cina invoca la prudenza nella lotta contro l'autoproclamatosi Stato Islamico, e chiede un ruolo più attivo delle Nazioni Unite nella lotta al terrorismo, dopo gli attacchi al Radisson Blu Hotel di Bamako, in Mali, che hanno provocato ventuno morti, tra cui anche tre cittadini cinesi. "Nonostante le alte aspettative dell'Occidente per la partecipazione cinese, il governo sarà estremamente prudente a compiere una tale decisione", scrive oggi il quotidiano Global Times. "Una alleanza anti-terrorismo - continua il quotidiano - ha bisogno di essere formata all'interno di una struttura delle Nazioni Unite" che hanno il compito di "definire esplicitamente il terrorismo e fare un piano anti-terrorismo coordinato". La Cina, secondo il tabloid pubblicato dal Quotidiano del Popolo, organo di stampa del Pcc, "non è ancora pienamente preparata per operazioni militari. Non essendo stata impegnata in battaglia per molti anni - spiega il quotidiano nell'editoriale - può riuscire difficile per la Cina ottenere un pieno supporto popolare nel caso in cui i propri soldati combattessero nel lontano Medio Oriente e sorgessero incertezze".

L'editoriale pubblicato oggi dal Global Times, arriva dopo la condanna dei giorni scorsi degli attentati in Mali, da parte del presidente cinese, Xi Jinping. "La Cina rafforzerà la cooperazione con la comunità internazionale per combattere con risolutezza le attività di terrorismo violento che colpiscono vite innocenti, per mantenere la pace e la stabilità globale", ha dichiarato il presidente cinese, che ha espresso le condoglianze alle famiglie delle vittime. I tre cittadini rimasti uccisi sono tutti funzionari di uno dei grandi gruppi cinesi che operano all'estero, China Railway Construction Corporation: Zhou Tianxiang, general manager della divisione internazionale del gruppo; Wang Xuangshang, il suo vice, e Chang Xuehui, a capo della divisione che si occupa dell'Africa occidentale. Scampato all'attentato l'interprete, Wu Zhiqi, giunto nei pressi dell'albergo dopo l'inizio dell'assedio da parte dei jihadisti.

Cordoglio anche da parte del primo ministro, Li Keqiang - nei giorni scorsi nel sud-est asiatico per partecipare ai summit regionali - che ha ribadito la necessità di rafforzare la sicurezza dei cittadini e delle organizzazioni cinesi all'estero, appello già rivolto nei giorni scorsi. L'annuncio della morte dei tre cittadini cinesi al Radisson Blu Hotel di Bamako arriva a distanza di pochi giorni da un altro annuncio simile, quello dell'uccisione dell'ostaggio cinese nelle mani dell'Isis, Fan Jinghui, che a settembre scorso era stato messo "in vendita" dai gruppi di Al-Baghdadi e che gli uomini dell'intelligence cinese sarebbero stati vicini a liberare, secondo quanto scriveva il South China Morning Post nella giornata di venerdì scorso, prima dei bombardamenti russi e francesi sul territorio dell'autoproclamatosi califfato.

L'allarme terrorismo preoccupa la Cina anche all'interno dei propri confini, e in particolare nelle grandi città. Nella giornata di sabato scorso, la municipalità di Pechino ha annunciato che dal 15 novembre scorso, all'indomani degli attacchi di Parigi, è in corso un aumento dei controlli in chiave anti-terrorismo. Finora, secondo il Beijing Youth Daily, sarebbero state ispezionate oltre un milione di vetture e controllate 1,6 milioni di persone. Più di cento i fermi di polizia eseguiti nei confronti degli individui sospettati di avere legami con gruppi terroristici. Già lo scorso anno, in due diversi momenti, Pechino era stata oggetto di esercitazioni anti-terrorismo. Tra i punti di maggiore sorveglianza, ci sono tutti i luoghi di maggiore assembramento di persone, come le scuole e le grandi stazioni di interscambio dei mezzi pubblici, e per il futuro è previsto un aumento della sorveglianza in occasione delle festività, a cominciare dal prossimo capodanno lunare, che cadrà nelle prime settimane del 2016.

 

23 NOVEMBRE 2015

 

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