Politica internazionale

Politica Internazionale

CINA AUSPICA FUTURA INTESA CON VATICANO

CINA AUSPICA FUTURA INTESA CON VATICANO<br />


di Sonia Montrella
Twitter@SoniaMontrella

Roma, 18 Feb.-  Un miglioramento delle relazioni tra Pechino e la Santa sede: è quanto auspica la Cina, nel suo primo commento ufficiale dallo scorso 11 febbraio, giorno in cui Benedetto XVI annunciò le sue dimissioni. Un silenzio dovuto finora in parte allo stop per i festeggiamenti del Capodanno cinese appena concluso, e in parte al braccio di ferro in corso da tempo tra Pechino e Roma, con la Cina che rifiuta di riconoscere l'autorità del papa proponendo una chiesa alternativa, quella patriottica cinese, voluta nel 1958 da Mao Zedong e gestita dal partito.

E il portavoce del ministero degli Esteri Hong Lei ha precisato questa mattina che il disgelo avverrà se cambieranno alcune condizioni. Hong ha infatti riconfermato la volontà da parte cinese di accorciare le distanze con la santa sede, ma a patto che  "il Vaticano interrompa i rapporti con Taiwan e riconosca quest'ultima come parte integrante della Cina". La santa sede riconobbe lo status della Repubblica di Cina (Taiwan) nel 1942 incrinando irreversibilmente la relazione con Pechino.  Poi, nel 1951, il governo cinese ordinò alla chiesa cattolica cinese di tagliare i ponti con Roma, e sette anni dopo la gestione delle questioni di culto fu affidata alla Chiesa Patriottica. Ma non è solo una questine di fede. Più in generale, il portavoce ha oggi precisato che, "il Vaticano deve tenersi fuori delle questioni interne cinesi", seocondo quel "principio di non ingerenza", caposaldo della politica estera del Dragone.

Negli anni, nonostante le dichiarazioni di entrambe le parti di voler appianare i contrasti, i conflitti sono emersi in modo frequente. L'ultimo grande caso, quello del vescovo ausiliare della diocesi cattolica di Shanghai, Thaddeus Ma Daqin, sottratto ai suoi lavori ministeriali e sottoposto da mesi agli arresti domiciliari dopo che, nel corso della sua ordinazione avvenuta lo scorso luglio presentò le dimissioni da membro dell'Associazione patriottica rifiutando di condividere il calice della comunione con un vescovo scomunicato dalla Santa Sede.

Tra tutti i punti di attrito, Tuttavia, è la nomina dei vescovi la principale spina nel fianco dei rapporti sino-vaticani con Chiesa patriottica cinese che procede alla nomina senza il consenso del pontefice e il Vaticano che disconosce i nuovi 'eletti'.

Secondo le statistiche del Vaticano, in Cina ci sono tra gli 8 e i 12 milioni di cattolici, divisi tra gli appartenenti alla chiesa patriottica e quella clandestina, devota al Vaticano e in molte occasioni perseguitata dal regime.


ARTICOLI CORRELATI

Dimissioni papa: scarsa la copertura sulla stampa

ALLA CINA L'ULTIMO MESSAGGIO DI BENEDETO XVI

ECCO I CARDINALI ORIENTALI DELLA CHIESA

 

@Riproduzione riservata

每日意大利

LE VIE DEL BUSINESS

Le vie del business
ABO About Oil
medi telegraph
Guida Monaci