Politica internazionale

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Cina, cosa (davvero) porta a casa Trump

Cina, cosa (davvero) porta a casa Trump


di Eugenio Buzzetti

 

Pechino, 11 nov. - La Cina ha accolto con tutti gli onori Donald Trump alla sua prima visita da presidente degli Stati Uniti, ma dietro il sorriso migliore sfoderato da Pechino all'uomo che meno di un anno fa sembrava mettere a repentaglio decenni di relazioni diplomatiche tra Usa e Cina, si celano ancora incomprensioni e posizioni diverse sui nodi più duri da sciogliere della relazione bilaterale.

 

La preparazione è stata perfetta, forse troppo per alcuni: il Washington Free Beacon parla apertamente di un'operazione studiata a tavolino, dal nome evocativo di "Skyheart", per ricevere con tutti gli onori Trump in "visita di Stato plus", come l'ha definita il mese scorso l'ambasciatore cinese a Washington, Cui Tiankai. In ogni caso, l'accoglienza riservata al presidente degli Stati Uniti e alla first lady è stata delle migliori mai sfoderate già all'arrivo in aeroporto. Poi una visita alla Città Proibita, l'antica sede degli imperatori cinesi, con una guida d'eccezione, lo stesso Xi, che aspettava all'interno delle mura l'inquilino della Casa Bianca per prendere un tè. La cena, poi, è stata servita all'interno della stessa Città Proibita, un onore che non era mai stato riservato a nessun presidente Usa dal 1949. Al di là della calorosa accoglienza, però, le cose sono andate diversamente. CONTINUA A LEGGERE SU AGI

 

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