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Cina e Taiwan a colloquio
durante il vertice Apec

Cina e Taiwan a colloquio <br />durante il vertice Apec


di Eugenio Buzzetti


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Pechino, 7 ott. - Cina e Taiwan devono lavorare insieme per una soluzione politica per evitare che le divergenze tra Pechino e Taipei passino "di generazione in generazione". Lo ha detto ieri il presidente cinese Xi Jinping, dopo un colloquio di circa trenta minuti con Vincent Siew, ex vice presidente di Taiwan e inviato dell'isola al forum dell'APEC, l'Asia Pacific Economic Cooperation, che si tiene in questi giorni a Bali. Durante il colloquio bilaterale Xi e Siew hanno parlato prevalentemente di temi economici e commerciali. L'incontro tra Xi e Siew è stato visto dalle istituzioni di Taiwan come "una pietra miliare" nei rapporti tra i due Paesi, e come "un buon inizio di una interazione ufficiale normalizzata tra le due parti" ha dichiarato Zhang Zhijun, responsabile per la Cina dei rapporti con Taiwan, presente al forum di Bali, che si è incontrato con la sua controparte, Wang Yuqi che nell'isola si occupa dei rapporti con la Cina.



Zhang, secondo quanto scritto dall'agenzia di stampa cinese Xinhua, ha poi invitato Wang a "fare visita alla Cina ad un momento appropriato". Le relazioni tra Pechino e Taipei sono migliorate dal 2008, quando alla presidenza dell'isola è stato eletto Ma Ying-jeou del Guomingdang, il partito nazionalista un tempo nemico del Partito Comunista Cinese durante la guerra civile e oggi più vicino a una riconciliazione tra i due lati dello stretto. Sotto la presidenza di Ma Ying-jeou, Cina e Taiwan hanno siglato nel 2010 l'accordo cornice per la cooperazione economica, uno dei momenti più alti di riconciliazione tra le due capitali degli ultimi anni.



A fare discutere all'apertura dei lavori dell'APEC è, però, ancora l'assenza di Barack Obama. Nei giorni scorsi, il presidente statunitense aveva confermato la sua assenza al vertice per concentrarsi in patria sulla mancata approvazione della legge di bilancio che ha costretto alla parziale chiusura le agenzie governative. Al suo posto, invece, c'era il Segretario di Stato Usa, John Kerry. "Voglio sottolineare - ha dichiarato il segretario di Stato  Usa - che non c'è niente che possa scuotere il ribilanciamento verso l'Asia che il presidente Obama sta mettendo in atto". La mancanza di Obama è stata oggetto di preoccupazione da parte di alleati e potenziali rivali degli Stati Uniti nella regione, per la possibilità che la mancata approvazione della legge di bilancio possa segnare per gli Usa un primo passo verso un default con conseguenze per tutti i Paesi, come la Cina, che detengono ingenti quantità di riserve monetarie in dollari. Obama ha poi cancellato nei giorni scorsi anche due viaggi in Malaysia e nelle Filippine.

Le rassicurazioni di Kerry sulla possibilità di raggiungimento di un accordo per la legge di bilancio in tempi utili non sono servite a evitare che la Cina acquisisse un ruolo di protagonista al primo dei due giorni di vertice. Nella giornata di oggi Xi Jinping, in un'intervista al quotidiano indonesiano Jakarta Post, ha dichiarato l'impegno della Cina a svolgere un ruolo di leader all'interno della cooperazione per l'Asia e il Pacifico. "L'economia mondiale - ha dichiarato Xi - è entrata in un periodo di profondo riaggiustamento con tutte le regioni che affrontano opportunità e sfide in corso di sviluppo. La regione Asia-Pacifico, che ha giocato un ruolo guida nella promozione della ripresa economica globale, rimane la più dinamica e promettente area al mondo". Xi ha poi precisato che la Cina è "pronta a mantenere relazioni strette con tutte le parti e ha contribuire maggiormente allo sviluppo e alla prosperità nella regione".

 

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